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Maharal di Praga: il Messia di Gerusalemme e l ‘Eternità d’Israele

Shalom amici 🌻📚

Come alcuni di voi sapranno, ho avuto il privilegio di curare questo testo, tradotto da Luciano Tagliacozzo (Talmud Yerushalmi). È finalmente è disponibile il libro cartaceo (oltre a Kindle) de Il Messia di Gerusalemme.

Gerusalemme
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Rivelazioni del 1578 sul ritorno degli ebrei a Gerusalemme

Scritto dopo la battaglia di Lepanto, in cui Cristianesimo ed Islam si contesero il Mondo, Rabbenu Yehuda Loew melio noto come il Mahara’L di Praga, dettaglia nel “Netza’h Israel” le profezie messianiche, la ricostruzione del Regno d’Israele ed il ritorno degli ebrei a Gerusalemme !

Il Kitzur: la raccolta dei 10 capitoli principali

Questa versione vi presenta la raccolta dei 10 capitoli principali (sui 68 originali) e, beezrat Hashem, con l’aiuto di D-i-o, pubblicheremo il primo tomo della versione integrale prima di Pessa’h.
Il libro è stato raccomandato da varie comunità ebraiche, da Ravi Piperno ma anche da Rav Ba’hbut Shalit”a 🙏

Questo tema c’insegna che in futuro vi sarà una forza di riunificazione d’Israele dai suoi numerosi esili e che gli ebrei non saranno più divisi. Questo sarà possibile attraverso una forza sovrannaturale : ciò che è rimasto lontano si riunirà di nuovo, anche se non si dovesse avere la forza di riunificarsi da soli.

Morenu Rav Yehuda Loew

L’indice e lettura del 1° capitolo

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POTETE ORDINARLO QUI : attendo le vostre recensioni 😊

Levitico, Shemini: il corpo é un Tempio. Parasha in ebraico ed italiano

Shalom amici,Siamo un pò di fretta questo venerdì, poco importa quanto ci si prepari prima… Ogni settimana speriamo di fare meglio della precedente ! La parasha in ebraico ed italiano Qui trovate il PDF per leggere la parasha della settimana in ebraico ed italiano, interlineare. La traduzione non é perfetta (spero che lo sia unContinua a leggere “Levitico, Shemini: il corpo é un Tempio. Parasha in ebraico ed italiano”

La Memoria Ritrovata: Attilio Ascarelli, quando la Scienza aiuta la Storia

Nel 78° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine non si può non ricordare la storia dell’ uomo che salvò dall’oblio i corpi delle 335 vittime. È il 23 Marzo del1944 quando in via Rasella, poco distante da piazza Barberini a Roma, sta transitando con teutonica precisione il Polizeiregiment Bozen, composto da soldati altoatesini. I partigiani hannoContinua a leggere “La Memoria Ritrovata: Attilio Ascarelli, quando la Scienza aiuta la Storia”

Lo Sforno commenta Ki-Tissa: Israele ed il Vitello d’Oro

Shalom amici !Ci ritroviamo in una delle sezioni più difficili della Torah, quella in cui Israele cade nel tranello dello Yetze Hâra, nonostante la Rivelazione collettiva ricevuta al Sinai.Inizialmente i primogeniti avrebbero dovuto servire D.io nel Tabernacolo ma perderanno questo privilegio a causa della colpa del Vitello d’Oro, e sarà esclusivamente riservato alla tribù deiContinua a leggere “Lo Sforno commenta Ki-Tissa: Israele ed il Vitello d’Oro”

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Quando il missionario bussa alla porta dell’ebreo osservante: i profeti cristiani erano greci.

Abbiamo già parlato della Emuna, la fede ebraica e di come la Torah esige onestà intellettuale, accompagnata dalle azioni quotidiane. Da secoli, in particolare negli ultimi decenni, gli ebrei si ritrovano con cristiani che bussano alla nostra porta, reale o virtuale, e desiderano spiegarci le profezie israelite. Vediamo come gli ebrei osservanti sono scrupolosi verso un testo sacro e come la fattualità sia la fondazione del Dialogo verso il prossimo e verso D-i-o.

Esodo-Shemot: le 70 persone della famiglia di Giacobbe

Sia ebrei e cristiani possono consulare l’inizio dell’Esodo-Shemot, poco importa la versione e poco importa l’epoca, nell’immagine avete il testo ebraico con traduzione inglese in cui viene elencata la famiglia di Giacobbe (figlio di Isacco, nipote di Abrahamo).

Nella visione profetica, Stefano parla di Yossef HaTzaddik (Giuseppe) quando riceve i fratelli ed invita loro ad affrontare l’esilio in Egitto. Passaggio noto dell’Esodo 1:5 in cui la Torah afferma che le persone erano 70 : ogni ragazzino ebreo che prepara la sua Bar Mitzvah ne è a conoscenza, a maggior ragione un profeta israelita.

E Giuseppe mandò a chiamare Giacobbe suo padre, e tutto il suo parentado, che era di settantacinque anime.

Atti 7:14

La Tomba di Abrahamo, Isacco e Giacobbe ad ‘Hebron in Giudea

HEBRON ISRAEL – APRIL 12 2009: The Cave of Machpelah in Hebron or Tomb of the Patriarchs (Ma’arat HaMachpelah)

Il secondo luogo più sacro per il popolo d’Israele e nell’Ebraismo è la Tomba dei Patriarchi. Questa è la famosa grotta comprata da Abrahamo per seppellire Sarah (Bereshit Genesi 23:1) ed inseguito divenuta la ‘Caverna delle Coppie‘ dove sono sepoli Isacco e Rebecca, Giacobbe-Israele con Lea. Questo luogo è citato anche nella sezione dei 12 esploratori (Bamidbar Numeri 13:1) in cui Giosuè e Calev pellegrinarono sulla tomba degli antenati per ricevere protezione, la stessa città di ‘Hebron che Giosuè diede a Calev in Giudea (Giosuè 14:13).

Secondo gli Atti di Paolo, la Tomba si trova a Shekhem in Samaria

Abbiamo già visto come sia evidente che Paolo di Tarso fosse un greco, tutt’altro che ‘fariseo figlio di farisei’ (approfondire qui) ma anche un greco poco istruito. Gli ‘Atti degli Apostoli’ è un testo del II secolo dell’era comune, scritto quando La Torah fù tradotta (di forza da Tolomeo il greco) 500 anni prima, disponibile nelle biblioteche di Alessandria ed Atene. Ergo, Stefano e Paolo conoscevano la Torah meno dei greci atei… e non avevano mai visitato la Terra d’Israele, di cui non conoscevano la Geografia più semplice.

E Giacobbe morì in Egitto (…) trasportato a Shekhem, e sepolto nel luogo che Abrahamo aveva comprato ai figli di Emmor.

Atti 7:15-16

Tra ‘Hebron e Shekhem vi sono 117 kilometri

La Torah non chiede all’Umanità d’esser ebraica per connettersi a D-i-o e ricevere il Mondo Futuro (Olam Haba), bensì di rispettare i 7 precetti di Noè esplicitati nella sezione della Genesi. Non è facile rinunciare alle proprie tradizioni ma ognuno ha la responsabilità di non perpetuare gli errori di chi ci ha preceduto e non sapeva.

Parasha Tetsavé: quando la Torah censura Mosé

Dopo la nascita di Mosè, la Torah cita il suo nome in ogni parashah sezione, eccetto per Tzaveh (Esodo 27:20-30:10) ; con l’aiuto del Ba’al Haturim possiamo scoprire l’origine di questa anomalia. In Ki-Tissa, la parasha della prossima settimana, Mosè implora D.i.o di perdonare il popolo d’Israele per la colpa del Vitello d’oro e, poichéContinua a leggere “Parasha Tetsavé: quando la Torah censura Mosé”

‘Hannuka, la festa delle luci, la festa dei farisei: domande e risposte

Shalom amici,Parliamo di ‘Hannuka (la festa delle luci), in cui ricordiamo il miracolo spirituale della fiola d’olio allorché vi fu un altro grande miracolo: dei sacerdoti che sconfissero l’esercito più potente al mondo ! Più giù trovate nel dettaglio le intenzioni da avere durante l’accensione e quali giorni sono più propizi a determinate preghiere. NelContinua a leggere “‘Hannuka, la festa delle luci, la festa dei farisei: domande e risposte”

Preghiera spontanea

Il Baal Shem Tov 1698-1760 era un uomo di grande coraggio e quando vedeva che una disgrazia stava per abbattersi contro il popolo ebraico, si recava in un certo luogo della foresta per isolarsi; lì accendeva un fuoco, meditava in preghiera e ciò che aveva deciso di realizzare diventava possibile: il miracolo si compiva, laContinua a leggere “Preghiera spontanea”

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‘Hannuka, La Festa delle Luci: Introduzione ed Istruzioni per l’Uso

Shalom amici ☺️📚
Questo pomeriggio accenderemo la 1a candela di ‘Hannuka, ricordiamo che ci sono 3 benedizioni da dire stasera.

In quale ordine illuminare le candele

Quella del giorno della festa andrà sempre accesa per prima, quindi si posizionano da destra a sinistra e si accendono da sinistra a destra. Si da la priorità alla candela del giorno della festa ed inseguito alle altre in ordine decrescente (4 giorno, 3 giorno, 2 giorno…)

Benedizioni da dire, Ebraico con traduzione italiana


🇮🇱 1. Barukh Ata Ado-nai Eloh-einu Melekh ha’olam asher kidshanu b’mitzvotav vetzivanu le’hadlik ner shel ‘Hanukkà.
🇮🇹 Fonte di benedizione sei Tu, o Sign-re nostro D-o, Re dell’universo, che ci ha santificato con i Suoi comandamenti e ci ha comandato di accendere i lumi di ‘Hanukkà.
🇮🇱 2. Barukh Ado-nai Elo-heinu Meleh ha’olam sheasà nissim laavoteinu bayamim hahem bizman hazè.
🇮🇹 Fonte di benedizione sei Tu, o Sign-re nostro D-o, Re dell’universo, che compì miracoli per i nostri padri nei tempi passati, durante questa stagione.
🇮🇱 3. Barukh ata Ado-nai Elo-heinu Melekh ha’olam sheheheyanu v’kimanu v’highiyanu lizman hazè.
🇮🇹 Fonte di benedizione sei Tu, o Sign-re nostro D-o, Re dell’universo, che ci ha tenuto in vita, e ci ha preservato e ci ha permesso di raggiungere questa stagione.

Atene VS Gerusalemme, conferenze a Milano con Roberto Tzaddik e Davide Romano

Hannuka secondo il Rav Dessler: Progredire con onestà

Il Rav Dessler é un allievo delle Yeshivot di Vilna, bisnipote di Rabbi Israël Salanter, rispettivamente fondatore e rappresentante del Movimento chiamato Mussar, vedremo gli insegnamenti che ci aiuteranno a vivere la festa di ‘Hannuka.

Canzoni di ‘Hannuka, Maoz Tsur – Mia Forza e Mia Roccia

In ebraico e fonetico, qui trovate il testo anche in italiano מָעוֹז צוּר יְשׁוּעָתִי, לְךָ נָאֶה לְשַׁבֵּחַ תִּכּוֹן בֵּית תְּפִלָּתִי, וְשָׁם תּוֹדָה נְזַבֵּחַ. לְעֵת תָּכִין מַטְבֵּחַ מִצָּר הַמְנַבֵּחַ. אָז אֶגְמוֹר בְּשִׁיר מִזְמוֹר חֲנֻכַּת הַמִּזְבֵּחַ Mio Rifugio (D-i-o)

Mia Roccia, Mia Salvezza !
Questa gradevole melodia è per LodarTi
Permetti la ricostruzione del Tempio (Beit Tefila)
E lì ti offriremo i nostri ringraziamenti
Quando avrai cancellato il nemico che ringhia
Allora potremo celebrare con lodi e salmi, l’inaugurazione del tuo Altare (Mizbea’h)

Talmud: é permesso rubare i non-ebrei?

Molti si chiedono se le leggi della Torah, i 613 precetti, siano validi solo per gli ebrei verso gli ebrei. Condivido con voi l’insegnamento di Rabbi Shimon ben Sheta’h, citato nel Talmud. Condividete 🙂

Maharal di Praga: il Messia di Gerusalemme e l ‘Eternità d’Israele

Shalom amici Come alcuni di voi sapranno, ho avuto il privilegio di curare questo testo, tradotto da Luciano Tagliacozzo (Talmud Yerushalmi). È finalmente è disponibile il libro cartaceo (oltre a Kindle) de Il Messia di Gerusalemme. POTETE ORDINARLO QUI Rivelazioni del 1578 sul ritorno degli ebrei a Gerusalemme Scritto dopo la battaglia di Lepanto, inContinua a leggere “Maharal di Praga: il Messia di Gerusalemme e l ‘Eternità d’Israele”

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Ciclo di lettura Mondiale dei Salmi – Tehilim: oggi il Secondo

Shalom amici,
Prosegue la lettura mondiale dei Tehilim, un concetto semplice che prevede la lettura di un Salmo al giorno per 150 giorni. Questa giornata, il 14 giorno del 9 mese ebraico Kislev

Hilula di Reuven, tribù d’Israele e Rabbi David Abu’hatzira

Rabbi David Abu’hatzira morto come martire per salvare la comunità ebraica. Era un uomo molto pio, Santo, che aveva perso i suoi figli prematuramente senza mai riggettare
D-i-o-. Fù ucciso nel periodo della Prima Guerra Mondiale, durante l’occupazione francese in Marocco: il Re accusò la gli ebrei di collaborare con i francesi e l’esercito legò il Rav d un cannone… Morì dicendo lo Shema Israel. E’ noto soprattutto come fratello maggio di Rabbi Israel Abu’hatzira, Baba Salè, e più sotto troverete un racconto su degli eventi accaduti in Marocco, questa volta durante l’occupazione nazista.

Tutti gli ebrei, assieme ai credenti nel D-i-o Unico d’Israele, leggeranno lo stesso testo prima del tramontar del sole. Specie in tempi di Pandemia, è importante far vibrare le nostre preghiere !

Qui l’audio con la lettura in ebraico del Salmo-Tehilim Perek Beth

Per chi ne ha bisogno, trovate in PDF il primo libro con 41 Tehilim in italiano ed ebraico

Qui il testo in fonetico

  1. Lama ragheshou goyim, uleumim yehegu rik
  2. Yiteyatsevu malkhe erets, verozenim nossedu yakhad, al Ado-nai ve’al meshikho
  3. Nenateca et mosserotèmo, venashlikha mimenu avotémo
  4. Yoshev bashamayim yis’haj, Ado-nai yil’ag lamo
  5. Az yedaber elémo veapo,ouvakharono ievahalèmo
  6. Vaani nassakhti malki, al Tsión Har Kodshi
  7. Assapera el ‘hok Ado-nai amar Elai beni ata, ani hayom yelidtíkha
  8. Sheal mimeni veetena goyim nakhalatékha, vaakhuzatekha aftzè arets
  9. Teroem beshévet barzel, ki’hli yotzer tenapetzem
  10. Veata melakhim haskilu, hivasseru shofete arets
  11. Yvdou et Ado-naï beyir’a, veghilu bir’ada
  12. Nasheku var, pen ieenaf vetovedu dérekh, ki yiv’ar kim’at apô, ashrè kol ‘hossè vo

Playlist delle lezioni con l’introduzione ai Tehilim-Salmi

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Ciclo di lettura Mondiale dei Salmi – Tehilim: oggi il Primo

Boker tov amici !
Oggi inizia la lettura mondiale dei Tehilim, un concetto semplice che prevede la lettura di un Salmo al giorno per 150 giorni.

Tutti gli ebrei, assieme ai credenti nel D-i-o Unico d’Israele, leggeranno lo stesso testo prima del tramontar del sole. Specie in tempi di Pandemia, è importante far vibrare le nostre preghiere !

Qui l’audio del Tehilim’Salmo cantato in ebraico

Per chi ne ha bisogno, è disponibile in PDF il primo libro con 41 Tehilim in italiano ed ebraico

Qui il testo in fonetico

1- Ashréi ‘Ha-ish Acher Lo Halakh Baâtsat Reshaim, uvderekh ‘hayim lo âmad uvemo’hav letzim lo yashav
2- Ki im betorat Ado-Nai ‘hefts o uvetorato yeheghe Yomam va-layla
3- Véhaya ketze shatul al palghey mayim, asher piryo beito. Vealehu lo-Yibol vekhol asher-yaassé yatsila’h
4- Lo ‘khen haReshaim. Ki im kamots asher tidéfenu-Rua’h:
5- Al ken-lo yakumu reshaim ba-mishpat ve’hataim baâdat Tsaddikim
6- Ki yodeâ Ado-nay derekh tsaddikim ve-Derekh reshaim to’ved.

Lezione introduttiva ai Tehilim-Salmi: 1 capitolo

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Emuna: differenze tra Fede occidentale e Fiducia israelita

Se è vero che lo studio della Torah è esigente, si richiede agli studenti un approccio oggettivo: com’è possibile ? Semplicemente incoraggiando gli alunni a non accettare gli insegnamenti senza critica e riflessione, in questo modo possiamo sviluppare un pensiero solido e logico. Non accettiamo che
D-i-o abbia parlato ad Abra(h)mo, dobbiamo chiederci:

Quale merito ebbe Abrahamo per ottenere la Profezia in Lekh Lekha e dov’è scritto ?

Bereshit – Genesi 12:1 in relazione a 11:29

Torah ed Israele non hanno paura delle domande

Vediamo alla fine della sezione di Noàh, dopo la costruzione della Torre di Babele, che Abram prese in sposa Sarah (moglie del defunto Na’hor, fratello di Abram) e che i figli della coppia avrebbero fatto perdurare il nome di Na’hor, non di Abram. La Torah c’insegna che non vi è generosità più grande se non le azioni prodigate ai defunti (non potranno mai ringraziarci). Tuttavia è leggittimo chiedersi se, in uno studio apparentemente arido e meno astratto della meditazione Zen...

Come possiamo conoscere il trascendente con la Torah ?

Anche se potremo dettagliare il Dono della torah al Sinai, qui indicheremo semplicemente che l’Ebraismo possiede e trasmette i mezzi per accedere questa trascendenza. La nostra più grande barriera è quella linguistica, non solo per l’impossibilità di studiare la Torah in una lingua diversa dall’ebraico (valori numerici, parole composte, approfondimenti qui) dato che

In Occidente il Credente è colui che crede in qualcosa senza poterne fare o provare l’Esperienza. Parlare di Fede nell’Ebraismo è sbagliato, si evoca sempre e solo la Conoscenza e profezia; una volta ottenuta questa conoscenza (con lo studio e la pratica) non vi è più nulla in cui credere.

Rabbi Akiva Tatz

Emuna deriva dalla stessa radice di Amen

Emuna deriva da Ne’eman che significa quindi Fedele, così come quando diciamo Amen, letteralmente tradotto come E così sia, in realtà evociamo l’acronimo
A Elohenu – Nostro D-i-o
M Melekh – Re
N Ne’heman – Fedele

Come potevano i profeti israeliti parlare di Emuna,
loro che avevano raggiunto i massimi livelli spirituali ?

Traducendo correttamente Emuna con Fiducia ne evochiamo la Lealtà. Ottenendo una conoscienza spirituale, quando sappiamo che i nostri occhi non percepiscono tutto quello che esiste, resteremo fedeli a questa conoscenza ?

La difficoltà della Emuna non risiede nell’acquisire una conoscenza del Mondo Spirituale, ma bensì di continuare ad esser fedele a questa conoscenza. Per questo dalla Emuna emergono degli obblighi.

D-i-o E’ Fedele nei Cicli, nelle Leggi della Natura e dell’Uomo

Ciò che era impuro ai tempi di Noè dopo il Diluvio, lo era ai Tempi di Abrahamo, così come del Sinai, di Israele che esso sia a Gerusalemme o in esilio. Stà al nostro libero arbitrio scegliere se seguire il Messilat (Sentiero) e conoscere la differenza vivendone l’esperienza o se vivere a caso sperando di trovare l’uscita del labirinto.

Ciclo di lettura Mondiale dei Salmi – Tehilim: oggi il Primo

Boker tov amici !Oggi inizia la lettura mondiale dei Tehilim, un concetto semplice che prevede la lettura di un Salmo al giorno per 150 giorni. Tutti gli ebrei, assieme ai credenti nel D-i-o Unico d’Israele, leggeranno lo stesso testo prima del tramontar del sole. Specie in tempi di Pandemia, è importante far vibrare le nostreContinua a leggere “Ciclo di lettura Mondiale dei Salmi – Tehilim: oggi il Primo”

L’Anima Gemella nell’Ebraismo : ricordiamo Rabbi Yonathan ben Uziel

Una delle preghiere fondamentali nella quotidianità ebraica é legata al trovare l’anima gemella (Zivug – Mazal) ed avere figli, in quanto il popolo d’Israele, nonostante l’alto tasso di natalità, ha molti casi d’infertilità. Ogni anno in Israele e nel Mondo, si sa che la Hilula di Rabbi Yonathan ben Uziel יונתן בן עוזיאל é ilContinua a leggere “L’Anima Gemella nell’Ebraismo : ricordiamo Rabbi Yonathan ben Uziel”

I 10 Martiri: Ricordiamo Rabbi Ishmaël Cohen Gadol e Rabban Shimon ben Gamliel

Shalom amici, oggi é una giornata molto importante nel Popolo d’Israele: é l’anniversario del decesso di due uomini saggi, amatissimi, uccisi 2000 anni fà perché insegnavano la Torah al popolo. Colui che non conosce la propria storia é perduto; non si può sentire la mancanza di ciò che non si conosce. RambaN – Na’hmanide SiamoContinua a leggere “I 10 Martiri: Ricordiamo Rabbi Ishmaël Cohen Gadol e Rabban Shimon ben Gamliel”

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L’Anima Gemella nell’Ebraismo : ricordiamo Rabbi Yonathan ben Uziel

Una delle preghiere fondamentali nella quotidianità ebraica é legata al trovare l’anima gemella (Zivug – Mazal) ed avere figli, in quanto il popolo d’Israele, nonostante l’alto tasso di natalità, ha molti casi d’infertilità. Ogni anno in Israele e nel Mondo, si sa che la Hilula di Rabbi Yonathan ben Uziel יונתן בן עוזיאל é il miglior luogo di pellegrinaggio per chiedere un matrimonio kasher.

