Vita Kosher, testimonianza: Sopravvivere nell’Oceano dei Social Media


Shalom amici 🌼✨

Condivido con voi la testimonianza di un ebreo osservante responsabile dei contenuti mediatici di un’associazione toraica. Mi ha portato a riflettere 💭 poiché io stessa presi una pausa dai socials per quasi due anni e, leggendolo, mi son chiesta: se gli ebrei osservanti vivono esperienze simili, nonostante facciano attenzione a ciò che guardano ed a come investono il loro tempo… Come lo vivono gli altri ?

Sono della generazione chiamata Millenial, coloro che hanno conosciuto il millennio precedente, il millennio prima di Internet in cui i i genitori proteggevano ciò che leggevo e chi frequentavo ; gli amici s’incontravano quotidianamente, ed erano persone della stessa città, se non dello stesso quartiere !

I Millenials sono abbastanza giovani d’aver vissuto la transizione verso la nuova era… Non a caso, siamo gli stessi autori de “La Ricerca del Senso della Vita” che i centri commerciali e lo shopping online non potevano colmare.

Ma un paio di decenni dopo, come fare quando Il Mondo s’invita a casa tua ? Quando l’informazione è immediata e ci sono 10 breaking news l’ora ? Grazie a Dio, gli ebrei hanno Shabbat… Condivido questa testimonianza ed a fine articolo troverete alcuni consigli interessanti di non-ebrei : personalità famose, obbligate a seguire regole ben più rigide per disintossicarsi dai Socials.

Per anni ho dovuto usare i social media per Torah-Box. Solo per trasmettere… (Mi connettevo) e poi disconnettevo immediatamente.

Ma alla fine, finisci per farti risucchiare. Apri il telefono per caricare un video della Torah e ti imbatti in:
notizie raccapriccianti
polemiche inutili
– messaggi di odio
diffamazioni anonime
– vite “perfettemesse in scena,
– persone che si immaginano “ricche”, “realizzate”, “innamorate”… e che finiscono TUTTE per divorziare, indebitarsi o sparire da un giorno all’altro.

E il tuo cervello assorbe. Inizi a credere che ciò che vedi sia la realtà, ma la rete non riflette la vita : riflette ciò che vuole venderti.

Questa non è vita.

Non confondere la confezione con il contenuto. Non vivi in ​​uno schermo, vivi in ​​una casa, in una famiglia, in una kehila (comunità, assemblea). Non si costruisce il futuro scorrendo la pagina, ma studiando, pregando, facendo.

Credi veramente che una persona davvero felice abbia la voglia – e soprattutto il tempo – di andare a gridarlo a squarciagola su Internet ? Quando provi davvero qualcosa… La provi e basta.

Incontro troppi adolescenti che sprecano anni della loro vita inseguendo ciò che vedono sui social media. E non mi riferisco solo ai giovani. Parlo anche a nome degli adulti.

Non capisci perché tuo marito o tua moglie sta diventando cupo ? Perché all’improvviso lui o lei vuole lasciar tutto, rompere tutto? A volte è perché passa le sue giornate a guardare video modificati, coppie che non esistono, relazioni idealizzate. E comincia a credere che altrove esista questo “vero amore” che gli viene venduto continuamente. Quindi vuole rivivere la sua vita… solo per finire per riprodurre la stessa miseria, gli stessi problemi, ma con un nome diverso.

Oltre alle immagini tossiche, (senza parlare di quelle proibite 🚫) le reti ti bombardano con informazioni false, supposizioni non verificate (non solo su Israele ma su dati riguardanti la famiglia, la sessualità, “studi” sulla felicità) e voci presentate come fatti. Il tuo cervello diventa una discarica di ipotesi. Pensi di saperlo, mentre in realtà stai solo accumulando vane invenzioni che non aiutano il tuo cuore o la tua anima a crescere.

Dio non ci ha dato le orecchie per decorare la testa. Questi sono tunnel che conducono al nostro cervello. Ogni parola, ogni suono, ogni immagine… vanno direttamente al luogo più sensibile del tuo essere : la tua mente.

Quindi lascia entrare solo ciò che Hashem vuole che tu senta. Cose che ti plasmano, che ti elevano, che ti illuminano. Non spreco. Non bugie. Non rumore.


Diventi ciò che fai alla tua mente

Allora dagli Torah, pace, luce, verità.

Come disse il Baal Shem Tov: “Dove vanno i tuoi pensieri, quello è il tuo livello”.

[FINE DELLA TESTIMONIANZA]

Spesso mi dicono “Rebecca ma come fai Shabbat senza telefono, per 25 ore ??” e vi lascio immaginare quando ci sono 2 giorni di Festa (Yom Tov, tipo Rosh HaShana o Shavuot) + Shabbat = 72 ore senza internet…

E bene ! Figuratevi che personaggi come Haley Bieber, non proprio una referenza ortodossa, hanno confidato di non usare internet per 4 giorni a settimana (ricevono valanghe di messaggi, haters, son condizionati a googlarsi).

In tutto questo non ho volontariamente affrontato il tema dei contenuti 🔞, dei siti d’incontri non-ortodossi, delle chat con persone che sappiamo nefaste, insomma : tutti i mezzi che lo Yetzer Hara ha a sua disposizione per farci perder tempo ed anestetizzarci in una routine che ci conduce verso il dirupo 🪨

Ma per tornare ad una quotidianità più banale, i social e le notifiche son il challenge del prossimo decennio (o mezzo secolo), allora buon lavoro e buon coraggio a tutti 🏗️🚧💖

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