Quando il missionario bussa alla porta dell’ebreo osservante: i profeti cristiani erano greci.

Abbiamo già parlato della Emuna, la fede ebraica e di come la Torah esige onestà intellettuale, accompagnata dalle azioni quotidiane. Da secoli, in particolare negli ultimi decenni, gli ebrei si ritrovano con cristiani che bussano alla nostra porta, reale o virtuale, e desiderano spiegarci le profezie israelite. Vediamo come gli ebrei osservanti sono scrupolosi verso un testo sacro e come la fattualità sia la fondazione del Dialogo verso il prossimo e verso D-i-o.

Esodo-Shemot: le 70 persone della famiglia di Giacobbe

Sia ebrei e cristiani possono consulare l’inizio dell’Esodo-Shemot, poco importa la versione e poco importa l’epoca, nell’immagine avete il testo ebraico con traduzione inglese in cui viene elencata la famiglia di Giacobbe (figlio di Isacco, nipote di Abrahamo).

Nella visione profetica, Stefano parla di Yossef HaTzaddik (Giuseppe) quando riceve i fratelli ed invita loro ad affrontare l’esilio in Egitto. Passaggio noto dell’Esodo 1:5 in cui la Torah afferma che le persone erano 70 : ogni ragazzino ebreo che prepara la sua Bar Mitzvah ne è a conoscenza, a maggior ragione un profeta israelita.

E Giuseppe mandò a chiamare Giacobbe suo padre, e tutto il suo parentado, che era di settantacinque anime.

Atti 7:14

La Tomba di Abrahamo, Isacco e Giacobbe ad ‘Hebron in Giudea

HEBRON ISRAEL – APRIL 12 2009: The Cave of Machpelah in Hebron or Tomb of the Patriarchs (Ma’arat HaMachpelah)

Il secondo luogo più sacro per il popolo d’Israele e nell’Ebraismo è la Tomba dei Patriarchi. Questa è la famosa grotta comprata da Abrahamo per seppellire Sarah (Bereshit Genesi 23:1) ed inseguito divenuta la ‘Caverna delle Coppie‘ dove sono sepoli Isacco e Rebecca, Giacobbe-Israele con Lea. Questo luogo è citato anche nella sezione dei 12 esploratori (Bamidbar Numeri 13:1) in cui Giosuè e Calev pellegrinarono sulla tomba degli antenati per ricevere protezione, la stessa città di ‘Hebron che Giosuè diede a Calev in Giudea (Giosuè 14:13).

Secondo gli Atti di Paolo, la Tomba si trova a Shekhem in Samaria

Abbiamo già visto come sia evidente che Paolo di Tarso fosse un greco, tutt’altro che ‘fariseo figlio di farisei’ (approfondire qui) ma anche un greco poco istruito. Gli ‘Atti degli Apostoli’ è un testo del II secolo dell’era comune, scritto quando La Torah fù tradotta (di forza da Tolomeo il greco) 500 anni prima, disponibile nelle biblioteche di Alessandria ed Atene. Ergo, Stefano e Paolo conoscevano la Torah meno dei greci atei… e non avevano mai visitato la Terra d’Israele, di cui non conoscevano la Geografia più semplice.

E Giacobbe morì in Egitto (…) trasportato a Shekhem, e sepolto nel luogo che Abrahamo aveva comprato ai figli di Emmor.

Atti 7:15-16

Tra ‘Hebron e Shekhem vi sono 117 kilometri

La Torah non chiede all’Umanità d’esser ebraica per connettersi a D-i-o e ricevere il Mondo Futuro (Olam Haba), bensì di rispettare i 7 precetti di Noè esplicitati nella sezione della Genesi. Non è facile rinunciare alle proprie tradizioni ma ognuno ha la responsabilità di non perpetuare gli errori di chi ci ha preceduto e non sapeva.

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Pubblicato da Rebecca

Ebrea ortodossa, nata in Italia, cresciuta in Francia ed israeliana da poco, desidero far conoscere il pensiero e le tradizioni ebraiche, dialogando con rispetto.

Una opinione su "Quando il missionario bussa alla porta dell’ebreo osservante: i profeti cristiani erano greci."

  1. Per chi riporta che la versione Alessandrina della Torah, riporta “75 scesero in Egitto” modificando il testo per volontà dei greci, questa è la somma prova che:
    1) Paolo e Stefano non erano profeti
    2) Non sapevano leggere la Torah (dove sono riportati 70) e quel poco che conoscevano era dovuto ai testi di Alessandria, non di Gerusalemme e tanto meno dei “genitori farisei” o del maestro Gamliel.
    Detto ciò, la Tomba dei Patriarchi resta ad ‘Hebron e non a Shekhem (117km di distanza) come riportano gli Atti 7:16. Ergo: Paolo di Tarso non aveva mai visitato Israele.

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