Discepolo di Hillel HaZaken – l’Anziano

Rabbi Yonathan ben Ouzziel é per tradizione l’autore del Targum Yonathan ossia un commento sulle profezie bibliche, spesso usato in alcune liturgie; é anche l’autore di un trattato cabalistico chiamato Megadnim.

La sua toma si trova in Galilea ad Amuka, vicino Safed – Tzfat importante luogo di pellegrinaggio quindi. Il Talmud nel trattato Sukka 28a riporta che durante lo studio della Torah, il Rav era così concentrato che se un uccello volava sulla sua testa, prendeva fuoco e cadeva a terra inerme: riusciva quindi a manifestare la connessione tra Cielo e Terra.

Prima di riportare un corso fatto in tal proposito, ricordiamo il Tesoro del Ben Ish ‘HaÏ di Bagdad sulla lettura del Salmo 13.


Ricordiamoci che D-i-o Può TUTTO e che se riuscite ad immaginarlo esiste. Questo non significa sognare la Ferrari e chiederla tutti i giorni mentre fissate il soffitto della stanza: “essere realisti” significa aver coscienza di chi siete, di chi vi possa corrispondere ed aver il coraggio di approfondire la scoperta dell’altro tramite voi stessi.
Dire “cerco qualcuno credente, gentile, più o meno questa età” ok, avete elencato circa 2 miliardi di persone nel Mondo… Questo é lo schema consigliato per formulare la preghiera, le domande sono ben accette nei commenti oppure a rebecca@ilgiardinoisraele.com

Dopo questa struttura, potete aggiungere il “di più” che vi passa per la testa: dal nome, al segno zodiacale con cui avete più affinità (Nell’Ebraismo il Mazal – Qualità e Difetti di una persona sono determinati alla nascita, si accede realmente al Libero Arbitrio soltando studiando Torah, praticandola, e vivendo in Eretz Israel – per questo chiamata “Terra Santa”).
Qui trovate la lezione a riguardo… Mi raccomando: accendiamo una candela per l’Elevazione dell’Anima di Rabbi Yonathan Ben Uziel

Moshe Dayan ed Il Monte del Tempio #JerusalemDay

Come è scritto nel Talmud, “Dieci misure di bellezza sono stati versate sul Mondo, nove delle quali su Gerusalemme” e il Giorno di Gerusalemme vediamo la bellezza della città in tutta la sua gloria “, ha affermato Yaakov Hagoel, vice-presidente dell’Organizzazione Mondiale Sionista. Qualche ora fà, abbiamo ugualmente ricordato l’anniversario della nascita di Moshe Dayan,Continua a leggere “Moshe Dayan ed Il Monte del Tempio #JerusalemDay”

Bamidbar Deserto e Numeri: il Senso dell’Esistenza dell’Uomo

Alla vigilia della festa di Shavuot, che celebra il dono della Torah, iniziamo il quarto libro del Pentateuco, quello di Bamidbar conosciuto dalle Nazioni come Numeri. La prima parasha porta sempre il nome del Libro, in questo caso sia Nel deserto ma troviamo la radice del verbo Parlare Medaber: indica il luogo in cui iContinua a leggere “Bamidbar Deserto e Numeri: il Senso dell’Esistenza dell’Uomo”

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I 10 Martiri: Ricordiamo Rabbi Ishmaël Cohen Gadol e Rabban Shimon ben Gamliel

Shalom amici, oggi é una giornata molto importante nel Popolo d’Israele: é l’anniversario del decesso di due uomini saggi, amatissimi, uccisi 2000 anni fà perché insegnavano la Torah al popolo.

Colui che non conosce la propria storia é perduto; non si può sentire la mancanza di ciò che non si conosce.

RambaN – Na’hmanide

Siamo nel tempo della Seconda Rivolta Giudaica e l’imperatore romano Adriano decide di martirizzare 10 rabbini, come ‘punizione’ per i 10 fratelli elencati nella Torah che vendettero il fratello minore Giuseppe in Egitto (Genesi 37). L’imperatore si giustifica dicendo che la pena contemplata dagli ebrei stessi per questa azione è la morte e, sebbene questo reato abbia avuto luogo quasi duemila anni prima, i dieci rabbini uccisi secondo Adriano sono “proprio le persone adatte” a rettificare questo crimine.

I primi due da giustiziare furono Rabban Shimon ben Gamliel e Rabbi Ismaele il Kohen Gadol (Sommo Sacerdote). Shimon ben Gamliel fu decapitato e mentre il rabbino Yishmael piangeva, la figlia del governatore romano ambiva Rabbi Ismaele per la sua bellezza fisica. Quando le fu detto che doveva essere giustiziato anche lui, Adriano le disse do poter avere la pelle del suo capo (scorticata mentre era in vita) in modo che potesse impagliarla e guardarlo in viso.

Rabbi Ishmael morí prima che la lama toccasse il suo viso.

Talmud

Durante le settimane di preparazione a Shavuot, studiando le Massime dei Padri abbiamo parlato del martire più conosciuto Rabbi Akiva, torturato con pettini di ferro sulla pelle. Nonostante il dolore lo consumasse, fu ancora in grado di proclamare la Divina Provvidenza nel mondo recitando lo Shemà, gridandone la finale Echad (“Uno”).

È importante ricordare in quale modo siano stati uccisi per capire l’importanza dello studio della Torah: tutti i nostri nemici hanno una cosa in comune, voler il popolo d’Israele ignorante ed analfabeta, in modo da assimilarlo e cancellarlo.

Vedere i 4 esili d’Israele

Un altro saggio martirizzato fu Rabbi Haninah ben Teradion, che fu avvolto in un rotolo della Torah e bruciato vivo. Gli fu imbottito il petto di lana umida per assicurare che non morisse presto. Mentre veniva arso, disse ai suoi studenti che riusciva a vedere le lettere della Sacra Torah “volare in alto” verso il cielo.

Gli altri citati nel poema sono Rabbi Hutzpit l’Interprete (così chiamato perché interpretava i discorsi del Rosh Yeshiva – il capo della Yeshivah – per il popolo ebraico che non riusciva a seguirne tutte le parole); Rabbi Eleazar ben Shammua; Rabbi Hanina ben Hakinai; Rabbi Jeshbab lo Scriba; Rabbi Judah ben Dama; e Rabbi Judah ben Baba.[4]

Hilula di Rabbi Moshe ‘Haïm Luzzatto di Padova: il Sionismo Religioso del XVIII secolo

È noto che per studiare Cabala ossia la Mistica ebraica, quarto livello di conoscenza della Torah, bisogna essere “uomini, sposati, avendo compiuto almeno 40 anni” ed aver studiato sia la lingua ebraica che il Talmud (quindi Halakha ebraica) scupolosamente. Tuttavia, oggi parleremo di uno dei più grandi maestri del nostro popolo, Rabbi Moshe ‘Haïm LuzzattoContinua a leggere “Hilula di Rabbi Moshe ‘Haïm Luzzatto di Padova: il Sionismo Religioso del XVIII secolo”

5° capitolo delle Massime dei Padri – Mishna Avot

בַּעֲשָׂרָה מַאֲמָרוֹת נִבְרָא הָעוֹלָם. וּמַה תַּלְמוּד לוֹמַר, וַהֲלֹא בְמַאֲמָר אֶחָד יָכוֹל לְהִבָּרְאוֹת, אֶלָּא לְהִפָּרַע מִן הָרְשָׁעִים שֶׁמְּאַבְּדִין אֶת הָעוֹלָם שֶׁנִּבְרָא בַעֲשָׂרָה מַאֲמָרוֹת, וְלִתֵּן שָׂכָר טוֹב לַצַּדִּיקִים שֶׁמְּקַיְּמִין אֶת הָעוֹלָם שֶׁנִּבְרָא בַעֲשָׂרָה מַאֲמָרוֹת Con Dieci Parole è stato creato il Mondo: e che si volle con ciò insegnare? Non sarebbe potuto essere creato con una sola?Continua a leggere “5° capitolo delle Massime dei Padri – Mishna Avot”

Il Numero 13 e l’Amore nell’Ebraismo. Insegnamento del Ben Ish ‘Hai di Bagdad

Oggi é il 13° giorno del Calendario Ebraico ed é usanza leggere 13 volte il Salmo 13 per chi desidera ricongiungersi con l‘Anima Gemella. Può sembrare fiabesco e fuori moda ma é un noto insegnamento del Ben Ish ‘Hai e, se in alcune tradizioni il 13 ha una connotazione negativa, nella Lingua Santa Lashon HaKodeshContinua a leggere “Il Numero 13 e l’Amore nell’Ebraismo. Insegnamento del Ben Ish ‘Hai di Bagdad”

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Meghilat Ruth: la principessa convertita

A Shavuot, siamo abituati a leggere il Libro di Ruth, il racconto della sua conversione e del suo matrimonio con Boaz che ha portato alla nascita del Re David e, più tardi, di Machia. Analizzando alcuni aspetti di questa storia, saremo in grado di comprendere meglio gli insegnamenti relativi alla festa di Shavuot.

Ostacoli, Sacrifici e Sofferenza

Uno dei tratti distintivi di questa Megillah è il sacrificio mostrato da Ruth quando decise di unirsi al popolo ebraico.

Il Gémara afferma che Hashem diede al Bne Israel tre Doni Speciali, ognuno dei quali può essere acquisito solo attraverso gli Ostacoli: la Torah, la Terra d’Israele e l’Olam Haba.

Talmud, Berakhot 5a

La storia della Megillah mostra come Ruth acquisì questi ultimi due affrontando numerose avversità, evidenti sin dai primi passaggi della Megillah. La storia inizia con l’arrivo di Elimelech e della sua famiglia a Moav. Questa partenza da Erets Israel può essere riassunta in un breve versetto: “Un uomo ha lasciato Beth-L’hem … per risiedere nei campi di Moav; lui, sua moglie e due figli “D’altra parte, il ritorno in Erets Israel di Naomi e le sue due nuore, Ruth e Orpa, viene raccontato molto più a lungo” Lei e le sue nuore si alzarono e tornarono dai campi da Moav lasciò il posto in cui era stata, lei e le sue due nuore si avviarono per tornare nella Terra di Yehuda.

Il contrasto tra le due mostra che è molto più facile lasciare Erets Israel piuttosto che entrarvi.

La Méguila descrive quindi la discussione tra Naomi e le sue nuore in merito al loro sostegno. Alla fine Naomi e Ruth tornarono in Terra Santa. Inoltre, ci viene detto delle grandi difficoltà incontrate nel soddisfare i loro bisogni, la prova che la Terra non è facilmente acquisibile.

I Nostro Saggi di Memoria Benedetta, ci informano che Ruth e Orpa erano le figlie del re di Moav, quindi il loro rango sociale era il più alto. D’altra parte, stando con Naomi, hanno dovuto affrontare la povertà e accontentarsi di uno status molto mediocre, per non parlare del fatto che, secondo alcune opinioni dell’epoca, il divieto di sposare i discendenti di Moav si applicava tanto a uomini che donne; un convertito da Moav era quindi molto screditato.

613 Precetti Biblici

Oltre a questi ostacoli, c’erano molti obblighi a carico di ogni ebreo. “Hazal racconta che Naomi li ha elencati in Ruth e Orpa, mostrando loro le molteplici restrizioni che avrebbero dovuto affrontare. Le sue argomentazioni convinsero Orpa, che si voltò e partì per Moav. Ma Ruth dichiarò a Naomi di essere pronta a superare tutte le difficoltà della conversione. La sua volontà gli ha fatto meritare un posto speciale nella Olam Haba.

Dobbiamo ancora spiegare perché i tre elementi summenzionati possono essere acquisiti solo attraverso gli Ostacoli…

Spesso la vera soddisfazione si prova solo dopo una’ostacolo.

Rav Noa Weinberg

Quando guardiamo indietro ai momenti più gratificanti della nostra vita, di solito ci riferiamo ai momenti in cui abbiamo dovuto lavorare sodo per ottenere qualcosa. Può passare un esame difficile, un matrimonio tanto atteso o la nascita di un bambino. Chiunque abbia vissuto una tale felicità sa che il matrimonio e l’educazione comportano molte difficoltà e fastidi. Nonostante ciò, sono fonte di grandi soddisfazioni per coloro che forniscono gli sforzi necessari.

La Torah, Erets Israel ed il Mondo Futuro sono le cose più importanti che una persona può acquisire. È proprio il loro valore inestimabile che li rende ottenibili solo con grande difficoltà. Ruth lo riconobbe e prese la decisione di rinunciare ai piaceri di questo mondo a favore di un’esperienza più arricchente: quella di unirsi al popolo ebraico di Eret Israel

22° giorno dell’Omer: La Bontà nell’Eternità ? Elevarsi col prossimo #PentecosteEbraica

Durante le lezioni del Giardino, abbiamo visto chi sono le persone che la Torah chiama “Il prossimo” : la nostra famiglia, i nostri vicini, i membri della nostra comunità… Mentre “lo Straniero” é il Convertito, colui che ha abbandonato tutto per l’amore di D’io e del popolo d’Israele. Notiamo quindi che il prossimo non éContinua a leggere “22° giorno dell’Omer: La Bontà nell’Eternità ? Elevarsi col prossimo #PentecosteEbraica”

4a settimana dell’Omer: Netza’h, l’Eternità in Questo Mondo #PentecosteEbraica

Nelle 7 settimane del conto dell’Omer, così come lo fù per i 7 giorni di Sukkot – La Festa delle Capanne , ogni numero corrisponde ad un personaggio biblico che rivoluzionò il Mondo grazie alle sue qualità e Netza’h rappresenta Moshe Rabbenu Mosé. Contrariamente alle precedenti, questa settimana é particolare: non parliamo di Bontà oContinua a leggere “4a settimana dell’Omer: Netza’h, l’Eternità in Questo Mondo #PentecosteEbraica”

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Moshe Dayan ed Il Monte del Tempio #JerusalemDay

Come è scritto nel Talmud, “Dieci misure di bellezza sono stati versate sul Mondo, nove delle quali su Gerusalemme” e il Giorno di Gerusalemme vediamo la bellezza della città in tutta la sua gloria “, ha affermato Yaakov Hagoel, vice-presidente dell’Organizzazione Mondiale Sionista.

Qualche ora fà, abbiamo ugualmente ricordato l’anniversario della nascita di Moshe Dayan, il Generale più noto d’Israele, in particolare per la Guerra dei Sei Giorni e la Conquista di Gerusalemme. Molte parole sono state scritte e pronunciate ma numerose sono utopiche e lontane dalla realtà… Come se vi fosse un elefante nella stanza, nessuno parla di come Moshe Dayan abbia conquistato e regalato il Monte del Tempio alla Giordania.

Cosa me ne faccio di un altro Vaticano ?

Questo é un video girato durante l’attesa che solo gli ebrei devono effettuare… I turisti di tutto il mondo ci passano davanti e passeggiano senza guardie armate a sorvegliarli .

Moshe Rabbenu non ebbe il privilegio di entrare in Eretz Israel, dopo anni di sofferenze, preghiere e sacrifici. 3250 anni dopo il Dono della Torah, Moshe Dayan ha “conquistato Gerusalemme” regalando il posto più sacro del popolo ebraico, luogo di pellegrinaggio con centinaia di migliaia di lacrime versate in 1800 anni… Agli ishmaeliti. Il Mufti aveva paura che voltandosi, Moshe Dayan gli avrebbe sparato alle spalle…

Dopo un gesto simile, perché dovremo stupirci se gli arabi non credono che Gerusalemme sia la nostra città ?

Eredità: Il Monte del Tempio e gli ebrei oggi

La Temple Mount Heritage Foundation è stata fondata da un ampio spettro di rappresentanti della popolazione ebraica israeliana, unita per porre fine alla discriminazione nei confronti degli ebrei sulla Spianata del Tempio, il luogo più sacro dell’Ebraismo.

Gerusalemme: Capitale Unica ed Indivisibile

Seguendo l’articolo del Jerusalem Post, trovate un link che permette di vedere Jerusalemme in streaming dalle 14:00 alle 17:00 italiane; ciò non toglie, tuttavia, che lo slogan della nostra Capitale, nonostante sia gradevole da leggere, é ben lontano da essere veritiero.

Due ore d’attesa ed un team armato che protegga i turisti ebrei

Incontro tra Terra e Cielo: Un minuto al Giorno di Preghiera #RabbiNahman

Una delle nozioni fondamentali nel popolo ebraico é la Hitbodedut, il dialogo spontaneo col Creatore. Nelle profezie bibliche, spesso la relazione tra Israele e D-i-o é paragonata a quella di due amanti, per questo é importante dialogare quotidianamente, seppur per un solo minuto. Vediamo insieme due tipi di Hitbodedut: quella quotidiana e quella nei momentiContinua a leggere “Incontro tra Terra e Cielo: Un minuto al Giorno di Preghiera #RabbiNahman”

3a settimana dell’Omer: Tifferet, la Bellezza nella Verità #PentecosteEbraica

Nelle 7 settimane del conto dell’Omer, così come lo fù per i 7 giorni di Sukkot – La Festa delle Capanne , ogni numero corrisponde ad un personaggio biblico che rivoluzionò il Mondo grazie alle sue qualità. Tifferet: Bellezza e Verità Tifferet corrisponde all’Armonia, alla bellezza della Simmetria: un equilibrio perfetto tra gli elementi dellaContinua a leggere “3a settimana dell’Omer: Tifferet, la Bellezza nella Verità #PentecosteEbraica”

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Bamidbar Deserto e Numeri: il Senso dell’Esistenza dell’Uomo

Alla vigilia della festa di Shavuot, che celebra il dono della Torah, iniziamo il quarto libro del Pentateuco, quello di Bamidbar conosciuto dalle Nazioni come Numeri.

La prima parasha porta sempre il nome del Libro, in questo caso sia Nel deserto ma troviamo la radice del verbo Parlare Medaber: indica il luogo in cui i Bnei Israel – Figli d’Israele si evolveranno durante 40 anni (a causa del lashon hara degli esploratori, approfondire qui) ed impareranno a parlare studiando il linguaggio della Torah.

A pochi giorni da Shavuot, cos’é fondamentale ?

La parasha dettaglia un insegnamento profondo sulle condizioni richieste per accogliere adeguatamente la Torah. I maestri riportano:

Il deserto è l’immagine del lavoro che l’uomo deve fare per ricevere la Torah in tutta la sua autenticità.

Talmud, Nedarim 55

Come il deserto che è una terra vergine, selvaggia, su cui non poggiava la mano dell’uomo, allo stesso modo i figli di Israele devono sforzarsi di cancellare i loro “interessi ed il loro ego” per accogliere la Torah. Quest’ultima aspira ad elevare l’uomo alla dignità, a rivelare il potenziale celato in lui, ma questo lavoro può avvenire solo allontanando idee preconcette e pensieri meschini.

Elevazione e Regalità: Sacerdoti figli Del Re

… È significativo che ogni volta che il Signore conta i figli di Israele, il termine usato è “alzare la testa”.

Bamidbar, Numeri 1

Attraverso l’umiltà, l’uomo si offre la possibilità di rinascere in ogni momento e di conoscere nuovi orizzonti d’appagamento; l’umiltà evocata dalla Torah consiste innanzitutto nel preservarci dalla Vanità che ci porterebbe ad essere ossessionati dai nostri meriti, dalle nostre qualità e dai nostri successi e ci incoraggerebbe a cercare costantemente onori o migliorare la nostra esteriorità

Il Vero tesoro é l’interiorità: ciò che ci distingue dagli animali é la Parola

L’umiltà ha lo scopo di lavorare l’interiorità, il linguaggio, il pensiero, per costruire nuovi progetti e/o migliorare quelli esistenti, incoraggiandoci a dare il meglio di noi stessi ogni volta !

Possiamo noi, con l’aiuto di Hashem, avere il merito di comprendere come rafforzarci in questa virtù al fine di ricevere la Torah in modo autentico alla festa di Shavuot e meritare di essere illuminati da la sua saggezza nelle nostre vite.

Impariamo l’Ebraico: Vocaboli Alef con Rabbi Na’hman di Breslev

Sefer Ha-Middot il Libro delle Qualità letteralmente delle Misure abbiamo selezionato per ogni lettera dell’Alfabeto ebraico degli insegnamenti di Rabbi Na’hman
Emet Verità
Ha’hnasat Or’him Ospitalità
Ahavah Amore
Emunah La Fede
A’hilah Mangiare
Alman Vedovo
Eretz Israel La Terra d’Israele

13° giorno dell’Omer: La Fondazione della Moderazione ? Linguaggio e Sessualità

Una delle realizzazioni più elevate che l’uomo possa compiere é quella di diventare un Giusto, uno Tsaddik. Cosa significa ? Integrare nella nostra natura e personalità più profonda, la propensione a fare del Bene agli Esseri Umani. La Fondazione é detta Yessod, codesta appartiene a Giuseppe “Il Giusto” figlio di Giacobbe Giuseppe in ebraico YossefContinua a leggere “13° giorno dell’Omer: La Fondazione della Moderazione ? Linguaggio e Sessualità”

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Hilula di Rabbi Moshe ‘Haïm Luzzatto di Padova: il Sionismo Religioso del XVIII secolo

È noto che per studiare Cabala ossia la Mistica ebraica, quarto livello di conoscenza della Torah, bisogna essere “uomini, sposati, avendo compiuto almeno 40 anni” ed aver studiato sia la lingua ebraica che il Talmud (quindi Halakha ebraica) scupolosamente. Tuttavia, oggi parleremo di uno dei più grandi maestri del nostro popolo, Rabbi Moshe ‘Haïm Luzzatto morto a soli 39 anni eppure autore dei più grandi testi di mistica.

Accendiamo una candela per l’elevazione della sua anima

I Saggi d’Israele: Cabalisti, Autori e Sionisti

Ramhal non é l’unica eccezione, abbiamo già parlato del ‘Hessed LeAvraham nato a Fez ed istallatosi ad ‘Hebron nel 1600, dell’Or HaHaïm HaKadosh Rav ‘Haïm Ben Attar anch’egli nato in Marocco a Sale ed esiliato a Gerusalemme un secolo più tardi, ma anche del RaShaSh – Rabbi Shalom Sharabi che dallo Yemen si trasférì a Gerusalemme per studiare Torah.
Tutti questi saggi parlavano fluidamente l’ebraico, studiavano, scrivevano ed insegnavano sia a Safed, che Gerusalemme o Jaffa: prima di essere cabalisti erano rabbini e spesso Posek Halakha, ossia decisionari della loro generazione.

Parliamo della sua biografia in qualche minuto

Biografia di Ramhal

L’Autore più studiato nel Mondo Ebraico

Messilat Yesharim – Il Sentiero dei Giusti ed ovviamente il Derekh Hashem – La Via di D’io che da quasi un anno stiamo studiando capotolo per capitolo, in quanto quest’ultimo non tratta di Cabala ma piuttosto

é stato pubblicato e scritto per insegnare ad ogni ebreo i pilastri dell’Ebraismo: Libero arbitrio, Creatore, Anima, Preghiera, Profezia ricevuta e perduta ecc.

Derekh Hashem, Prefazione di Ramhal

Minacciato di scomunica e dopo molte discussioni, Luzzatto alla fine giurò di non trascrivere più le lezioni del magghid, né di insegnare il misticismo. Nel 1735 Luzzatto lasciò l’Italia per Amsterdam, credendo che in un ambiente più liberale sarebbe stato in grado di proseguire i suoi studi. Passando dalla Germania fece appello alle locali autorità rabbiniche perché lo proteggessero dalle minacce dei rabbini italiani. Questi rifiutarono, costringendolo a firmare un documento in cui affermava che tutti gli insegnamenti del magghid erano falsi. Quasi tutti i suoi scritti furono bruciati e solo alcuni sopravvissero. Dagli scritti sullo Zohar, nel 1958, riapparvero i 70 Tiqqunim Hadashim, inaspettatamente conservati nella Biblioteca Bodleiana di Oxford.[3]

La sua Tomba a Tiberiade é pellegrinata regolarmente

Nonostante sia morto ad Acco durante una pestilenza, sia lui che la sua famiglia (moglie e quattro figlie), il popolo ebraico ha deciso di seppellirlo accanto a Rabbi Akiva; i saggi ritengono che Ramhal fosse il Ghilgul di Rabbi Akiva, il quale ha completato i 39 anni in cui non ha potuto insegnare Torah. Potete approfondire la nozione di Reincarnazione -Ghilgul (quotidianamente citata nella liturgia ebraica) qui

2a settimana dell’Omer: Gevura, L’Eternità che risiede nella Moderazione #PentecosteEbraica

L’Eternità che risiede nella Moderazione e Lungimiranza Quando andiamo dal dentista per togliere una carie, stiamo vivendo Netza’h she-bé Gevuraossia un pò di dolore, forse una rinuncia o un investimento, per un Bene che arriverà sul Lungo Termine. PUNTI D’AZIONE L’UOMO VERSO D-I-O Rabban Shimon ben Gamliel insegna che nonostante abbia vissuto con Grandi Maestri,Continua a leggere “2a settimana dell’Omer: Gevura, L’Eternità che risiede nella Moderazione #PentecosteEbraica”

L’incredulitá dell’oste

Il proprietario di una mescita a Berditschev era avverso alla via hassidica, ascoltava però volentieri i Hassidim quando parlavano tra loro, raccontandosi le gesta dei loro zaddikim. Un giorno udì parlare della preghiera di Rabbi Levi Isacco. I bravi hassidim raccontavano che quando egli durante Shabbat cominciava a cantare il “Santo, Santo, Santo” , nelContinua a leggere “L’incredulitá dell’oste”

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5° capitolo delle Massime dei Padri – Mishna Avot

בַּעֲשָׂרָה מַאֲמָרוֹת נִבְרָא הָעוֹלָם. וּמַה תַּלְמוּד לוֹמַר, וַהֲלֹא בְמַאֲמָר אֶחָד יָכוֹל לְהִבָּרְאוֹת, אֶלָּא לְהִפָּרַע מִן הָרְשָׁעִים שֶׁמְּאַבְּדִין אֶת הָעוֹלָם שֶׁנִּבְרָא בַעֲשָׂרָה מַאֲמָרוֹת, וְלִתֵּן שָׂכָר טוֹב לַצַּדִּיקִים שֶׁמְּקַיְּמִין אֶת הָעוֹלָם שֶׁנִּבְרָא בַעֲשָׂרָה מַאֲמָרוֹת

  1. Con Dieci Parole è stato creato il Mondo: e che si volle con ciò insegnare? Non sarebbe potuto essere creato con una sola? Solamente per punire più severamene i malvagi che distruggono il Mondo creato con dieci comandi, e per assegnare maggior ricompensa ai giusti, i quali mantengono in piedi un Mondo creato con Dieci ordini.
Primi 8 insegnamenti del 5° capitolo

10 Generazioni, da Adamo a Noa’h

עֲשָׂרָה דוֹרוֹת מֵאָדָם וְעַד נֹחַ, לְהוֹדִיעַ כַּמָּה אֶרֶךְ אַפַּיִם לְפָנָיו, שֶׁכָּל הַדּוֹרוֹת הָיוּ מַכְעִיסִין וּבָאִין עַד שֶׁהֵבִיא עֲלֵיהֶם אֶת מֵי הַמַּבּוּל. עֲשָׂרָה דוֹרוֹת מִנֹּחַ וְעַד אַבְרָהָם, לְהוֹדִיעַ כַּמָּה אֶרֶךְ אַפַּיִם לְפָנָיו, שֶׁכָּל הַדּוֹרוֹת הָיוּ מַכְעִיסִין וּבָאִין, עַד שֶׁבָּא אַבְרָהָם וְקִבֵּל עָלָיו שְׂכַר כֻּלָּם

2. Dieci generazioni vi furono da Adamo fino a Noè, per fare conoscere quanto grande sia la Sua longanimità; poiché tutte queste generazioni venivano eccitando la Sua ira, finchè Egli Mandò sopra di loro le acque del Diluvio. Dieci generazioni da Noè fino ad Abramo, per far conoscere quanto grande sia la Sua longanimità , perché tutte queste generazioni venivano eccitando la Sua ira, finchè venne Abramo nostro padre che ebbe il premio per tutte

עֲשָׂרָה נִסְיוֹנוֹת נִתְנַסָּה אַבְרָהָם אָבִינוּ עָלָיו הַשָּׁלוֹם וְעָמַד בְּכֻלָּם, לְהוֹדִיעַ כַּמָּה חִבָּתוֹ שֶׁל אַבְרָהָם אָבִינוּ עָלָיו הַשָּׁלוֹם:

3. Dieci prove dovette sostenere Abramo Nostro Padre e le superò tutte, per far sapere quanto amore per D-o Benedetto avesse.

A Rosh HaShana abbiamo evocato la 10a prova, la più terribile: il Ligottaggio di Isacco. Qui l’articolo con più dettgli

עֲשָׂרָה נִסִּים נַעֲשׂוּ לַאֲבוֹתֵינוּ בְמִצְרַיִם וַעֲשָׂרָה עַל הַיָּם. עֶשֶׂר מַכּוֹת הֵבִיא הַקָּדוֹשׁ בָּרוּךְ הוּא עַל הַמִּצְרִיִּים בְּמִצְרַיִם וְעֶשֶׂר עַל הַיָּם. עֲשָׂרָה נִסְיוֹנוֹת נִסּוּ אֲבוֹתֵינוּ אֶת הַמָּקוֹם בָּרוּךְ הוּא בַמִּדְבָּר, שֶׁנֶּאֱמַר (במדבר יד) וַיְנַסּוּ אֹתִי זֶה עֶשֶׂר פְּעָמִים וְלֹא שָׁמְעוּ בְּקוֹלִי:

4. Dieci miracoli furono fatti ai nostri padri in Egitto e dieci sul mare. Dieci piaghe portò il Santo Benedetto Egli Sia sugli egiziani in Egitto e dieci sul mare.

Artwork by Alex Levin.

10 Miracoli Quotidiani nel Tempio di Gerusalemme

עֲשָׂרָה נִסִּים נַעֲשׂוּ לַאֲבוֹתֵינוּ בְּבֵית הַמִּקְדָּשׁ. לֹא הִפִּילָה אִשָּׁה מֵרֵיחַ בְּשַׂר הַקֹּדֶשׁ, וְלֹא הִסְרִיחַ בְּשַׂר הַקֹּדֶשׁ מֵעוֹלָם, וְלֹא נִרְאָה זְבוּב בְּבֵית הַמִּטְבָּחַיִם, וְלֹא אֵרַע קֶרִי לְכֹהֵן גָּדוֹל בְּיוֹם הַכִּפּוּרִים, וְלֹא כִבּוּ גְשָׁמִים אֵשׁ שֶׁל עֲצֵי הַמַּעֲרָכָה, וְלֹא נָצְחָה הָרוּחַ אֶת עַמּוּד הֶעָשָׁן, וְלֹא נִמְצָא פְסוּל בָּעֹמֶר וּבִשְׁתֵּי הַלֶּחֶם וּבְלֶחֶם הַפָּנִים, עוֹמְדִים צְפוּפִים וּמִשְׁתַּחֲוִים רְוָחִים, וְלֹא הִזִּיק נָחָשׁ וְעַקְרָב בִּירוּשָׁלַיִם מֵעוֹלָם, וְלֹא אָמַר אָדָם לַחֲבֵרוֹ צַר לִי הַמָּקוֹם שֶׁאָלִין בִּירוּשָׁלַיִם:

5. Dieci miracoli furono fatti ai nostri padri nel Tempio di Gerusalemme: mai abortì una donna per l’odore della carne sacrificata, né mai la carne dei sacrifici s’imputridì, non si vide mai una mosca nei locali della macellazione, e non ci fu mai un’impurità notturna che impedisse al Cohen Gadol Gran Sacerdote di officiare nel giorno di Kippur, la pioggia non spense mai il fuoco della legna sull’altare, il vento non fece mai piegare la colonna di fumo, non fù mai trovata una imperfezione nell’Omer di presentazione; stavano affollati e si prostravano comodamente, mai nessuna serpe o scorpione attaccò una persona a Yerushalaim

עֲשָׂרָה דְבָרִים נִבְרְאוּ בְּעֶרֶב שַׁבָּת בֵּין הַשְּׁמָשׁוֹת, וְאֵלּוּ הֵן, פִּי הָאָרֶץ, וּפִי הַבְּאֵר, וּפִי הָאָתוֹן, וְהַקֶּשֶׁת, וְהַמָּן, וְהַמַּטֶּה, וְהַשָּׁמִיר, וְהַכְּתָב, וְהַמִּכְתָּב, וְהַלּוּחוֹת. וְיֵשׁ אוֹמְרִים, אַף הַמַּזִּיקִין, וּקְבוּרָתוֹ שֶׁל משֶׁה, וְאֵילוֹ שֶׁל אַבְרָהָם אָבִינוּ. וְיֵשׁ אוֹמְרִים, אַף צְבָת בִּצְבָת עֲשׂוּיָה:

6. Dieci cose furono create alla vigilia dello Shabat, nel crepuscolo della sera: l’apertura della terra , l’apertura del pozzo, l’apertura della bocca dell’asina, l’arcobaleno, la manna , la verga di Mosè, lo SHAMIR, i caratteri delle lettere, la Scrittura (sulle tavole), e c’è chi dice i demoni, la tomba di Mosè, l’Ariete di Abramo nostro padre, e chi dice la prima tenaglia.

Le Nozioni del Golem

Durante il conto dell’Omer, abbiamo visto che i saggi consigliano di dedicare meno tempo possibile agli insegnamenti profani, così come lo studio della Torah non serve ad accumulare nozioni bibliche ma ad applicare i precetti nella nostra quotidianità. Qui la Mishna parla di Golem non come la creatura d’argilla o le leggende del Maharal di Praga ma bensì come una persona rozza che, seppur ha delle nozioni, non ha integrato il suo studio. Qui parte della nostra conferenza al Beth Shlomo a Milano, durante ‘Hannuka la Festa delle Luci.

שִׁבְעָה דְבָרִים בַּגֹּלֶם וְשִׁבְעָה בֶחָכָם. חָכָם אֵינוֹ מְדַבֵּר בִּפְנֵי מִי שֶׁהוּא גָדוֹל מִמֶּנּוּ בְחָכְמָה וּבְמִנְיָן, וְאֵינוֹ נִכְנָס לְתוֹךְ דִּבְרֵי חֲבֵרוֹ, וְאֵינוֹ נִבְהָל לְהָשִׁיב, שׁוֹאֵל כָּעִנְיָן וּמֵשִׁיב כַּהֲלָכָה, וְאוֹמֵר עַל רִאשׁוֹן רִאשׁוֹן וְעַל אַחֲרוֹן אַחֲרוֹן, וְעַל מַה שֶּׁלֹּא שָׁמַע, אוֹמֵר לֹא שָׁמָעְתִּי, וּמוֹדֶה עַל הָאֱמֶת. וְחִלּוּפֵיהֶן בַּגֹּלֶם:

7. Sette qualità si riscontrano nell’uomo rozzo (Golem) e sette nel saggio. Il saggio, non parla davanti a chi è superiore a lui in sapienza, non interrompe il discorso del suo compagno, non è precipitoso nel rispondere, fa domande relative al soggetto, e risponde nel merito, tratta prima ciò che va prima e poi quel che viene dopo…

Il Saggio non ha problemi a dire "non ne ho avuto la tradizione orale", riconosce la 
Verità. L’opposto di ciò si riscontra per l’uomo rozzo.

שִׁבְעָה מִינֵי פֻרְעָנֻיּוֹת בָּאִין לָעוֹלָם עַל שִׁבְעָה גוּפֵי עֲבֵרָה. מִקְצָתָן מְעַשְּׂרִין וּמִקְצָתָן אֵינָן מְעַשְּׂרִין, רָעָב שֶׁל בַּצֹּרֶת בָּאָה, מִקְצָתָן רְעֵבִים וּמִקְצָתָן שְׂבֵעִים. גָּמְרוּ שֶׁלֹּא לְעַשֵּׂר, רָעָב שֶׁל מְהוּמָה וְשֶׁל בַּצֹּרֶת בָּאָה. וְשֶׁלֹּא לִטֹּל אֶת הַחַלָּה, רָעָב שֶׁל כְּלָיָה בָאָה. דֶּבֶר בָּא לָעוֹלָם עַל מִיתוֹת הָאֲמוּרוֹת בַּתּוֹרָה שֶׁלֹּא נִמְסְרוּ לְבֵית דִּין, וְעַל פֵּרוֹת שְׁבִיעִית. חֶרֶב בָּאָה לָעוֹלָם עַל עִנּוּי הַדִּין, וְעַל עִוּוּת הַדִּין, וְעַל הַמּוֹרִים בַּתּוֹרָה שֶׁלֹּא כַהֲלָכָה:

8. Sette categorie di punizioni vengono al Mondo per sette tipi di peccati. Se alcuni levano la decima , altri no, viene una carestia prodortta da siccità, per cui alcuni soffrono la fame ed altri hanno da saziarsi. Se tutti decisero di non levare le decime, viene una carestia prodotta da ribellione e da siccità, se non fanno la prelevazione della ‘hallah pasta viene una carestia da istruzione, la peste viene al mondo per le pene capitali previste dalla Torah che non sono condannate dai tribunali, e per i ffrutti dell’anno settimo. La guerra spada viene sul Mondo per la giustizia ritardata, per la giustizia corrotta, e per quelli che interpretano la Torah in modo non conforme.

חַיָּה רָעָה בָאָה לָעוֹלָם עַל שְׁבוּעַת שָׁוְא, וְעַל חִלּוּל הַשֵּׁם. גָּלוּת בָּאָה לָעוֹלָם עַל עוֹבְדֵי עֲבוֹדָה זָרָה, וְעַל גִלּוּי עֲרָיוֹת, וְעַל שְׁפִיכוּת דָּמִים, וְעַל הַשְׁמָטַת הָאָרֶץ. בְּאַרְבָּעָה פְרָקִים הַדֶּבֶר מִתְרַבֶּה, בָּרְבִיעִית, וּבַשְּׁבִיעִית, וּבְמוֹצָאֵי שְׁבִיעִית, וּבְמוֹצָאֵי הֶחָג שֶׁבְּכָל שָׁנָה וְשָׁנָה. בָּרְבִיעִית, מִפְּנֵי מַעְשַׂר עָנִי שֶׁבַּשְּׁלִישִׁית. בַּשְּׁבִיעִית, מִפְּנֵי מַעְשַׂר עָנִי שֶׁבַּשִּׁשִּׁית. וּבְמוֹצָאֵי שְׁבִיעִית, מִפְּנֵי פֵרוֹת שְׁבִיעִית. וּבְמוֹצָאֵי הֶחָג שֶׁבְּכָל שָׁנָה וְשָׁנָה, מִפְּנֵי גֶזֶל מַתְּנוֹת עֲנִיִּים:

9. Belve feroci vengono al mondo per il giuramento falso, e per la profanazione del Nome di D-o, l’esilio viene al mondo per l’idolatria, per i rapporti proibiti , per lo spargimento di sangue e per difetto di osservanza dell’anno sabbatico. In quattro epoche la peste infierisce: nell’anno quarto nel settimo, all’uscita del settimo e all’uscita della festa di Succot di ogni anno. Nell’anno quarto per la decima dei poveri (non corrisposta) dell’anno terzo nel settimo per i prodotti dell’anno sabbatico e all’uscita della festa di Succot di ogni anno per avere defraudato i poveri dei doni a cui hanno diritto.

4 Modi di Pensare ed Agire

אַרְבַּע מִדּוֹת בָּאָדָם. הָאוֹמֵר שֶׁלִּי שֶׁלִּי וְשֶׁלְּךָ שֶׁלָּךְ, זוֹ מִדָּה בֵינוֹנִית. וְיֵשׁ אוֹמְרִים, זוֹ מִדַּת סְדוֹם. שֶׁלִּי שֶׁלְּךָ וְשֶׁלְּךָ שֶׁלִּי, עַם הָאָרֶץ. שֶׁלִּי שֶׁלְּךָ וְשֶׁלְּךָ שֶׁלָּךְ, חָסִיד. שֶׁלִּי שֶׁלִּי וְשֶׁלְּךָ שֶׁלִּי, רָשָׁע:

10. Quattro modi pensare vi sono fra gli uomini. Chi dice: ciò che è mio è mio, ciò che è tuo è tuo, questa èla via di mezzo ma c’è chi dice che la via degli abitanti di Sodoma. Chi dice ciò che è mio è tuo, ciò che è tuo: è un ignorante Chi dice ciò che è mio è tuo, ciò che è tuo è tuo è un Hassid, chi dice ciò che è mio è mio, ciò che è tuo è mio è un malvagio.

אַרְבַּע מִדּוֹת בַּדֵּעוֹת. נוֹחַ לִכְעֹס וְנוֹחַ לִרְצוֹת, יָצָא שְׂכָרוֹ בְהֶפְסֵדוֹ. קָשֶׁה לִכְעֹס וְקָשֶׁה לִרְצוֹת, יָצָא הֶפְסֵדוֹ בִשְׂכָרוֹ. קָשֶׁה לִכְעֹס וְנוֹחַ לִרְצוֹת, חָסִיד. נוֹחַ לִכְעֹס וְקָשֶׁה לִרְצוֹת, רָשָׁע:

11. Vi sono quattro caratteri : chi facilmente si adira, ma facilmente si calma, annulla il pregio col difetto. Chi difficilmente si adira e difficilmente si calma, compensa il suo difetto col suo pregio. Chi difficilmente si adira ma facilmente si placa è un Hassid, colui che facilmente si adira e difficilmente si calma è un malvagio.

אַרְבַּע מִדּוֹת בַּתַּלְמִידִים. מַהֵר לִשְׁמֹעַ וּמַהֵר לְאַבֵּד, יָצָא שְׂכָרוֹ בְהֶפְסֵדוֹ. קָשֶׁה לִשְׁמֹעַ וְקָשֶׁה לְאַבֵּד, יָצָא הֶפְסֵדוֹ בִשְׂכָרוֹ. מַהֵר לִשְׁמֹעַ וְקָשֶׁה לְאַבֵּד, חָכָם. קָשֶׁה לִשְׁמֹעַ וּמַהֵר לְאַבֵּד, זֶה חֵלֶק רָע:

12. Quattro attributi sono fra gli allievi.  Chi facilmente impara e facilmente dimentica, il suo vantaggio avanisce per il suo danno. Chi difficilmente impara ma difficilmente dimentica, il suo danno è compensato dal suo vantaggio. Chi facilmente impara e difficilmente dimentica ha la parte migliore. Chi difficilmente impara e facilmente dimentica, è la parte peggiore.

אַרְבַּע מִדּוֹת בְּנוֹתְנֵי צְדָקָה. הָרוֹצֶה שֶׁיִּתֵּן וְלֹא יִתְּנוּ אֲחֵרִים, עֵינוֹ רָעָה בְּשֶׁל אֲחֵרִים. יִתְּנוּ אֲחֵרִים וְהוּא לֹא יִתֵּן, עֵינוֹ רָעָה בְשֶׁלּוֹ. יִתֵּן וְיִתְּנוּ אֲחֵרִים, חָסִיד. לֹא יִתֵּן וְלֹא יִתְּנוּ אֲחֵרִים, רָשָׁע:

13. Quattro caratteri vi sono fra coloro che praticano la carità: chi dà del suo, ma non vorrebbe che dessero gli altri, è geloso dei beni altrui; chi vorrebbe che gli altri dessero, ma non vuol dare del suo, è geloso del suo; chi dà, e vorrebbe che anche gli altri dessero è un Hassid, chi non dà, e non vorrebbe che gli altri dessero è un malvagio.

אַרְבַּע מִדּוֹת בְּהוֹלְכֵי לְבֵית הַמִּדְרָשׁ. הוֹלֵךְ וְאֵינוֹ עוֹשֶׂה, שְׂכַר הֲלִיכָה בְיָדוֹ. עוֹשֶׂה וְאֵינוֹ הוֹלֵךְ, שְׂכַר מַעֲשֶׂה בְיָדוֹ. הוֹלֵךְ וְעוֹשֶׂה, חָסִיד. לֹא הוֹלֵךְ וְלֹא עוֹשֶׂה, רָשָׁע:

14. Quattro sono i caratteri di coloro che frequentano il Beit Midrash: chi va e non mette in pratica, ha il merito di essere andato, chi non va e mette in pratica, ha il merito dell’esecuzione, chi va e mette in pratica è Hassid, chi non va e non mette in pratica è malvagio.

אַרְבַּע מִדּוֹת בְּיוֹשְׁבִים לִפְנֵי חֲכָמִים. סְפוֹג, וּמַשְׁפֵּךְ, מְשַׁמֶּרֶת, וְנָפָה. סְפוֹג, שֶׁהוּא סוֹפֵג אֶת הַכֹּל. מַשְׁפֵּךְ, שֶׁמַּכְנִיס בְּזוֹ וּמוֹצִיא בְזוֹ. מְשַׁמֶּרֶת, שֶׁמּוֹצִיאָה אֶת הַיַּיִן וְקוֹלֶטֶת אֶת הַשְּׁמָרִים. וְנָפָה, שֶׁמּוֹצִיאָה אֶת הַקֶּמַח וְקוֹלֶטֶת אֶת הַסֹּלֶת:

15. Quattro sono le categorie (di allievi) che siedono dinanzi ai Maestri. Spugna, imbuto, colatoio e staccio. La spugna assorbe tutto, l’imbuto accoglie da una parte e vuota dall’altra, il colatoio manda fuori il vino e trattiene le fecce, lo staccio manda fuori la farina ordinaria e trattiene quella fine.

כָּל אַהֲבָה שֶׁהִיא תְלוּיָה בְדָבָר, בָּטֵל דָּבָר, בְּטֵלָה אַהֲבָה. וְשֶׁאֵינָהּ תְּלוּיָה בְדָבָר, אֵינָהּ בְּטֵלָה לְעוֹלָם. אֵיזוֹ הִיא אַהֲבָה הַתְּלוּיָה בְדָבָר, זוֹ אַהֲבַת אַמְנוֹן וְתָמָר. וְשֶׁאֵינָהּ תְּלוּיָה בְדָבָר, זוֹ אַהֲבַת דָּוִד וִיהוֹנָתָן:

16. Ogni amore che dipende da una determinata cosa, cessata la cosa finisce l’amore, quello però che non dipende da nessuna cosa non cessa mai. Qual è l’amore dipendente da una cosa? L’amore di Amnon per Tamar. Qual è l’amore non dipendente da una cosa? L’amore fraterno di David e Yonatahan (disinteressato).

Non a caso, nella cerimonia del Matrimonio ebraico, vi sono 7 Benedizioni date agli sposi e quello che si augura e raggiungere l’Amore più forte di tutti, quello Fraterno.

Liturgia ebraica

כָּל מַחֲלֹקֶת שֶׁהִיא לְשֵׁם שָׁמַיִם, סוֹפָהּ לְהִתְקַיֵּם. וְשֶׁאֵינָהּ לְשֵׁם שָׁמַיִם, אֵין סוֹפָהּ לְהִתְקַיֵּם. אֵיזוֹ הִיא מַחֲלֹקֶת שֶׁהִיא לְשֵׁם שָׁמַיִם, זוֹ מַחֲלֹקֶת הִלֵּל וְשַׁמַּאי. וְשֶׁאֵינָהּ לְשֵׁם שָׁמַיִם, זוֹ מַחֲלֹקֶת קֹרַח וְכָל עֲדָתוֹ:

17. Qualsiasi Ma’hlokhet discussione iniziata per la Gloria D-o, finirà per conseguire il suo effetto e sarà tramandata, mentre qualsiasi lotta che non ha quest’intenzione, finisce senza costruzioneo. Qual è una lotta impegnata fine di D-o? La discussione fra Hillel e Shamay. Qualìè una discussione non impegnata a fine di D-o? La lotta di Kora’h e tutto il suo partito.

כָּל הַמְזַכֶּה אֶת הָרַבִּים, אֵין חֵטְא בָּא עַל יָדוֹ. וְכָל הַמַּחֲטִיא אֶת הָרַבִּים, אֵין מַסְפִּיקִין בְּיָדוֹ לַעֲשׂוֹת תְּשׁוּבָה. משֶׁה זָכָה וְזִכָּה אֶת הָרַבִּים, זְכוּת הָרַבִּים תָּלוּי בּוֹ, שֶׁנֶּאֱמַר (דברים לג) צִדְקַת ה’ עָשָׂה וּמִשְׁפָּטָיו עִם יִשְׂרָאֵל. יָרָבְעָם חָטָא וְהֶחֱטִיא אֶת הָרַבִּים, חֵטְא הָרַבִּים תָּלוּי בּוֹ, שֶׁנֶּאֱמַר (מלכים א טו) עַל חַטֹּאות יָרָבְעָם (בֶּן נְבָט) אֲשֶׁר חָטָא וַאֲשֶׁר הֶחֱטִיא אֶת יִשְׂרָאֵל

18. Chi induce il pubblico a fare del bene, o nessun peccato si commette per mezzo suo, ma chi induce in peccato il pubblico, non gli viene accordato di fare Teshuva penitenza. Mosè si acquistò dei meriti, e fece sì che li acquisisse il popolo, il merito del popolo viene attribuito alui come dice la Torah (Deut, 33,21) “La giustizia di HaShem egli esercitò, e i suoi statuti con Israele”

Yerovoam figlio di Nevat peccò e fece peccare il popolo.
Il peccato del popolo è attribuito alui come è scritto “Per i peccati che Yerovaam commise e fece commettere ad Israele”.

Libro dei Re 15,30

כָּל מִי שֶׁיֵּשׁ בְּיָדוֹ שְׁלשָׁה דְבָרִים הַלָּלוּ, מִתַּלְמִידָיו שֶׁל אַבְרָהָם אָבִינוּ. וּשְׁלשָׁה דְבָרִים אֲחֵרִים, מִתַּלְמִידָיו שֶׁל בִּלְעָם הָרָשָׁע. עַיִן טוֹבָה, וְרוּחַ נְמוּכָה, וְנֶפֶשׁ שְׁפָלָה, מִתַּלְמִידָיו שֶׁל אַבְרָהָם אָבִינוּ. עַיִן רָעָה, וְרוּחַ גְּבוֹהָה, וְנֶפֶשׁ רְחָבָה, מִתַּלְמִידָיו שֶׁל בִּלְעָם הָרָשָׁע. מַה בֵּין תַּלְמִידָיו שֶׁל אַבְרָהָם אָבִינוּ לְתַלְמִידָיו שֶׁל בִּלְעָם הָרָשָׁע. תַּלְמִידָיו שֶׁל אַבְרָהָם אָבִינוּ, אוֹכְלִין בָּעוֹלָם הַזֶּה וְנוֹחֲלִין בָּעוֹלָם הַבָּא, שֶׁנֶּאֱמַר (משלי ח) לְהַנְחִיל אֹהֲבַי יֵשׁ, וְאֹצְרֹתֵיהֶם אֲמַלֵּא. אֲבָל תַּלְמִידָיו שֶׁל בִּלְעָם הָרָשָׁע יוֹרְשִׁין גֵּיהִנֹּם וְיוֹרְדִין לִבְאֵר שַׁחַת, שֶׁנֶּאֱמַר (תהלים נה) וְאַתָּה אֱלֹהִים תּוֹרִידֵם לִבְאֵר שַׁחַת, אַנְשֵׁי דָמִים וּמִרְמָה לֹא יֶחֱצוּ יְמֵיהֶם, וַאֲנִי אֶבְטַח בָּךְ:

Tre Qualità: Figlio di Abrahamo o discendente di Bil’am ?

19. Chi ha le seguenti tre capacità fa parte dei discepoli di Abramo Nostro Padre. Chi invece ha le tre qualità opposte è dei discepoli di Bil’am il Malvagio. Chi possiede occhio buono, umiltà e moderazione, è dei seguaci di Abrahamo Nostro Padre; incontentabilità, orgoglio e smodatezza è dei seguaci di Bil’am l’empio. I discepoli di Abramo godono di questa vita ed ereditano la vita del mondo futuro, come dice il verso “per fare ereditare ai miei amici, io ho e i loro tesori li riempirò” (Prov. 8,21). I discepoli di Bil’am acquistano il Gehinnom e piombano nella nella perdizione, come è scritto “Tu HaShem, li farai scendere in perdizione, gli uomini sanguinari e ingannatori non giungono a metà dei loro giorni. Ma io fiderò in Te” (Sal. 5,24)

יְהוּדָה בֶן תֵּימָא אוֹמֵר, הֱוֵי עַז כַּנָּמֵר, וְקַל כַּנֶּשֶׁר, וְרָץ כַּצְּבִי, וְגִבּוֹר כָּאֲרִי, לַעֲשׂוֹת רְצוֹן אָבִיךָ שֶׁבַּשָּׁמָיִם. הוּא הָיָה אוֹמֵר, עַז פָּנִים לְגֵיהִנֹּם, וּבֹשֶׁת פָּנִים לְגַן עֵדֶן. יְהִי רָצוֹן מִלְּפָנֶיךָ יְיָ אֱלֹהֵינוּ שֶׁתִּבְנֶה עִירְךָ בִּמְהֵרָה בְיָמֵינוּ וְתֵן חֶלְקֵנוּ בְתוֹרָתֶךָ

20. Yehudah Ben Temà diceva: sii fiero come un leopardo, veloce come l’aquila, rapido come un cervo, e forte come un leone per seguire la volontà del Padre tuo che è in Cielo. Egli diceva anche: lo sfacciato va al Gehinnom, chi è umile va nel Gan Eden. Sia Tua Volontà HaShem nostro D-o e D-o dei nostri Padri, di Ricostruire il Tempio presto, nei nostri giorni, e dacci parte nella Tua Torah.

L’Educazione Ebracia, dai 5 ai 120 anni

הוּא הָיָה אוֹמֵר, בֶּן חָמֵשׁ שָׁנִים לַמִּקְרָא, בֶּן עֶשֶׂר לַמִּשְׁנָה, בֶּן שְׁלשׁ עֶשְׂרֵה לַמִּצְוֹת, בֶּן חֲמֵשׁ עֶשְׂרֵה לַתַּלְמוּד, בֶּן שְׁמֹנֶה עֶשְׂרֵה לַחֻפָּה, בֶּן עֶשְׂרִים לִרְדֹּף, בֶּן שְׁלשִׁים לַכֹּחַ, בֶּן אַרְבָּעִים לַבִּינָה, בֶּן חֲמִשִּׁים לָעֵצָה, בֶּן שִׁשִּׁים לַזִּקְנָה, בֶּן שִׁבְעִים לַשֵּׂיבָה, בֶּן שְׁמֹנִים לַגְּבוּרָה, בֶּן תִּשְׁעִים לָשׁוּחַ, בֶּן מֵאָה כְּאִלּוּ מֵת וְעָבַר וּבָטֵל מִן הָעוֹלָם

21. Egli diceva anche: all’età di cinque anni impara a Scrivere, a dieci studia la Mishnah , a tredici pratica le mizvot a quindici studia il Talmud, a diciotto dedicati al matrimonio, a venti impara un mestiere per provvedere ai mezzi di sussistenza. A trenta elabora la forza, a quaranta la prudenza, a cinquanta per dare consiglio, a sessanta per l’anzianità, ottanta per la vecchiaia a novanta per andare curvo, a cento come se tu fossi morto e sparito dal mondo.

בֶּן בַּג בַּג אוֹמֵר, הֲפֹךְ בָּהּ וַהֲפֹךְ בָּהּ, דְּכֹלָּא בָהּ. וּבָהּ תֶּחֱזֵי, וְסִיב וּבְלֵה בָהּ, וּמִנַּהּ לֹא תָזוּעַ, שֶׁאֵין לְךָ מִדָּה טוֹבָה הֵימֶנָּה

22. Ben Bag Bag studiala nel dettaglio (la Torah) perché tutto è in essa. Fatti vecchio, logorati su di essa, non staccarti da lei, perché non hai cosa migliore.

בֶּן הֵא הֵא אוֹמֵר, לְפוּם צַעֲרָא אַגְרָא

23. Ben He He diceva: a misura della sofferenza sarà la ricompensa.

Perle Hassidiche: Uscire dal tuo Paese… In Quarantena

Rabbi Sussja di Hanipol, conosciuto come il folle di D’-o, insegnava, commentando la Genesi, che allorché il Signore disse ad Abramo di lasciare il suo paese, il luogo della sua nascita,la casa di suo padre per recarsi nel luogo che Egli gli avrebbe mostrato, non stava ripetendo, con forza, sempre il medesimo concetto. Sussja infattiContinua a leggere “Perle Hassidiche: Uscire dal tuo Paese… In Quarantena”

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Il Numero 13 e l’Amore nell’Ebraismo. Insegnamento del Ben Ish ‘Hai di Bagdad

Oggi é il 13° giorno del Calendario Ebraico ed é usanza leggere 13 volte il Salmo 13 per chi desidera ricongiungersi con l‘Anima Gemella. Può sembrare fiabesco e fuori moda ma é un noto insegnamento del Ben Ish ‘Hai e, se in alcune tradizioni il 13 ha una connotazione negativa, nella Lingua Santa Lashon HaKodesh il 13 é sia il Nome di D-I-O che pronunciamo mattina e sera nello Shema, nonché lo stesso Valore numerico di Amore Ahava.

אַהֲבָה
5+2+5+1
Ahava
Amore

אֶחָד
4+8+1
E’had
Uno

Qui trovate il Video col testo in ebraico fonetico e sottotitolato in italiano, letto da un Rabbino.

Ritratto del Ben Ish ‘Hai: indossava un turbante lungo 25 metri per sentire il Peso del Giudizio Divino.

Abbiamo spesso parlato del Ben Ish ‘Hai Rabbi Yossef ‘Haïm, vissuto circa 150 anni fà a Bagdad e diventato a soli 25 anni Rabbino Capo, nonché artefice della Creazione della Yeshiva Porat Yossef difronte al Kotel – Muro Occidentale. Il Sabato Pomeriggio, i suoi insegnamenti riunivano oltre 3000 persone nell’Anfiteatro di Bagdad: uomini, donne, bambini, persone colte e più ignare… Vediamo insieme perché !

Un libro dedicato alle donne che non sapevano leggere l’ebraico

Il Rabbino é molto conosciuto per i suoi testi in cui spiega le relazioni più profonde che legano il rispetto della Halakha Legge ebraica nel compiere i Precetti biblici e i segreti della Cabala Mistica Ebraica. Vediamo come Cabala e Comprensione della Mente Femminile, siano un tutt’uno: qui troverete il testo scritto su la Donna ed i sentimenti che prova prima del parto, estratto di ‘Houkei HaNashim.

Volontariamente scritto in Arabo Letterario, in modo che il maggior numero di donne ne avesse accesso. In poco più di 52 sezioni, il Rabbino ha raggruppato l’insieme di leggi affinché ogni ebrea avesse una buona educazione, conoscendo i suoi diritti e doveri, per le relazioni coniugali col Marito, relazioni coi vicini ma in primis che sapesse i suoi diritti per il Fidanzamento.

Non sottovalutiamo l’impatto della società circostante sulle nostre famiglie

All’epoca del Rabbino, i membri della Comunità meno applicati nello studio della Torah trattavano le figlie in modo molto simile alle usanze arabe ed a volte opposte ai valori ebraici. Oggi troviamo inconcepibile fidanzare le nostre figlie a 6 anni e potremo giudicare severamente chi, in povertà o meno, tentava di sistemare la propria discendenza. Cosa direbbero invece loro, sapendo che é considerato normale educare i nostri, ad usare il prossimo come sperimento, test, uso per i nostri bisogni fino a quando non avremo un nuovo capriccio ? Il tutto sempre con buone intenzioni perché bisogna farli studiare, laureare e sposarsi a 20 o 23 anni é troppo presto.

Vi saluto con questa riflessione.

Siamo certi che sapere i nostri figli a contatto con Sesso Casuale, Alcol, spesso Droga, o nel migliore dei casi affrontano varie delusioni sentimentali, ci dia più serenità che saperli in costruzione di un legame duraturo ? Riflettiamo alla Fonte di quest’educazione ed ai risultati ottenuti.

Perla ‘Hassidica : Le Parole del Cuore

Quanto è importante l’ascolto? In un mondo fatto di rumori, di urla, di comunicazioni forzate, cosa significa ascoltare? E sopratutto perché è così difficile concedere l’ascolto? Domande fondamentali cui spesso non sappiamo dare risposta. Per questo è importante interrogarsi: Cosa accade alle parole non accolte ? Una volta Rabbi Moshe di Kobryn, dopo aver spiegatoContinua a leggere “Perla ‘Hassidica : Le Parole del Cuore”

Derekh HaShem La Via di D’O: 2. L’Uomo in questo Mondo e la Prosperità dei Malvagi

Rubrica a cura di Rita La Rosa, articolo basato sul corso di T. Rebecca Speranza del Martedì alle 20.30 su Facebook e Youtube Libro disponibile in edizione tascabile Inglese-Italiano. Per chi desidera recuperare le lezioni precedenti, qui trovate gli articoli con video in ordine cronologico. L’imperfezione dell’Uomo Fintanto che respiri HaShem pensa che il MondoContinua a leggere “Derekh HaShem La Via di D’O: 2. L’Uomo in questo Mondo e la Prosperità dei Malvagi”

Cosa sono le mitzvot ? La pratica dei precetti biblici

Cosa significa Mitzvot? Perché si usa il termine mitzvàh al singolare per esprimere un precetto? La radice di mitzvàh zav designa molti oggetti. Ad esempio la pinzetta per le sopracciglia si chiama zavta. E cosa hanno in comune il Precetto Mitzvàh e la Pinzetta Zavta ? E cosa ha in comune la parola Mitzvàh conContinua a leggere “Cosa sono le mitzvot ? La pratica dei precetti biblici”

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Massime dei Padri, 4° capitolo

Shalom a tutti gli amici del Giardino !
Affrontando le 7 settimane che separano Pessa’h da Shavuot (Pasqua e Pentecoste ebraica) dedichiamo il nostro studio alle Massime dei Padri Mishna. In questo 28° Giorno del Conto dell’Omer

È la ultimo momento per Netza'h - L'Eternità ed in particolare allo spazio che la Regalità può avere sul lungo termine nella nostra Vita. 

Vi invito quindi a seguire la diretta alle 11:00 Italiane sul nostro Canale Youtube in cui ripasseremo tutti i 22 insegnamenti; più giù il testo accompagnato dalle biografie dei saggi (cliccando sui nomi) e qualche approfondimento con commenti del Medioevo e Rinascimento.

Quarto capitolo della Mishna Avot

  1. Ben Zomà diceva: chi è sapiente? Colui che impara da tutti, com’è detto “Da tutti ho imparato” Salmi 119:99. Chi è forte? Colui che domina il suo istinto, com’è detto “Meglio il longanime del prode meglio chi domina il suo istinto di
    chi conquista una città” Prov. 16:32. Chi è ricco? Chi si accontenta di ciò che ha, com’è detto: “Quando mangerai il frutto delle tue mani, beato te e buon per te” Salmi 128:2. “Beato te” in questo mondo e “buon per te” nel Mondo a venire. Chi sarà onorato? Colui che onora le creature, com’è detto “Perché onorerò chi mi onora e coloro che mi disprezzano saranno sprezzati” Samuele
    I 2:30

2. Ben Azay diceva: corri verso la mizvah più semplice e fuggi il peccato, perché una mizvah ne trascina un’altra e un peccato ne trascina un altro. Pechè la ricompensa di una mizvah è la mizvah e la ricompensa di un peccato è il peccato.

3. Ben Zoma diceva: non disprezzare nessun uomo e non sottovalutare niente. Sappi che non c’è uomo che non abbia la sua ora, e non vi è cosa che non abbia il suo luogo.

Cosa potrà mai accadere ? Non sottovalutare il danno che potresti causare ad un uomo e non pensare che siccome oggi é lontano, un domani non possa vendicarsi.

Bartenura, Avot 4:3

4. Rabbi Levitas Saggio di Yavneh dice: sii molto umile, perché la speranza di un uomo sono i vermi. (la morte) Rabbi Yochanan Ben Berokà diceva: chiunque profani il Nome di D-o in privat, avrà il conto in pubblico, Nella Profanazione del Nome non c’è differenza fra chi lo profana senza intenzione e chi lo profana intenzionalmente.

5. Rabbi Yshmael figlio di Rabbi Yossè dice: colui che studia al fine di insegnare ha la possibilità di studiare e di insegnare. Chi studia per compiere mizvot, ha la possibilità di studiare , di insegnare, di osservare e praticare le mizvot. Rabbi Zadoq diceva: non fare delle mizvot una corona per insuperbirti, né una zappa per scavare. Hillel soleva dire: chi trae vantaggio personale dalle parole dela Torah è finito, impari da ciò che chi riceve profitto dalle parole della Torah trae se stesso fuori dal Mondo.

6. Rabbi Yossi diceva: chiunque onori la Torah sarà onorato dagli uomini, e chiunque profani la Torah la sua persona sarà disonorata dagli uomini

7. Rabbi Ishmael ben Rabbi Yossi diceva: chi si astiene dal giudicare evita inimicizie, ingiustizie giuramenti mendaci, mentre colui che fermo sulla sua posizione è stupido, malvagio, borioso.

8. Egli diceva anche: non giudicare da solo, perché vi è Uno solo che chè il Giudice Unico, e non dire : accettate la mia opinione, perché essi hanno la libertà di accettarla.

9. Rabbi Yonatan diceva, chiunque rispetti la Torah da povero, ne osserverà i precetti anche da ricco. E chiunque disdegna la Torah da ricco, finirà per trascurarla da povero.

La Ragione per cui i saggi tzaddikim di oggi sono ricchi allorché sono cresciuti in povertà, é spiegato in questa Mishna : hanno osservato la Torah in grande povertà e finiranno con l’osservarla nell’abbondanza.

Rabbi Na’hman di Breslev, Likutei Moharan 200:1

10. Rabbi Meir Bâal HaNess Il Maestro dei Miracoli dice: sii limitato negli affari, ma adempi Torah. Sii umile di fronte atutti. Se hai trascurato la Torah avrai molti distruttori contro di te, per averlo fatto. Ma se ti sei adoperato nella Torah, Egli ha un cospicuo premio da darti.

11. Rabbi Eliezer Ben Yaacov diceva: chi esegue un precetto si acquista un intercessore e chi compie una trasgressione si acquista un accusatore. Il pentimento e le opere di bene diventano barriera contro la punizione. Rabbi Yochanan Hasandalar dice: ogni consesso che si riunisca in Nome del Cielo finisce col mantenersi, mentre se non è in Nome del Cielo finisce per non mantenersi.

12. Rabbi Eleazar Ben Shamua diceva: ti sia caro l’onore del tuo allievo come il tuo, e l’onore del tuo compagno come quella del tuo Maestro, e il timore del tuo Maestro come il timore del Cielo.

13. Rabbi Yehudah diceva : stai attento nello studio, perché l’errore nello studio è considerato colpa intenzionale. Rabbi Shimon diceva: ci sono tre corone: la corona della Torah , la corona del sacerdozio, la corona del regno. Ma la corona del buon nome è superiore a tutte.

14. Rabbi Nehoray (si tratta di Rabbi Eleâzar Ben Arakh) diceva, emigra in un luogo dove si studia la Torah, e non dire che essa ti verrà dietro, perché sono i toi compagni che la mantengono in tua mano, e non affidarti al solo tuo sapere.

15. Rabbi Yanay diceva: Non è nelle nostre mani né la prosperità dei malvagi né le sofferenze dei giusti. Rabbi Matià Ben Heresh diceva: dai per primo un saluto di pace a tutti, sii coda di leoni,e non essere testa di volpi.

16. Rabbi Yaacov diceva questo mondo assomiglia ad un atrio verso il mondo avenire. Preparati nell’atrio per accedere alla sala principale.

17. Egli diceva, meglio un’ora di pentimento in questo mondo e di opere buone della vita nel mondo avenire, ma è meglio un’ora di felicità del mondo a venire vale più di tutta la vita in questo mondo

18. Rabbi Shimon Ben Eleazar diceva: non placare il tuo compagno nel momento della sua ira e non consolarlo nel momento in cui il suo morto non è ancora sepolto. Non fargli domande nel momento che compie un giuramento e non chiedere di vederlo quando è in disgrazia.

19. Shemuel HaKatan diceva: quando cade il tuo nemico, non rallegrartene, e quando inciampa non esultare in cuor tuo altrimenti HaShem lo vedrà e ne sarà dispiaciuto, volgendo la sua ira altrove Proverbi 24:17

Era chiamato Katan Piccolo per distinguerlo da Samuele il Profeta ma la sua saggezza era immensa. E’ specificato “non esultare” perché è solo inciampato; se ne dovessi gioire, non farlo apertamente, e ciò dà il significato alla frase “perché non si adiri HaShem” in quanto, Essendo Misericordioso, Potrebbe Riconsiderare la Decisione.

‘Hessed LeAvraham

20. Elishà Ben Abuya diceva: chi impara da bambino a cosa somiglia? A un inchiostro scritto su carta nuova. Chi impara da adulto a cosa assomiglia? a un inchiostro scritto su carta cancellata. Rabbi Yossè Ben Yehudah di un villaggio di Bavel diceva: colui che studia dai ragazzi a cosa è simile? Ad uno che mangia acini d’uva acerba e beve vino dal tino. Chi impara dagli anziani a cosa somiglia? A chi mangia uva matura e beve vino invecchiato. Rabbi diceva non badare alla botte, ma al contenuto: c’è una botte nuova con vino vecchio, e una botte vecchia che non contiene nemmeno vino nuovo.

Rabbi Yossè Ben Yehudah spiega che qui vi sono qui due metafore dagli acini d’uva, in quanto ci sono nella Torah significati rivelati e segreti: gli acini sono metafora del significato letterale mentre il vino è la metafora del significato segreto. Ciò significa che dai ragazzi vi è un guasto in ambedue, perché il segreto è misto fra buono e cattivo, e non vi è fra loro un intelletto adeguato a distinguerli, come il vino dal tino che è mistura.

‘Hessed léAvraham

21. Rabbi Eleazar HaKapar diceva: la gelosia , il desiderio smisurato e la vana gloria escludono l’uomo dal mondo.

Queste sono le tre categorie della gran parte dei peccati, l’Invidia (Proverbi 14:30), il Desiderio (Proverbi 21:25 e, come attestano i nostri saggi in Berakhot 55a Yossef morì dodici anni prima dei suoi fratelli perché si atteggiò con signoria.

Rabbenu Yona

22. Egli diceva: i nati devono morire, i morti resuscitare, i resuscitati essere giudicati affinchè si sappia e si faccia conoscere, e sia riconosciuto che Egli è D-o, Egli è il formatore, il creatore, Egli è l’onnisciente, il giudice , il testimonio e l’accusatore, Egli è quello che tutto giudicherà Benedetto Egli Sia.

Derekh HaShem La Via di D’O: Fondamentali V: Il Mondo Spirituale

Rubrica a cura di Rita La Rosa, articolo basato sul corso di T. Rebecca Speranza del Martedì alle 20.30. Libro disponibile in edizione tascabile Inglese-Italiano. Per chi desidera recuperare le lezioni precedenti, qui trovate gli articoli con video in ordine cronologico. Materia e Spirito. Un tutt’uno con caratteristiche e compiti differenti La Creazione accorpa dueContinua a leggere “Derekh HaShem La Via di D’O: Fondamentali V: Il Mondo Spirituale”

Destino degli ebrei sefarditi: quando i Nazisti arrivano in Maghreb, nella regione di Baba Sale

In occasione della Hilula di Rabbi Israel Abu’hatzira, più conosciuto come Baba Sale il termine non deriva dall’arabo come alcuni affermano ma significa “Il Grande Israel”. Orfano di madre a 10 anni e vedovo a soli 16, é molto conosciuto per la forza della sua preghiera, i lunghi digiuni, immensa conoscenza dalla halakha legge ebraica,Continua a leggere “Destino degli ebrei sefarditi: quando i Nazisti arrivano in Maghreb, nella regione di Baba Sale”

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4a settimana dell’Omer: Netza’h, l’Eternità in Questo Mondo #PentecosteEbraica

Nelle 7 settimane del conto dell’Omer, così come lo fù per i 7 giorni di Sukkot – La Festa delle Capanne , ogni numero corrisponde ad un personaggio biblico che rivoluzionò il Mondo grazie alle sue qualità e Netza’h rappresenta Moshe Rabbenu Mosé.
Contrariamente alle precedenti, questa settimana é particolare: non parliamo di Bontà o Moderazione o Bellezza, ma di Eternità.

Come vivere l’Eternità in questo Mondo Effimero ?

Netza’h Eternità e Hod Carisma sono due pilastri che riflettono Bontà e Moderazione, non più interiorizzata, ma divulgata verso gli altri e, poco importa il tempo impiegato, é un impatto permanente.
Come possiamo tradurlo nella nostra quotidianità ? Partiamo di un Bene visibile sul Lungo Termine che spesso é percepito come un ostacolo ma il tempo lo rivela benefico.

Fissiamoci una Meta per applicare cambiamenti duraturi

L’esempio più calzante di Netza’h é la sofferenza dell’Uomo Giusto; a volte capitano le avversità della vita, un licenziamento, una separazione, un lutto ! ‘has véShalom ! a uomini che tutto meritavano, fuorché quella difficoltà . Eppure col tempo ci rendiamo conto che era per il Bene. In quale modo ? Forse non l’evento stesso ma l’impatto che ha avuto sulla vita di quella persona, l’avversità ha dato la forza ed il talento per superare sè stesso o per cambiare via, una via che nelle condizioni abituali non avrebbe mai preso, rendendolo un esempio per gli altri !

Pensiamo ad esempio alla vita di Rav Aharon Leib Yehuda Steiman z”l, unico sopravvissuto della sua famiglia, orfano a 10 anni, luce della sua generazione, uomo umile che ha avuto il sorriso in volto fino a 103 anni.

Netza’h Corrisponde a Moshe Rabbenu

Mosé, il Nostro Maestro é colui che più rappresenta la Torah, la legge scritta eppure complementare alla tradizione orale: le due separate non possono esistere e, come una Ketuba atto di matrimonio, così la Torah ha sigillato L’Alleanza Eterna tra D’io ed Israele.

Netza’h corrisponde al Quarto Giorno della Creazione, il Giorno delle Costellazioni: eterni dal punto di vista umano ed immutevoli. Uno dei nomi di Hashem é Il Signore degli Eserciti, l’Armata Celeste (ogni Pianeta ed ogni stella ha un angelo) e costoro, a differenza degli uomini, non possono evolvere.

Presto vedremo come vivere il Primo Giorno di Netza’h, il 22° corrispondente alla Bontà nell’Eternità.

Cuore e Spine

Troppo in ansia per il Futuro, trascuriamo il Presente A Rabbi Isacco di Worki un giorno fu chiesto quale fosse veramente il peccato di Adamo. “Il vero peccato di Adamo fu che si preoccupò del giorno seguente. Il serpente riuscì ad abbindolarlo dicendo a lui e a Eva: “Voi non avete un servizio da compiereContinua a leggere “Cuore e Spine”

Microcosmo ed Umiltà

Buongiorno cari amici del Giardino… in questo periodo di influenza e malanni di stagione anche la nostra rubrica sul Hassidismo vuol dare risalto a ciò che è piccolo. Il Rabbi di Kozk, Saggezza ed Umiltà Uno zaddik che era contro il Rabbi di Kozk, una volta gli mandò a dire: “Sono così grande che arrivoContinua a leggere “Microcosmo ed Umiltà”

Beshala’h: quando abbiamo le spalle al Muro, con la Fede possiamo dividere le acque del Mare

La Sezione Beshala’h della Torah corrisponde all’Esodo 13:17 – 17:16 mentre la Haftara, sezione dei Profeti corrispondente, é Giudici 4:4 – 5:31 Lo studio settimanale nella vita ebraica é il Seguente: le giornate iniziano al tramonto e finiscono nel tardo pomeriggio. Esempio: il 1° Giorno detto Yom Rishon avviene Sabato Sera fino a Domenica Pomeriggio.Continua a leggere “Beshala’h: quando abbiamo le spalle al Muro, con la Fede possiamo dividere le acque del Mare”

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3a settimana dell’Omer: Tifferet, la Bellezza nella Verità #PentecosteEbraica

Nelle 7 settimane del conto dell’Omer, così come lo fù per i 7 giorni di Sukkot – La Festa delle Capanne , ogni numero corrisponde ad un personaggio biblico che rivoluzionò il Mondo grazie alle sue qualità.

Tifferet: Bellezza e Verità

Tifferet corrisponde all’Armonia, alla bellezza della Simmetria: un equilibrio perfetto tra gli elementi della Creazione. Quando questi elementi sono assembrati, l’insieme crea una nuova entità

Ogni nota musicale può essere gradevole ma é l’insieme a comporre una Sinfonia

Rabbi Akiva Tanz

L’Armonia esiste grazie alla Verità: quando elementi opposti coesistono perché veri. La Misnha – Talmud afferma che la miglior strada nella vita é quella di Tifferet, per sè stesso e per gli altri; un equilibrio perfetto tra ‘Hessed Bontà e Gevura Moderazione.

Tifferet corrisponde a Giacobbe-Israele

Yaâkov Avinu – Nostro padre Giacobbe é il più Perfetto: é riuscito ad applicare il comportamento di Abrahamo per la Bontà, e la Moderazione di Isacco per creare una nuova relazione con D-i-o e col Mondo.

Tifferet é il Tronco che unisce il corpo

Tifferet corrisponde al Terzo Giorno della Creazione, il Giorno della Flora: le piante sono la Comunione di Bontà e Moderazione: radici fisse nel terreno, in un solo luogo senza una reale possibilità di manovra Gevura ma possibilità d’amplificarsi Hessed sia sotto terra che nell’aria grazie al fogliame ed ai suoi frutti.

Shemot-Esodo: le ultime 3 piaghe d’Egitto

Lo studio settimanale nella vita ebraica é il Seguente: le giornate iniziano al tramonto e finiscono nel tardo pomeriggio. Esempio: il 1° Giorno detto Yom Rishon avviene Sabato Sera fino a Domenica Pomeriggio. E’ caldamente consigliato lo studio mattutino e, se avete un ritmo notturno:il Ben Ish ‘Hai consiglia di studiare 2 ore prima dell’Alba.Continua a leggere “Shemot-Esodo: le ultime 3 piaghe d’Egitto”

La Memoria Ritrovata: Attilio Ascarelli, il medico ebreo che ridiede un nome alle vittime delle Fosse Ardeatine

Nella Giornata della Memoria non si può non ricordare la storia dell’ uomo che salvò dall’oblio i corpi delle 335 vittime dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. È il 23 Marzo del1944 quando in via Rasella, poco distante da piazza Barberini a Roma, sta transitando con teutonica precisione il Polizeiregiment Bozen, composto da soldati altoatesini. I partigianiContinua a leggere “La Memoria Ritrovata: Attilio Ascarelli, il medico ebreo che ridiede un nome alle vittime delle Fosse Ardeatine”

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14° giorno dell’Omer: la Regalità nella Moderazione #PentecosteEbraica

La Regalità della Natura corrisponde alla Malkhut she-be-Gevura, la Regalità della Moderazione. Lo studio dei diversi sistemi esistenti nell’Universo, c’ispira un profondo rispetto plasmato al timore, notiamo la perfezione e costanza di dati così complessi.

PUNTI D’AZIONE

Uomo verso D-I-O

Ammiriamo la perfezione della Natura ed impariamo un nuovo dato scientifico che ci sbalordisca ! Contempliamo il Mondo di D-I-O

Uomo e gli altri

Tentiamo di capire quale sia il nostro ruolo in famiglia, nella comunità, in società e rispettiamone gli obblighi. Restiamo in silenzio qualora una persona più qualificata possa rispondere ad una domanda e/o possa dare un consiglio opportuno

Uomo e sè stesso

Spesso prendiamo delle ottime risoluzioni ma manchiamo di coraggio per passare all’azione. Chi ci dirige, la nostra mente o il nostro corpo ? Prendiamo in mano le nostre emozioni e desideri !

Le membra del Serpente: Fede e Scienza

La Torah dice nella Genesi che il Nahash Serpente ha subito 10 Maledizioni per aver causato la caduta di Adamo ed Eva, una di queste é la perdita delle sue membra. 1800 anni fà, il Midrash scrive che il Serpente era il Re degli animali, aveva i 4 simboli della Regalità: Corna del Cervo, Criniera del Leone, Artigli dell’Aquila, Scaglie del Coccodrillo. Era capace di volare senza ali grazie alle tempeste tuoni che causava il suo arrivo; dopo la colpa, fù rimpicciolito e costretto a strisicare eternamente sul ventre.

Notiamo che la descrizione corrisponde al Drago Cinese ma approfondiamo con l’articolo di LiveScience la rivista scientifica che analizza il Mistero dei Serpenti:

Possiedono il gene delle membra ma per motivi sconosciuti, non li sviluppano.

L’Ottava Luce di Hannucha nella antica Sinagoga di Trani

Nella splendida cornice di Trani, in una serata sferzata da un gelido maestrale, alcuni membri della piccola Comunità tranese, che dipende dalla Comunità Ebraica di Napoli, si sono riuniti nella Sinagoga Scolanova per accendere l’ottava luce di Hannucha e celebrare la fine della festa delle Luci. La piccola Sinagoga, una delle quattro , di cuiContinua a leggere “L’Ottava Luce di Hannucha nella antica Sinagoga di Trani”

Purezza del Linguaggio: Consigli pratici #2

Nei giorni precedenti abbiamo visto cosa s’intende per Lashon Hâra, la forza della parola e come giudicare positivamente un saggio. Avanziamo quindi per affrontare le situazioni quotidiane con i Beinoni le persone dette Normali-Medie assieme ai Reshaim, coloro che non sono considerati parte del nostro prossimo. Colui che giudica positivamente il prossimo, viene giudicato nelContinua a leggere “Purezza del Linguaggio: Consigli pratici #2”

Calendario ebraico, 9 mese Kislev : Keshet Sagittario

Il Nono mese del Calendario ebraico corrisponde al segno del Sagittario, in ebraico Keshet קשת – Arco. Questo segno rappresenta la Luce fatua che brilla in mezzo all’oscurità, infatti viviamo le notti più lunghe dell’anno… Sagittario Keshet Mese : Kislev Pianeta: Giove – Tsedek Pietra: Turchese Numero: 8 come le Luci di ‘Hannuka, l’8 rappresentaContinua a leggere “Calendario ebraico, 9 mese Kislev : Keshet Sagittario”

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Impariamo l’Ebraico: Vocaboli Alef con Rabbi Na’hman di Breslev

Sefer Ha-Middot il Libro delle Qualità letteralmente delle Misure abbiamo selezionato per ogni lettera dell’Alfabeto ebraico degli insegnamenti di Rabbi Na’hman MiBreslev, conosciuto principalmente per il Tikkun HaKlali, vedere qui il Segreto dei 10 Salmi.

Rabbi Na’hman (ben Feighe) MiUman

Vocaboli con la lettera Alef אלף la 1a dell’Alfabeto

Alef é la lettera del Principio, il suo Valore numerico é 1. Quando si inizia lo studio della Torah, una delle prime domande poste é Perché la Torah non inizia con Alef ma con Beith, la seconda lettera che vale 2 ? Approfondiremo la risposta in un secondo momento, per ora impariamo 7 parole e degli insegnamenti legati a queste nozioni e dei suggerimenti del Rav per viverli nella nostra quotidianità.



Emet Verità
Ha’hnasat Or’him Ospitalità
Ahavah Amore
Emunah La Fede
A’hilah Mangiare
Alman Vedovo
Eretz Israel La Terra d’Israele

È importante sapere che Alef ingloba tutte le Vocali e può essere letta A-E-I-O-U in base agli accenti, le Nekudot.

אמת Emet: Verità

Principiante

Una persona che non ha fiducia in D-I-O, dirà il falso e, mentendo, sarà incapace d’aver fede nella Verità.

Una persona lontana dalla Verità, si riconosce dalla sua incapacità a dare la carità.

La Verità produce soddisfazione.

Intermedio

Una persona può distorcere la Verità per preservare lo Shalom, la Pace. Non significa mentire per coprire i propri errori, ma piuttosto smussare gli angoli: i Pirkei Avot citano Hillel HaZaken l’Anziano il quale suggeriva di essere discepoli di Aharon HaCohen, il quale pagava di tasca propria gli errori altri per riappacificare le persone.

Avanzato

La Irat Shamayim Il timore di D-I-O porterà una persona alla Verità.

Una persona che non distorce i suoi propositi, é capace di rendere umili gli orgogliosi e di elevare i modesti.

הכנסת אורחים Ha’hnasat Or’him: Ospitalità

Principiante

La pratica dell’ospitalità porta alla donna una benedizione supplementare nel concepire dei bambini.

Intermedio

(Le persone di) Una città che non pratica l’ospitalità, adotterà valori immorali e questo porterà morte sui cittadini.

Avanzato

Ricevere ospiti é come ricevere Shabbat.

Gli ebrei che non hanno rabbini nella loro comunità, sono come Kuttim Samaritani

אכילה A’hilah: Mangiare

Principiante

Sii certo di lasciare una minima quantità (di ciò che hai mangiato) nel piatto, in modo da poterne recitare la benedizione finale

Sottovalutare l’odio serbato, causa una persona di mangiare involontariamente cibo non-kosher.

Intermedio

Il merito della tavola di un uomo (rispettare la Kasherut, recitare correttamente le benedizioni sul cibo, prima e dopo i pasti) può purificarlo di tutti i suoi peccati

Avanzato

Quando una persona mangia senza prima essersi lavata le mani (come richiede la legge Halakha) é come se fosse stato con una prostituta. Chi deride questa legge perde viene sradicato dal Mondo

אהבה Ahavah: Amore

Principiante

Quando manca l’amore tra le persone, si inizia creando dei racconti per deriderli pubblicamente. Lo scherno li condurrà a dire delle falsità.

Sottovalutare l’odio serbato, causa una persona di mangiare involontariamente cibo non-kosher.

Intermedio

Recitare la preghiera del Hallel ad alta voce, può dare il merito di ricevere maggior Amore da D-I-O

Avanzato

Chi fa attenzione a non giurare il falso, avrà protezione divina nel rispettare la Mitzvah precetto “Non vendicarti e non serbare rancore” Vayikra Levitico 19:18

אמונה Emunah: La Fede

Principiante

Quando vediamo qualcosa fuori dal comune, invece di dire “Oh é una coincidenza” affermiamo che é la Divina Provvidenza (e siamone riconoscenti).

Intermedio

Se dovessi avere dei dubbi su D-I-O, resta in silenzio ed il merito del tuo silenzio di darà il merito di ricevere (per vie inaspettate) la risposta che cercavi.

Avanzato

Ammirare le affermazioni di un eretico, é il primo passo che permette all’idolatria d’insinuarsi nei nostri pensieri, anche se le affermazioni stesse non erano eretiche.

אלמן Alman: Vedovo

È consigliato all’uomo che diventa vedovo, di leggere quotidianamente il capitolo Ha-Asham הָאָשָׁם il sacrificio di offesa in Vayikra Levitico 7:1-7 fino al giorno in cui si risposerà.

ארץ ישראל Eretz Israel: La Terra d’Israele

Principiante

Grazie al merito della carità prodigata ai poveri d’Israele, una persona riceve una benedizione supplementare nelle sue risorse.

Intermedio

Trasferendosi in Israele, una persona potrà intravedere la Provvidenza di D-I-O nel Mondo.

Avanzato

Una persona che si trasferisce in Israele, aumenterà i meriti dei suoi genitori e D-I-O aiuterà tutta la famiglia a ricongiungersi; la Presenza Divina sarà loro vicino ed avranno il merito di aspettare il Suo Ritorno (Ricostruzione del Tempio).

Il Rabbino Specialista del Vangelo: Tovia Singer dialoga coi cristiani.

Amici del Giardino, questa settimana vorrei parlarvi di uno dei Rav più amati e conosciuti sia in America che in Israele – si da il caso che frequenti la mia stessa Sinagoga a Gerusalemme – Rav Tovia Singer. Dopo 3 mesi dalla creazione della nostra pagina, sia io che il resto del Team Giardino, siamoContinua a leggere “Il Rabbino Specialista del Vangelo: Tovia Singer dialoga coi cristiani.”

Sarah Halimi: La procura francese dichiara “Allah Akhbar” fú gridato a causa della Cannabis

Condividiamo con voi la notizia che ci ha profondamente sconvolti. Sembra uno scherzo di cattivo gusto ed invece osserviamo la realtà Francese: Giustizia boicottata per non “alimentare le paure” verso l’estremismo islamico sempre più presente nel territorio o forse perché uccidere gli ebrei non è per forza legato all’antisemitismo… Questo è quello che pretendono iContinua a leggere “Sarah Halimi: La procura francese dichiara “Allah Akhbar” fú gridato a causa della Cannabis”

Il Giardino d’Israele a Milano, 22/12: Maharal di Praga ed il Ruolo d’Israele verso le Nazioni

Amici del Giardino, è con immenso piacere che vi annuncio la nostra 1a conferenza a Milano. Be’ezrat HaShem con l’aiuto di D-i-o ci ritroveremo Domenica 22 Dicembre alle 15.00 assieme allo stimato Davide Romano e Rav Rodal per l’accensione della 1a Candela ! Ringraziamo Eyal Mizrahi e Maurizio Turchet dell’ADI – Amici d’Israele ed ilContinua a leggere “Il Giardino d’Israele a Milano, 22/12: Maharal di Praga ed il Ruolo d’Israele verso le Nazioni”

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13° giorno dell’Omer: La Fondazione della Moderazione ? Linguaggio e Sessualità

Una delle realizzazioni più elevate che l’uomo possa compiere é quella di diventare un Giusto, uno Tsaddik. Cosa significa ? Integrare nella nostra natura e personalità più profonda, la propensione a fare del Bene agli Esseri Umani.

La Fondazione é detta Yessod, codesta appartiene a
Giuseppe “Il Giusto” figlio di Giacobbe

Giuseppe in ebraico Yossef fù l’unico delle 12 tribù ad avere un titolo attribuito al suo nome, era chiamato Ha Tsaddik Il Giusto in quanto disciplinò severamente sia il suo linguaggio che la sua sessualità

Per 2 parole di troppo espresse verso il Servitore di Faraone, Yossef chiese a D-I-O di scontare 2 anni in più in prigione.

Il Midrash racconta la Genesi capitolo 41

Inoltre respinse per mesi la seduzione della moglie del suo padrone. Come avrebbe potuto tradire l’uomo che gli aveva prodigato del Bene ?

PUNTI D’AZIONE

L’UOMO VERSO D-I-O

Evitiamo di flirtare, sedurre, guardare chi non ci appartiene; piuttosto, prediligiamo la via che ci permetterà di diventare una persona giusta.

L’UOMO & IL PROSSIMO

La Moderazione Gevura é La Struttura, La Fondazione Yessod é la famiglia: facciamo in modo che tutta la famiglia si ritrovi almeno una volta a settimana per mangiare insieme (Shabbat ad esempio).

Evitiamo la duplicità: se durante una conversazione ci rendiamo conto di dire cose degradanti, fermiamoci e cambiamo argomento !

L’UOMO & SÈ STESSO

Se dovessimo punire o rimproverare i nostri cari, tentiamo di farlo con dignità e senza trarne soddisfazione.

‘Hessed leAvraham: il Sionismo Religioso del XVI secolo

È una giornata importante: oggi incombe la hilula complemorte di Rabbi Avraham Azulai noto come ‘Hessed leAvraham titolo del suo libro. Nato a Fez in Marocco nel XVI secolo e sepolto ad Hebron, fú un noto cabalista (citato numerose volte nell’Etz ‘Haïm di Haïm Vital ma pronava le comunità ebraiche a vivere in Eretz Israel,Continua a leggere “‘Hessed leAvraham: il Sionismo Religioso del XVI secolo”

Le 10 Prove di Abramo: diventare Abrahamo, il padre della moltitudine

É raro trovare parole che descrivano chi fosse veramente Abrahamo, perlomeno nel rispetto della tradizione ebraica. Per questo motivo troverete le 10 terribili prove che dovette affrontare per diventare quasi 4000 anni dopo, il padre spirituale di quasi 4 miliardi di persone, Brahami esclusi. 1. Nascosto in una grotta Abramo nasce nel 1948 del CalendarioContinua a leggere “Le 10 Prove di Abramo: diventare Abrahamo, il padre della moltitudine”

Il Quinto e il Sesto giorno della Creazione, dai pesci all’Uomo.

Avevamo lasciato la creazione al quarto giorno, quando D-o aveva creato le due grandi luminarie del Cielo, il Sole e la Luna. E fu sera e fu mattina giunse il quinto giorno e D-o decise di popolare la Terra. Così mischiò l’acqua alla terra e ordinò ai pesci di essere una moltitudine. Nei Salmi diContinua a leggere “Il Quinto e il Sesto giorno della Creazione, dai pesci all’Uomo.”

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2a settimana dell’Omer: Gevura, L’Eternità che risiede nella Moderazione #PentecosteEbraica

L'Eternità che risiede nella Moderazione e Lungimiranza

Quando andiamo dal dentista per togliere una carie, stiamo vivendo Netza’h she-bé Gevura
ossia un pò di dolore, forse una rinuncia o un investimento, per un Bene che arriverà sul Lungo Termine.

PUNTI D’AZIONE

L’UOMO VERSO D-I-O

Rabban Shimon ben Gamliel insegna che nonostante abbia vissuto con Grandi Maestri, per lui la cosa più benefica fù il Silenzio. Circa 1800 anni dopo, Rabbi Israel Meïr HaCohen meglio noto per il suo libro ‘Hafetz ‘Haïm sulla Purezza del Linguaggio suggerisce a chi vuole intraprendere un digiuno

Avrà più meriti restando in silenzio piuttosto che rinunciando al cibo.

‘Hafetz ‘Haïm sul Taânit Dibur, digiuno della parola

L’UOMO VERSO IL PROSSIMO

Riflettiamo ad una nostra relazione tumultuosa e facciamo il necessario per rimediare.
Proviamo ad essere lungimiranti

L’UOMO VERSO SÈ STESSO

Rinciamo ad una delle nostre abitudini nocive, ad esempio tabacco, caffé, moderiamo la carne rossa, sostituiamo la farina bianca con l’interale ecc… Pensiamo Netza’h !

Derekh HaShem: La Via di D’O Fondamentali IV. L’Uomo, L’Anima e La Vita Ultraterrena 2/2

Rubrica a cura di Rita La Rosa, articolo basato sul corso di T. Rebecca Speranza del Martedì alle 20.30 Libro disponibile in edizione tascabile Inglese-Italiano L’elevazione dell’anima e la preghiera Pregare per i defunti non è solo un modo di ricordarne la vita terrena, ma anche “una spinta” affinché la loro Anima possa oltrepassare unoContinua a leggere “Derekh HaShem: La Via di D’O Fondamentali IV. L’Uomo, L’Anima e La Vita Ultraterrena 2/2”

Kosher: Parve, piatto neutro

Amici del Giardino, continuiamo ad esplorare il Mondo della Kasherut e muoviamo i primi passi nel campo neutro privo di latte e carne. Abbiamo visto che nell’Ebraismo vi sono 3 precetti legati al mischiare latte e carne, la Vita e la Morte, nella stessa pietanza : cucinare, mangiare ed usufruire ad esempio tramite la vendita.Continua a leggere “Kosher: Parve, piatto neutro”

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Derekh HaShem La Via di D’O: Fondamentali V: Il Mondo Spirituale

Rubrica a cura di Rita La Rosa, articolo basato sul corso di T. Rebecca Speranza del Martedì alle 20.30. Libro disponibile in edizione tascabile Inglese-Italiano. Per chi desidera recuperare le lezioni precedenti, qui trovate gli articoli con video in ordine cronologico.

Materia e Spirito. Un tutt’uno con caratteristiche e compiti differenti

La Creazione accorpa due concetti fondamentali: il fisico e lo spirituale. Il mondo fisico, la materia, percepibile attraverso i propri sensi, è diviso fra ciò che è terrestre e ciò che è celeste. Per “celeste” si intende l’insieme dei Pianeti e delle Stelle, che, seppur materiali, sono compresi nella sfera celeste. Il mondo spirituale consiste, viceversa, in quelle “entità” che non possono essere scoperte, visualizzate, attraverso mezzi fisici. A sua volta anche il mondo spirituale è rappresentato da due categorie: le anime e il trascendente. L’anima esiste per essere posta nel corpo fisico e lavorare con esso al fine di compiere quelle funzioni cui l’uomo è chiamato ad attendere da D-O.

L’uomo, così come il Creatore ha deciso egli sia, esiste per compiere una o più missioni, sulla Terra, al fine di giungere a quella perfezione decisa da D-O stesso. E l’anima lo guida, lo aiuta.

Derekh HaShem

Il trascendente, che nulla ha a che fare con i corpi fisici, è assoggettato, anch’esso, a una divisione: i Kochot, כוחות , ovvero Forze Supreme e i Mal’akhim – מלאכים gli Angeli. Il trascendente formato da Kochot e Mal’akhim ha una propria organizzazione con livelli, gerarchie, nature differenti oltre che leggi diverse. Ma il trascendente presenta anche un’altra classe, che aleggia fra lo spazio fisico e quello spirituale, non è rilevabile attraverso mezzi fisici, è percepibile nel Mondo Fisico, ed è chiamata Shedim Demoni. In Ebraico si preferisce evitare di citarli e quindi il termine Shedim- שדים – viene definito per acronimo con Shin e Daleth (שד). Costoro, seppur trascendenti, hanno una natura duale, sono soggetti a molti limiti e non hanno nulla a che vedere con gli Angeli.

Il Materiale: l’Uomo e gli Animali e la missione degli angeli

– Così come nel trascendente abbiamo Forze Supreme, Angeli e Demoni, altrettanto nel Mondo Materiale esistono due categorie: l’Uomo e gli Animali. Le due categorie pur sembrando simili non lo sono: l’Uomo, infatti, ha quel che si chiama fisicità che convive con un’anima spirituale. L’Uomo ha quindi un’anima animale che convive con un’anima più elevata; quest’ultima è un’entità separata dal corpo e risiede nell’Uomo grazie al decreto di D-I-O.

Il sopra e il sotto, saldamente legati: lo specchio delle nostre azioni

Tuttavia l’Uomo è tanto consapevole del Mondo Fisico e ciò che ruota attorno ad esso, quanto è limitato nella comprensione di tutto ciò che riguarda il Mondo Spirituale. E qui una menzione la meritano le Forze Eteree. Secondo la tradizione, bisogna comprendere che qualunque cosa, sia essa azione e/o pensiero, che si manifesta nel Mondo Fisico, è perfettamente riflessa nel Mondo Spirituale. Premesso che esistono cose predeterminate da D-O nella Creazione, quanto sopra vuole sottolineare quel principio per il quale ogni nostra azione (buona o brutta che sia) dà luogo a qualcosa di identico che muta il Mondo Spirituale e che quindi va a giocare un ruolo importantissimo, più o meno positivo, sulla generazione di cui facciamo parte. Ed è sempre la tradizione che insegna come qualsivoglia entità e/o processo fisico sono sotto la diretta responsabilità di un angelo che provvede sia al mantenimento sia al ribaltamento dell’ordine naturale secondo i voleri di D-O.

La libertà di scegliere grazie al libero arbitrio – Per quanto sopraddetto, l’Uomo ha qualcosa che D-O ha voluto dargli: il libero arbitrio. A significare che la scelta di fare il bene o fare il male non è determinata dall’alto bensì dipende dalla scelta umana. L’Uomo, con le sue azioni, può influenzare ciò che lo circonda secondo un influsso indeterministico che partendo dal basso giunge in alto. Si osserva, a questo punto, uno scambio fra il basso e l’alto e viceversa: determinismo, dall’alto verso il basso (non modificabile) e indeterminismo dal basso verso l’alto (modificabile). Risultando che le Forze Supreme (all’interno delle quali esiste sia il possibile Tikkun – תקון – ovvero Rettificazione, sia il possibile Kilkul – קלקול – ovvero Danno, in parole povere il bene e il male) sono direttamente influenzate dal libero arbitrio dell’Uomo e di conseguenza, modificandosi (in bene o in male), vanno ad impattare sul mondo fisico.


D-O è luce quindi è bene anche se permette al male di esistere – D-O non causa il male direttamente mentre è l’assenza di luce che causa il male. E quindi può sembrare che D-O sia causa indiretta del male se ci priva della luce. Ma in realtà creando la “sorgente del male”, la cui forza dipende in più o in meno dall’assenza di Luce Divina, vuole fare comprendere come agiscono il determinismo, e l’indeterminismo (di cui sopra) e come devono bilanciarsi. È infatti lo sbilanciamento fra i due (che riguarda corpo e anima) che inficia il funzionamento del Creato, dell’Anima e del Mondo Materiale, risultando un aggravio dello stato di “salute” (personale e in senso lato). Lo stesso avviene se a vincere è il bene: tutto se ne giova e c’è la rettificazione (Tikkun).

Un ringraziamento va, da parte mia, a Fabrizio Del Tin che ha tradotto l’edizione italiana di Derech HaShem La Via di Dio – eUniversity.pub, edizione 2018 io l’ho acquistato di recente e mi è stato di grande aiuto mentre ascoltavo T. Rebecca Speranza, nella comprensione e nella redazione di questo articolo. Grazie anche a te Fabrizio.

Kosher: Pollo alle castagne

Amici del Giardino, boker tov ! Per muovere i primi passi nella Kasherut, vi proponiamo una ricetta semplice, tradizionale e gustosa: il Pollo con le Castagne.Ognuno conosce il proprio livello di Kasherut: se state iniziando da poco ad eliminare i cibi impuri, non preoccupatevi se non riuscite ad averla kasher. Sappiamo che in Italia leContinua a leggere “Kosher: Pollo alle castagne”

Il RaShaSh: il padre dei cabalisti, dallo Yemen a Gerusalemme

1720 – 1777 Il Rashash è considerato il padre di tutti i cabalisti sefarditi contemporanei. Il rabbino Sar-Shalom Mizrachi Didia ben Yitzchak Sharabi, noto come il “Rashash” nacque nel 5480 (1720) a Sana’a, la capitale dello Yemen. Dopo essere stato miracolosamente salvato da una situazione difficile, ha adempiuto al suo voto di andare in TerraContinua a leggere “Il RaShaSh: il padre dei cabalisti, dallo Yemen a Gerusalemme”

Nota dell’Autore: Con quest’ultima riflessione voglio portarvi ad esempio Noah il quale, dopo il Diluvio Universale, nonostante sia uomo giusto, si trova in una situazione di grave disagio. Probabilmente una metafora per far comprendere come il Male avesse acquisito forza (il Diluvio Universale avviene per spazzare via tutta la “corruzione” del tempo, ma salva Noah, la sua famiglia e gli animali) e, come è sempre il Male, nel post Diluvio, che lascia dietro di sé aridità e privazione di energia (buio). È così che, nuovamente il Male, procede ad alimentarsi (Cam) ma anche, e per fortuna, originano uomini giusti come l’altro figlio di Noah, Sem, e, successivamente, Abramo (e non solo), che riportano equilibrio.

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Destino degli ebrei sefarditi: quando i Nazisti arrivano in Maghreb, nella regione di Baba Sale

In occasione della Hilula di Rabbi Israel Abu’hatzira, più conosciuto come Baba Sale il termine non deriva dall’arabo come alcuni affermano ma significa “Il Grande Israel”. Orfano di madre a 10 anni e vedovo a soli 16, é molto conosciuto per la forza della sua preghiera, i lunghi digiuni, immensa conoscenza dalla halakha legge ebraica, non solo era Rabbino ma a 28 anni divenne Dayan Giudice Rabbinico e tutti i saggi del popolo ebraico concordano nel dire che fosse uno degli ultimi grandi cabalisti.

Campi da lavoro e di concentramento in Maghreb

  • I bambini ebrei sono ritirati dalle scuole
  • I Negozi e beni immobiliari sequestrati
  • Conti bancari “congelati”
  • Gli uomini sono deportati in campi da lavoro

Come hanno fatto gli ebrei del Marocco a sopravvivere ?

Vedremo insieme le tempistiche dello sbarco degli Alleati a Casablanca

Miracolosamente, gli ebrei dopo la sconfitta dei tedeschi, recupereranno sia i loro appartamenti che le attività commerciali.

Tuttavia la pace durerà ben poco: nel 1948 i paesi arabi ricominciano a tormentare gli ebrei ed a scacciarli verso il nuovo Stato d’Israele.
Potete approfondire qui se conoscete l’ingrese.
Esodo degli ebrei sefarditi: sfollamenti di oltre 800 mila persone.

Non esitate a condividere l’articolo e commentare !

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Apollonia: la portinaia che non restò indifferente

Questa é la storia narrata in tre piccoli libri digitali, realizzati dai ragazzi delle tre I^e della Venisti, Istituto Comprensivo Pugliese.
La buona portinaia – I^A
La brava portinaia Apollonia – Classe I^B
La portinaia Apollonia non rimase indifferente – I^C

I ragazzi hanno contribuito a ricordare una data chiave della nostra Storia: il Rastrellamento del Ghetto di Roma il 16 Ottobre del 1943 in cui oltre 1024 persone vennero inviate nell’orrore dei Campi. Di esse tornarono solo in 16, 15 uomini ed una donna; dei 207 bambini non si salvò nessuno. Oggi questa generazione racconta l’accaduto, rielaborando “La Portinaia Apollonia” di Lia Levi

Focalizzano così la loro attenzione sul valore umano e civile della responsabilità di ciascuno nel  salvare il prossimo. La Portinaia Apollonia non restò indifferente e salvò la vita del piccolo protagonista della storia e della sua mamma, rischiando la propria. Ciascuna classe ha rielaborato, con un laboratorio di scrittura creativa e uno artistico, la storia che ha visto drammatizzata in scena da tre insegnanti di Lettere.

Chi salva una Vita salva il Mondo

Talmud

Questa frase, erroneamente attribuita a testi estranei al Popolo d’Israele, trova le sue origini nel Talmud: saggezza ebraica messa per iscritto 1700 anni fà, a causa delle violente persecuzioni romane verso i maestri.

Ogni libricino racconta la storia rispecchiando le caratteristiche degli alunni delle tre diverse classi, convinti che la Memoria sia patrimonio di ciascuno che diventa competenza di vita per tutti. Anche per gli alunni più piccoli del Compresivo, cui i fratelli maggiori dedicano il loro lavoro, in un percorso di continuità educativa nel curricolo verticale. In ognuno dei libricini i ragazzi sono stati colpiti da alcuni particolari della narrazione e su quelli hanno incentrato i loro racconti. Disegni e parole sono il tentativo, da parte dei più piccoli, di avvicinarsi all’immane che si cela dietro il racconto della Levi, nella consapevolezza che l’indifferenza è stato il sostrato ideale perché la tragedia potesse compiersi. Questo il fulcro su cui si è inteso costruire il lavoro con i ragazzi, per sensibilizzarli alla responsabilità individuale.

Buona lettura e buona riflessione  a tutti!

Post in evidenza

Rav HaCohen Kook, una storia su cui meditare.

Orot HaTeshuva ed Ein Ya’akov : Religione, Intelletto, Lungimiranza.

Come un cerchio che si chiude, ma che al suo interno è pregno di significati importanti per l’Ebraismo e per l’allora Palestina Britannica poi Israele, il 3 di Elul 5695 (1 settembre 1935), muore a Gerusalemme, Abraham Isaac Hakohen Kook.

Sono esattamente passati sedici anni (1919) da quando, nello stesso giorno, lui giunse a Gerusalemme perché insignito Askenazi Chief Rabbi of Palestine il Grande Rabbino Askenazita.

Eminente kabbalista, conosciuto principalmente per Orot HaTeshuva e Ein Yaakov Rav Kook ha divulgato qualcosa di unico anche nel Mussar é riuscito ad esprimere in un solo movimento l’Etica e Mistica della Torah.

Kook, era un uomo all’avanguardia, illuminato, vegetariano. Consumava carne solo durante lo Shabbat o le feste ma sosteneva che è possibile santificare lo Shabbat con il latte rinunciando quindi alla carne. Il suo discepolo David Cohen Rav HaNazir a riunirne gli articoli sotto il nome di « Una visione di Vegetarianesimo e di Pace ».

Pregnato di una genìa importante che ne segnerà il percorso di vita, Rav Kook nasce a Grieva, in Lettonia da Rabbi Shlomo Zalman Hakohen Kook e da Perel Zlata Felman. Si forma nella Yeshivà di Volozhin, famosa perchè fortemente legata al Gaon di Vilna (al secolo Rav Elia ben Shlomo Zalman). Sono queste importanti influenze, assorbite nell’infanzia, a fare da humus per il suo pensiero dal quale origina la fusione di tradizione mitnagdiche e chassidiche.

Dipinto del Gaon Genio di Vilna 1720-1797

A 23 anni diventa rabbino e si sposa con la figlia di Rav Elia David Rabinowitz-Te’omim di Ponevezh, uno dei più grandi Rabbini dell’epoca, ma rimane vedovo due anni dopo, soffrendone immensamente. È il suo stesso suocero a suggerirgli di sposare Ratzia Rivka, dalla quale nel 1891 avrà un unico figlio Rav Zvi Yehuda Kook.

Nonostante fosse inseguito dall’Haskala egli considerava ogni ebreo come una luce, anche gli atei influenzati sin dall’epoca Napoleonica.

Scrive numerosi articoli controbattendo la laicità dei movimenti sionisti in sviluppo in Eretz Israel: il Manifesto della Torah da lui sostenuta dichiarava che ogni uomo poteva, nel suo piccolo, dare spiritualmente qualcosa al suo popolo e allo sviluppo e santificazione di essa. A fronte di una vita laica in Eretz Israel, non potevano mancare la Santificazione dello Shabbat e delle Feste Ebraiche

Nel 1904 Kook diventa responsabile del movimento laico sionista legato all’agricoltura: la caduta dell’Impero Ottomano permette per la prima volta dopo 1800 anni l’applicazione della Shemità le leggi relative al riposo della terra il 7 anno ed il prelievo della decima.

Nel 1911 inizia una corrispondenza con gli Ebrei Yemeniti con la dicitura Onorevoli Pastori della Congregazione di Dio. Costoro per 2500 non hanno mai lasciato lo Yemen dai tempi dalla distruzione del Primo Tempio: furono maledetti da Ezra per non esser tornati in Terra a costruire il Secondo Tempio.

Il Rav Kook unisce dopo migliaia d’anni d’esilio gli ebrei Ashkenaziti e Mediorientali per decidere insieme su come affrontare un momento unico della storia Ebraica.

Vicinissimo ai kibbutz e ai primi sabra, inizia ad avere un ruolo fondamentale all’interno dei loro kibbutzim e Moshavim: invia una delegazione di rabbini nei Kibbutz e nei Moshav di Samaria e Galilea. Questa azione suscita una forte diffidenza dalle autorità rabbiniche Europee: era incompresa la presenza di religiosi in posti dove la perdita della tradizione era ormai la norma.

Pilastro del Mussar Movimento etico e culturale ebraico fondato in Germania nel XIX secolo dal Rav Israel Santer bisnonno del Rav Dessler il Rav Kook sostiene alla conferenza di Agudat Israel quanto sia importante l’unione degli ebrei, ortodossi ed assimilati, alla costruzione di Eretz Israel.

Proprio perché le comunità ortodosse erano presenti da almeno cinque secoli sul territorio, le scuole di Tzfat, Hebron, Acco e Gerusalemme, era necessario collaborare tra ebrei, che fossero dell’ Occidente o Oriente

Per questo motivo fonda nel 1919 la prima Yeshivà Merkaz HaRav una stazione per molti vuole punto d’incontro per ogni ebreo desideroso di conoscere leggi e spiritualità ebraiche. Incoraggia così gli ebrei senza tradizioni a studiare e parlare di Torah.

Quando la sua anima ritorna ad HaShem dopo esattamente 16 anni e nel medesimo giorno in cui aveva accettato l’incarico di Rabbino Capo Askenazi sono presenti in 20mila a salutarne le spoglie, religiosi e non religiosi, orfani della sua persona e della sua visione unificatrice di Ebraismo e Sionismo.

All’attivo, oltre alla numerosa produzione libraria, lascia anche un elogio funebre per onorare Theodor Herzl. Per questo, riceve critiche dai religiosi perché Herzl era visto come un peccatore e incoraggiava l’assimilazione, ma Kook sostiene che Herzl merita un tale tributo perché D.O lo aveva scelto, in quel momento, per condurre il Popolo Ebraico alla Terra Promessa. Per Kook ogni uomo aveva una “scintilla” e quella scintilla, data da D.O, era un frutto di cui tenerne sempre conto.

Bibliografia

Orot 

Orot HaTeshuvah

Orot HaEmuna

Orot HaKodesh

Orot HaTorah

Chavos Pe’er

Eder HaYakar and Ivkei HaTzon

Ein Ayah

Ma’amarei HaRe’iyah

Midar Shur

Reish Mill

Post in evidenza

Scienza e Religione: La Crescita e gli Ostacoli

La società Occidentale ritiene che Scienza e Religione siano incompatibili e l’una tenda ad escludere l’altra. Nel mondo ebraico, in particolare ultra-ortodosso, questa dicotomia viene meno. Ricordiamo che i piú grandi dei nostri saggi erano Rabbini e Medici, Nahmanide nella Spagna del XV secolo ma anche Maïmonide alla corte del Re d’Egitto nell’XII secolo o Ovadia Sforno a Bologna nel 1500.

Per noi ebrei osservanti, non si puó guarire il Corpo senza prendersi cura dell’Anima.

Qui troverete la Biografia del Rav Psichiatra piú famoso del Web !

Scopriamo insieme la relazione tra le Aragoste e gli ostacoli da superare.♥️💮

Momento saggezza: gli Ostacoli

Levitico, Shemini: il corpo é un Tempio. Parasha in ebraico ed italiano

Shalom amici,
Siamo un pò di fretta questo venerdì, poco importa quanto ci si prepari prima… Ogni settimana speriamo di fare meglio della precedente !

La parasha in ebraico ed italiano

Qui trovate il PDF per leggere la parasha della settimana in ebraico ed italiano, interlineare. La traduzione non é perfetta (spero che lo sia un giorno col progetto de “Lo Sforno commenta la Torah con Rashi” , nb) ma almeno potete avanzare nella pratica dell’ebraico !

Lettura della parasha in ebraico

Trovate anche la lettura in ebraico sul nostro canale Youtube
Prima chiamata
Seconda chiamata
Terza chiamata
Quarta chiamata
Quinta chiamata
Sesta chiamata
Settima chiamata

Domanda del Kli Yaakar : perché la Torah menziona il rispetto delle Mitzvot dopo aver menzionato le leggi della kashrut ?

In questa parasha troviamo l’Inaugurazione del Tabernacolo, la prima Birkat HaKohanim la benedizione del Cohen, ed alla fine di parashat, la Torah conclude il tema della Kasherut le regole alimentari ricordandoci che Hashem ci ha fatto uscire dall’Egitto. Rashi nota che D.i.o ci sta insegnando una lezione fondamentale… L’Esodo era destinato solo al popolo ebraico per accettare il giogo delle mitzvot.

Shabbat Shalom uMevorakh 🙂

** Shlomo Ephraim ben Aaron Luntschitz, meglio conosciuto col nome del suo commento sulla Torah e pubblicato originariamente nel 1602. Il nome Kli Yakar deriva dai Proverbi 20,15 dove si dice che il discorso saggio è un “kli yakar”, un oggetto prezioso.

Migranti e Shoah : gli strani accostamenti culturali

La settimana scorsa è avvenuta una mostra a Torino Salotto Borghese, l’Italia agli Immigrati. La ragazza ritratta nel Opera è Pamela Mastropietro, violentata, uccisa e tagliata a pezzi dal suo aguzzino ritratto accanto a lei. Non si conosce la vera identità di Andrea Villa, oltre la voglia di shockare quale messaggio vuole veicolare ? LaContinua a leggere “Migranti e Shoah : gli strani accostamenti culturali”

La Memoria Ritrovata: Attilio Ascarelli, quando la Scienza aiuta la Storia

Nel 78° anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine non si può non ricordare la storia dell’ uomo che salvò dall’oblio i corpi delle 335 vittime.

È il 23 Marzo del1944 quando in via Rasella, poco distante da piazza Barberini a Roma, sta transitando con teutonica precisione il Polizeiregiment Bozen, composto da soldati altoatesini. I partigiani hanno preparato un ordigno esplosivo, celandolo all’interno di un carrettino per la spazzatura, che detona al passaggio dei soldati. Il resto degli ordigni viene lanciato dai tetti delle case vicine. Nell’azione di guerriglia, dal momento che Roma era stata occupata dai tedeschi, restano uccisi 32 soldati, che diventano 33 dopo alcune ore. Il generale Maeltzer, accorso sul luogo e sentitosi immediatamente col Feldmaresciallo Kesserling, ordina che per ogni tedesco ucciso debbano morire dieci italiani ( in principio avrebbero dovuto essere cinquanta). Il 24 Marzo vengono prelevati da Regina Coeli e dal Carcere di Via Tasso duecentosettanta persone. Il resto verranno presi tra gli Ebrei rimasti dopo il rastrellamento del 16 Ottobre dell’anno precedente. Vengono quindi portati nelle cave di pozzolana accanto alle Catacombe di San Callisto e a quelle di Domitilla, un luogo isolato in cui compiere indisturbati la loro rappresaglia, su cui è mantenuta la massima segretezza. Vengono fatti entrare cinque per volta in una piccola rientranza, una sorta di grotta all’interno della cava.

A occuparsi personalmente dell’esecuzione lo stesso Kappler, coadiuvato dal capitano Erich Priebke e dal capitano Karl Hass, che si alternano ai molti ufficiali. I corpi vengono ammassati in fondo alla grotta, ma inevitabilmente si ammucchiano e gli ultimi condannati sono letteralmente costretti ad arrampicarsi sui corpi dei loro compagni di sventura. Terminato l’orrido ufficio, i tedeschi minano gli accessi e anche i corridoi, volendo occultare le prove dei loro crimini. Le cariche, però, per la maggior parte non esplodono. Già il giorno dopo i giornali parlano della strage, pur ignorandone il luogo. Quei poveri corpi rimangono circa tre mesi in balia dell’umidità e dei topi saprofagi. Ai primi di giugno infatti gli Alleati entrano nella Capitale. Venuto a conoscenza che alle Ardeatine giacciono insepolti trecentotrentacinque corpi, il tenente colonnello Jhon R. Pollock ventila l’ipotesi di sigillare le cave e realizzare un monumento in ricordo. Ma le famiglie delle vittime si oppongono.

Simone Simoni Generale del Regio Esercito, arrestato a Roma il 22 Gennaio ’44 e detenuto nel carcere di via Tasso.

Vera, la figlia del generale Simoni, tra i caduti nell’eccidio, assieme a sua madre si fa portavoce delle famiglie, e chiede che le vittime possano essere riesumate e gli sia data degna sepoltura. Ha già contattato il professor Ascarelli, famoso anatomo patologo, che ha già fatto un sopralluogo. Pur convinto che l’idea sia pazzesca, afferma che tutto è possibile. Ascarelli è ebreo ed avendo frequentato le scuole con Pacelli, il futuro Pio XII, è riuscito a evitare il rastrellamento. Si sente investito di una grande responsabilità e accetta una sfida titanica: riuscire a ridare la dignità di un nome e di una storia a quel groviglio indistinto di corpi che giacciono nella cava.

Équipe del Professor Ascarelli

È il 26 Luglio del ’44 quando Ascarelli e la sua equipe, dopo che il sito era stato messo in sicurezza e che parti delle gallerie, con l’ufficio igiene, erano state adibite a vero e proprio reparto medico legale, inizia la rimozione e lo studio delle salme. Prima viene livellato il suolo delle gallerie e asportato il materiale di risulta delle frane, poi si isolano ed estraggono i singoli corpi, dai due cumuli di inesprimile orrore. Persino Ascarelli è sconcertato, come dimostrano le sue parole, che oltre che nei documenti ufficiali, sono raccolte in un libro che contiene i suoi resoconti di uomo oltre che di scienziato. Nella galleria A i corpi risultano sovrapposti in tre strati, fino a 5 nella galleria B. Molti presentano le gambe flesse sotto l’addome, quasi tutti hanno le mani legate dietro la schiena.

Équipe del professor Ascarelli al lavoro co alcuni poveri resti.

Sono i vestiti, o i piccoli oggetti, sfuggiti alla bramosia dei soldati che prima di spedirli alle cave li avevano derubati, ad aiutare a riconoscere le salme. Per tanti giorni una mesta processione di familiari porta pezzi di stoffa, visto che all’epoca i vestiti erano cuciti dai sarti che restituivano gli avanzi per farne delle toppe, affinché possano essere comparati. I più fortunati hanno inciso i nomi o le iniziali nei risvolti delle giacche. Ma vengono anche fatte accurate interviste ai familiari per scoprire abitudini, età, elavoro delle vittime, in modo da riconoscere i marcatori di categoria ed escludere quanti più soggetti possibile per arrivare all’attribuzione di identità.

La perizia e l’ostinazione dell’equipe di Ascarelli porta al riconoscimento di 322 vittime di cui 247 cattolici, 73 ebrei e 2 di religione non accertata che oggi riposano sotto un gigantesco monolite che gli fa da coperta della Memoria, in 335 sacelli, i cui numeri corrispondono all’ordine di esumazione. Del 2011 e 2012 altre tre identificazioni certe da parte del RIS: Marco Moscati ( sacello 283), Salvatore La Rosa ( sacello 273) e Michele Partito ( sacello 155).

Nell’Aprile del 2020, nonostante l’imperversare della pandemia, è stato possibile confermare finalmente l’identità di Marian Reicher, ebreo polacco di 42 anni, il cui Dna è stato comparato con quello del figlio David, che vive in Israele. A Luglio dello stesso anno anche i resti di Heinz Erich Tuchmann, ebreo tedesco di 33 anni, sono stati infine attribuiti, grazie alla comparazione col Dna del nipote Jeremy.

Mancano ancora 7 vittime al riconoscimento, che ancora giacciono sotto sacelli con la scritta Ignoto. Di queste 4 nomi sono conosciuti ma non attribuibili, mentre a tre di esse, a 78 anni dall’eccidio, non è ancora stato possibile dare un nome.

Mimeâmekim kratikha HaShem” dal più profondo ti ho chiamato… così recita la scritta in ebraico che commemora questi martiri e Ascarelli è riuscito a dare un nome a ciascuno di quegli uomini la cui storia rimane interrotta come monito, a noi che restiano, di quanto può la ferocia umana. È giusto che anche il suo di nome venga ricordato come colui che ritrovò la Memoria sepolta delle vittime delle Ardeatine.

Lo Sforno commenta Ki-Tissa: Israele ed il Vitello d’Oro

Shalom amici !
Ci ritroviamo in una delle sezioni più difficili della Torah, quella in cui Israele cade nel tranello dello Yetze Hâra, nonostante la Rivelazione collettiva ricevuta al Sinai.
Inizialmente i primogeniti avrebbero dovuto servire D.io nel Tabernacolo ma perderanno questo privilegio a causa della colpa del Vitello d’Oro, e sarà esclusivamente riservato alla tribù dei Levi.
I saggi insegnano che dopo l’arrivo del Messia, quando sarà ripristinato il Tempio di Gerusalemme, tutte le tribù riotterranno il ruolo dei Levi !

Lo Sforno commenta il Capitolo 32 di Shemot, l’Esodo

Momenti più importanti della Parasha

  • Ai figli di Israele viene chiesto di donare un mezzo siclo d’argento (unità di peso di metallo) per la costruzione del Tabernacolo. Le istruzioni sono date da Dio a Moshe per fare gli ultimi elementi di quest’ultimo:
  • Il Kiyor, un bacino d’argento, la cui acqua sarà usata dai sacerdoti per lavarsi le mani e i piedi prima del servizio nel Tabernacolo
  • L’Olio d’unzione usato per consacrare gli utensili del Tabernacolo e per intronizzare le Ketoret gli incensi bruciati sull’altare d’oro.

Aharonne Il Grande Sacerdote ed il Vitello d’Oro

Aharon il Cohen Gadol parlò al popolo dicendo: “Allentate i pendenti d’oro nelle orecchie delle vostre mogli, dei vostri figli e dei vostri figli e portateli da me”. Aharon sentiva che togliere i gioielli alle donne avrebbe richiesto tempo, scatenato negoziazioni e litigi… Poiché per natura una donna non cede i suoi abiti e tesori; difatto rifiutatorono tutte categoricamente ! Inoltre, esse capirono che un tale atto non poteva essere approvato dall’Onnipotente.
Gli uomini, animati dal desiderio di costruire un nuovo dio, decisero di donare i loro gioielli assieme ad altri oggetti, raccogliendo così una gran quantità d’oro in pochi giorni.

La ricerca era finita, Aharon gettò questa massa d’oro tra le fiamme di una fornace ardente preparata per lo scopo, temporeggiava in quanto ci vuole molto tempo per fondere l’oro prima che emerga qualsiasi forma (vedere Rambam – Hilkhot De’ot -Tratti del carattere).
Vi sono ragioni profonde per cui Aharon ‘partecipò’ alla colpa del Vitello d’Oro, ed i nostri saggi insegnano che chi lo accusa d’idolatria sbaglia (sarebbe stato ucciso assieme ai 3000 colpevoli) piuttosto tentò di farsi carico parzialmente della colpa d’Israele, affinché il popolo non venisse giudicato troppo severamente.
Ci sarebbe molto da scrivere ma possiamo fermarci qui e ricordare che…

Da quel giorno, gli uomini d’israele persero il diritto di portare dei gioielli, tranne il Cohen Gadol chiaramente.

Tikkun Haklali di Rabbi Na’hman: i 10 Salmi riparatori

Quattro anni per rivelare l’ordine dei Salmi Il Giorno di Shavuot La Pentecoste ebraica, una delle 3 feste di Pellegrinaggio, Rabbi Na’hman effettua un discorso in sinagoga e rivela che ha trovato le 10 melodie per riparare le conseguenze nefaste della Zera leVatala, Gettare il seme in vano… Il suo piu’ noto e grande discopoloContinua a leggere “Tikkun Haklali di Rabbi Na’hman: i 10 Salmi riparatori”

Sukkot: Lo strano comandamento che ci chiede d’esser felici

Sukkot e’ la sola che la Torah chiama ‘Hag Les 3 Mitzvot di Sukkot sono Vivere nella Sukka, avere e scuotere il Lulav e… RALLEGRARSI ! Come puo’ la Torah obbligarci a provare un sentimento ? Puo’ chiederci di mangiare Kasher, di non fare una melakha a Shabbat, d’ascoltare lo Shofar, di mangiare la matzaContinua a leggere “Sukkot: Lo strano comandamento che ci chiede d’esser felici”

Parasha Tetsavé: quando la Torah censura Mosé

Dopo la nascita di Mosè, la Torah cita il suo nome in ogni parashah sezione, eccetto per Tzaveh (Esodo 27:20-30:10) ; con l’aiuto del Ba’al Haturim possiamo scoprire l’origine di questa anomalia.

In Ki-Tissa, la parasha della prossima settimana, Mosè implora D.i.o di perdonare il popolo d’Israele per la colpa del Vitello d’oro e, poiché Egli Rifiuta, Mosè aggiunge alla sua supplica di cancellare il suo nome dall’intera Torah ma di non cancellare il Suo popolo.

Fare attenzione alle parole che si pronunciano

Oggi sappiamo che D.i.o Ha perdonato il popolo ebraico, ma esiste il principio seguente: se una persona importante pronuncia una maledizione condizionata, essa viene comunque adempiuta in qualche modo, anche se la condizione non viene soddisfatta (un esempio simile, seppur diverso, riguardano le parole nefaste di Giacobbe verso un ladro, causando la morte di Rachele la sua moglie amata) Nel nostro caso, il nome di Moshe non fu cancellato dall’intera Torah ma da una parashah: Tzaveh.

Capitolo 28 gli indimenti del Cohen Gadol

Il Ba’al Haturim spiega perché il nome di Mosè viene omesso proprio in Tzaveh

Quando D.i.o si Rivelò nel cespuglio ardente, ordinò a Mosè di liberare il popolo ebraico ma Mosè rifiutò ostinatamente (per un’intera settimana, vedere Or HaHaïm HaKadosh) e la Torah precisa che D.i.o ‘si arrabbiò’ con lui. Normalmente ci sarebbe stata una punizione, ma i versi continuano senza menzionarne alcuna; piuttosto viene detto esplicitamente che “Tuo fratello Aharon, il Levi, ti verrà incontro, accogliendoti” .

Nel Talmud é spiegato che Mosè doveva essere Il Cohen Gadol, il Gran Sacerdote, mentre Aharon un Levi, ma l’ostinazione di Mosè (anche se presente per modestia ed amore di suo fratello) gli tolse quest’onore. Questa interpretazione del Ba’al Haturim implica che l’omissione del nome di Moshe sia una specie di punizione, il che è molto difficile da capire. Moshe ha mostrato un incredibile Messirut Nefesh accettando di far rimuovere il suo nome dalla Torah affinché tutto il popolo d’Israele fosse risparmiato… Perché punirlo ? La risposta è che non era una punizione in sé, ma la testimonianza della sua dedizione.

Le Tre sezioni di Mosè

La Torah loda esplicitamente Mosè in due sezioni: in Beha’alotekha Hashem Testimonia della sua grande umiltà ed in Vezot Habrakha (Deut. 33:1 – 34:12) si raccontano i suoi successi (insegnamento di Rav Issakhar Frand). Il Ba’al Haturim c’insegna che vi è un terzo passaggio, nella nostra sezione, in cui si parla delle qualità di Moshe Rabbenu: rimuovere il suo nome dall’intera sezione é una lode, un omaggio alla sua grande Messirut Nefech sacrificio di sè, poiché Mosè era disposto a rinunciare a tutt per il bene del popolo ebraico.

Avere un nome ci separa dal Creatore ?

Rav Gedaliah Schorr porta il raggionamento oltre, afftermando che l’omissione del nome di Mosè rappresenta un alto livello d’amore tra Mosè ed Il Creatore. Secondo i nostri saggi, il fatto che la sezioni inizi con un Vaw “e” mostra un allusione di D.i.o verso Mosè, dicendogli:

“Io e te siamo uniti, insieme, poiché il nome procura l’identità di una persona (…) ma tu hai raggiunto un tale livello di sacrificio da (riuscire ad) omettere ogni barriera presente tra te e Me”

Sappiamo che il livello di Mosè è irraggiungibile per una persona qualunque, al di là della discessa delle anime, tuttavia ognuno può cercare un modo (al proprio livello) per far dono di sè, che sia donando un pò del proprio tempo, facendo degli sforzi o dando la beneficienza per aiutare gli altri. Moshe Rabbenu, il nostro Maestro, ci ha dimostrato che questa condotta (momentanea rinuncia) porta l’individuo a guadagne una ricompensa incommensurabile : una maggiore vicinanza a D.I.O.

Commento de Lo Sforno su Tetsavé, Estratto PDF

Qui trovate la diretta di Rav Somekh in cui ci spiega la realtà italiana del XV-XVI secolo, in cui Rav Ovadia Sforno scrisse il commento (pubblicato dal fratello), seguito dal PDF estratto dalla collana ‘Lo Sforno sulla Torah‘ tradotta e curata da Raziel Sefarim (pubblicazione estate 2022 ev)

Or HaHaïm: La Luce di ‘Haïm o la Luce della Vita ?

Amici del Giardino, vi proponiamo l’articolo inerente al corso sul Rav ‘Haïm ben Attar, un Santo conosciuto come Or HaHaïm HaKadoch, La Luce della Vita o La Luce di ‘Haïm, il suo nome in ebraico significa Vita. Grande cabbalista, famoso per il suo prezioso commento a tutta la Torah, intitolato appunto Or Hahaim, è unoContinua a leggere “Or HaHaïm: La Luce di ‘Haïm o la Luce della Vita ?”

Asino o Mulo ? חמור או פרד

Come molti di voi sapranno, in Europa le comunita’ ebraiche nei secoli si sono distinte tra Sfaraditi Sfarad ספרד significa Spagna ed Ashkenaziti Ashkenaze significa Germania… In realta’ vi e’ un significato molto piu’ profondo dietro ספרד L’ebraico e’ necessario per studiare la Torah Durante l’anno c’e’ un giorno speciale di digiuno: il 10 TevetContinua a leggere “Asino o Mulo ? חמור או פרד”

‘Hannuka, la festa delle luci, la festa dei farisei: domande e risposte

Shalom amici,
Parliamo di ‘Hannuka (la festa delle luci), in cui ricordiamo il miracolo spirituale della fiola d’olio allorché vi fu un altro grande miracolo: dei sacerdoti che sconfissero l’esercito più potente al mondo !

Più giù trovate nel dettaglio le intenzioni da avere durante l’accensione e quali giorni sono più propizi a determinate preghiere. Nel frattempo, proprio perché ‘Hannuka celebra la vittoria (fisica e) spirituale dei sacerdoti, possiamo chiederci: in quale modo i greci tentarono di distruggere spiritualmente Israele ?

Domande e Risposte

  1. ‘Hannuka, la festa delle luci, la festa dei farisei
  2. Gli Asmodei, chi erano e perché Dio li sterminò ?
  3. La prima cosa che fecero i greci a Gerusalemme: le lanterne
  4. I Greci-Yavan, perché la loro cultura spegne la luce?
  5. Le Settanta, la traduzione della Torah-Pentateuco in greco
  6. Hillel e Shammai, i Maestri Farisei: due ordini per illuminare il Mondo

❤️ La Sesta candela: pregare per la guarigione dei maladi
❤️ La Settima luce: dilungarci in preghiere, canti, salmi, in quanto salgono direttamente al trono di Dio senza barriere
❤️ L’Ottava luce, la più importante dopo la Prima candela: il Gaon di Vilna dice che questo giorno é così potente da avere la stessa forza di Yom Kippur, Il Giorno del Perdono (vedremo, con l’aiuto di Dio, anche la relazione tra Yom Kippur e Purim)… isogna chiedere TUTTO CIÒ di cui si ha bisogno, dettagliare ogni cosa presente e futura, in quanto é possibile abbattere tutti gli angeli accusatori che abbiamo creato con le nostre colpe.

📚 Per chi desidera leggere i nostri testi, vi ricordiamo che potete ricevere sia Il Messia di Gerusalemme (Maharal di Praga) che La Sorgente della Verità (parasha della settimana)
qui 👉 https://www.ibs.it/libri/editori/raziel-sefarim

Se avete delle domande, non esitare a scriverle nei commenti e, se vi é piaciuto l’articolo, condividete ^^

Shabbat Shalom ve ‘Hannuka Samea’h

Il Ligottaggio d’Isacco: affrontare gli ostacoli grazie alla Parola

Shalom amici del Giardino ! Prendiamo insieme qualche nozione evocata nel corso-audio su Rosh HaShana, il Capodanno ebraico, in cui celebriamo la Creazione dell’Essere Umano e riconosciamo la Sovranita’ di D-i-o Il Quale Si Manifesta con l’attributo di Giustizia: la Midat HaDin. Durante ogni festa, leggiamo un passaggio della Torah ed uno dei Profeti: aContinua a leggere “Il Ligottaggio d’Isacco: affrontare gli ostacoli grazie alla Parola”

Inizio ‘900, Edmond Fleg: Perché sono ebreo

Edmond Fleg era un ebreo cresciuto in una famiglia tradizionalista che, a causa dell’influenza della Haskala, negli anni si è allontanata dalle sue radici ebraiche incitati a diventare moderni e civilizzati. Qualcosa cambia quando Edmond trova un insegnante disposto a trasmettergli la conoscenza del popolo d’Israele : ebraico, grammatica talmudica, Midrash, Halakha – Legge ebraica,Continua a leggere “Inizio ‘900, Edmond Fleg: Perché sono ebreo”

Liturgia: Avinu Malkeinu o Padre Nostro ?

Con l’arrivo di Rosh HaShana Capodanno il Yom HaDin Giorno del Giudizio gli ebrei iniziano a prepararsi ; si riflette sull’anno trascorso e parte della liturgia include le famose Sli’hot ed anche l’Avinu Malkeinu Padre Nostro e Nostro Re. Questa caratteristica tipicamente ebraica è il Timore di D’io e l’Amore Devoto. In 2000 anni èContinua a leggere “Liturgia: Avinu Malkeinu o Padre Nostro ?”

Preghiera spontanea

Il Baal Shem Tov 1698-1760 era un uomo di grande coraggio e quando vedeva che una disgrazia stava per abbattersi contro il popolo ebraico, si recava in un certo luogo della foresta per isolarsi; lì accendeva un fuoco, meditava in preghiera e ciò che aveva deciso di realizzare diventava possibile: il miracolo si compiva, la disgrazia veniva revocata.

Quando il suo discepolo, il Maghid di Mezeritch 1704-1772 doveva intervenire per le stesse ragioni, andava nello stesso posto nella foresta e diceva: “Maestro dell’Universo, porgi l’orecchio. Non so più come accendere il fuoco, ma sono ancora in grado di dire la preghiera. E il miracolo si compì ancora una volta. Non so come accendere il fuoco, ma sono ancora in grado di dire la preghiera.

La generazione successiva ebbe Rav Moshe Lev di Sassov e, per salvare il suo popolo, andava anche lui nella foresta e diceva: “Non so come accendere il fuoco, non conosco più la preghiera, ma ricordo il luogo, dovrebbe bastare”. E questo era abbastanza.

Quando più tardi il rabbino Israel di Rijine voleva scongiurare una minaccia contro il popolo ebraico, si sedeva sulla sua sedia dorata nel cuore del suo castello, prendeva la testa tra le mani e si rivolgeva a Dio… Maestro del Mondo, non posso accendere il fuoco, non conosco la preghiera, non posso nemmeno trovare il posto nella foresta. Tutto quello che posso fare è raccontare questa storia, questo dovrebbe essere sufficiente. Di nuovo, il miracolo si è compiuto….

Rabbi Nahman de Bratslav (1772-1810) - Le Monde Orthodoxe

FRASE SU CUI MEDITARE, SECONDO GLI INSEGNAMENTI DI RABBI NA’HMAN DI BRESLEV

“Ascoltate! Nella vita, camminiamo su un ponte molto stretto. La cosa più importante è non cedere alla paura

מִי שֶׁאֵין לוֹ עַצְבוּת וְהוּא תָּמִיד בְּשִׂמְחָה, בְּוַדַּאי יִתְנַשֵּׂא

Colui che non si deprime ma, al contrario (nei momenti difficili) trova di cui rallegrarsi, sarà certamente elevato.

Sefer HaMiddot

Album Auschwitz: La Storia incredibile di Lili Jacob

La storia che apre la rubrica “I linguaggi della Memoria” ha inizio con un trasporto partito il 24 Maggio 1944 dal ghetto di Beregovo, in Ungheria. Fra i 3500 ebrei stipati nei carri bestiame, con direzione Auschwitz-Birkenau, c’è una famiglia proveniente dal piccolo centro di Bilke.Tra loro la giovane diciottenne Lili Jacob. La sua èContinua a leggere “Album Auschwitz: La Storia incredibile di Lili Jacob”

Evento di rilievo a Milano: La Cosa giusta

Conferenza Domenica 22/09 alle 15:00, Metro Porta Romana Il TAIG, Comitato per il trasferimento dell’Ambasciata italiana a Gerusalemme in collaborazione con l’ADI Amici d’Israele, presenta al Beth Shlomo la conferenza La Cosa Giusta HaDavar HaNa’hon. Parteciperanno all’evento Davide Riccardo Romano ADI, Roberto Zadik giornalista di Cultura e Storia Ebraica e Israeliana contemporanea con Abramo AlainContinua a leggere “Evento di rilievo a Milano: La Cosa giusta”

La Mishna risponde: l’uomo crea le religioni?

Shalom amici,
Condivido con voi questo studio della Mishna per rispondere ad una domanda assai diffusa in Europa, principalmente a causa delle filosofie propagate negli ultimi due secoli.

È D.i.o ad aver trasmesso una spiritualità (anima + rito, liturgia) al fine che l’uomo possa connettersi a Lui, oppure sono gli uomini ad aver inventato delle religoni?

Un maestro della Mishna disse: ‘I Kittiti adorano il fuoco e il popolo di Kedar adora l’acqua che spegne il fuoco, ma non hanno cambiato i loro dei. Ma il mio popolo ha cambiato i suoi dei in divinità da cui non ha tratto alcun bene”.

Il significato di questo Midrash è che l’uomo sceglie la divinità che gli è simile.

Come c’è un popolo che crede di essere parte del fuoco, così ogni popolo sceglie la propria divinità secondo la propria concezione del divino, e tutto questo anche se capisce che c’è una forza superiore che domina quella del suo popolo e, quindi, anche quella della divinità che ha scelto.

(L’uomo nell’immagine é un hindu ad aver tenuto alzato il braccio per 45 anni, in totale putrefazione senza essersi ma tagliato le unghia, in onore di Shiva.)

Dio Conduce l’Uomo là dove Vuol andare ma Israele deve compiere il suo ruolo e rispettarlo

Abbiamo spesso parlato di “Israele e le Nazioni” argomento centrale di ‘Hannuka in cui viene chiesto agli ebrei di accendere la luce ed illuminare le strade del Mondo. La Torah incoraggia il porsi le domande e ci ordina in Devarim 4,31-35 d’indagare sugli altri popoli, e promette che le vie della santità ci sono date a noi solamente. Le afflizioni dell’Esilio non ci hanno permesso di comunicare con le Nazioni e, nei rari casi in cui accadde (Disputa di Barcellona 1263), le Nazioni ci scacciarono perché non potevano accettare quello che udivano.

L’Uomo non ha Creato l’Universo e, certamente, alcuni popoli hanno creato delle religioni per numerose ragioni, tra cui la sete del potere; tuttavia questa non é la nostra storia e, seppur non siamo proseliti, la Mishna ci obbliga di saper rispondere all’apostata così come alle Nazioni che desiderano capire onestamente le Vie di D.i.o.

Deuteronomio 4, 31-35

Poiché il Signore, Iddio tuo, è Dio misericordioso; non ti lascerà in abbandono, e non ti sterminerà, e non dimenticherà il patto da lui giurato ai tuoi padri.
Sì, interroga pure intorno ai tempi antichi, decorsi prima di te, da quando Iddio ha creato l’uomo sulla terra, e (chiedi) dall’una estremità del cielo all’altra, se è mai avvenuta una cosa sì grande, o se ne fu udita una simile.
Se mai (cioè) alcun popolo ha udito la voce di Dio parlante di mezzo al fuoco, come udisti tu, e sia rimasto in vita.
O se alcun dio ha mai fatto una tal prova, di venire a prendersi una nazione di mezzo ad un’altra, con miracoli, segni e portenti, e combattendo con mano potente e braccio steso, e con fatti grandemente terribili, come tutto ciò ch’il Signore, Iddio vostro, ha operato per voi in Egitto, agli occhi tuoi.
Tu ne fosti fatto testimonio, in guisa da conoscere chi È il Signore, quegli è Iddio, né altri lo è fuori di lui.

Vi saluto con un video sul Midrash e non esitate a condividere o scrivere delle domande nei commenti.

Abra(ha)mo si ribella al Re idolatra della Torre di Babele

2# Il Midrash racconta la Genesi: L’Albero della Vita e le due Corone del Cielo

Shalom amici,Ecco il nostro articolo corrispondente alla lezione sul Midrash, in diretta Facebook ilLunedì alle 20.30 ore italiane; a fine articolo troverete la playlist delle lezioni già effettuate. “E fu sera e fu mattina” così giunge il terzo giorno della Creazione. Le acque si riuscono e la Terra emerge. Vengono creati gli alberi, che inizialmente,Continua a leggere “2# Il Midrash racconta la Genesi: L’Albero della Vita e le due Corone del Cielo”

Giornata della Cultura Ebraica: eventi da non mancare e libri in wishlist

Molti di voi hanno sicuramente avuto eco delle attività proposte nel Quartiere ebraico di Roma: visite guidate al Tempio Maggiore eal Tempio Spagnolo, il Ghetto Tour sia in inglese che in italiano, senza dimenticare i laboratori didattici per bambini dai 6 ai 10 anni alla scoperta delle feste ebraiche. Tuttavia l’Italia è ricca di MuseiContinua a leggere “Giornata della Cultura Ebraica: eventi da non mancare e libri in wishlist”

Talmud: é permesso rubare i non-ebrei?

Shalom amici,
Tra le numerose domande ricevute, mi sembra giusto rispondere a quella che racchiude diversi luoghi comuni sugli ebrei (avari, banchieri, prestano soldi ad interesse, ladri) dovuti principalmente alle strategie politiche del Vaticano, il quale per secoli impose agli ebrei dei mestieri odiati (ad esempio: esattori delle tasse) ma, spesso, questi commenti rimandano a dei passaggi del Talmud !
Vi assicuro che non basta scrivere su un forum “Bava Batra 35a” o “Bava Kamma 113b” per rendere una bugia veritiera, tuttavia pochi approfondiscono le fonti. Alcuni siti come Sefaria.org hanno il Talmud disponibile gratuitamente, col testo ebraico/aramaico accompagnato dalla traduzione inglese, versetto per versetto.

L’Etica e la Morale dei Maestri israeliti

Quello che ferisce di più non é tanto la domanda di per sè, ma il fatto che i comportamenti di cui siamo accusati, ad esempio “È vietato rubare ma se la vittima è lui/lei allora é permesso” non sono veicolati dalla Torah (Deut. 22:3) e men che meno dai maestri israeliti. Se alcuni filosofi greci insegnano “Fai quel che dico ma non fare quel che faccio” le massime dei padri (Mishna Avot) riportano gli insegnamenti di uomini (rabbini) che dedicarono la loro vita ad una particolare qualità morale.

La storia del Rabbino Shimon ben Sheta’h: l’asino ed il diamante

Il Talmud di Gerusalemme (Bava Metzia 2b) narra la storia di Rabbi Shimon ben Sheta’h il quale rifiutava di trarre profitto economico dalle sue conoscenze toraiche, per questo lavorava vendendo lino all’ingrosso.*** I suoi discepoli, infastiditi nel vedere il maestro portare dei pesanti rotoli di lino sulla schiena, insistettero nel comprargli un asino.

Enfants du peuple sur une charrette tirée par un âne. Gravure sicilienne du 19e siècle

Quando riuscirono a convincere il maestro, gli allievi andarono al mercato e comprarono l’asino ad un mercante arabo. Sulla strada del ritorno, notarono un oggetto brillare al collo dell’animale… Un diamante!

Entusiasti, corsero dal maestro ed annunciarono:
– Rabbi! Non dovrete più lavorare, guardate le dimensioni di questo diamante!
– Dove l’avete preso?

Quando il maestro udì tutta la vicenda, Rabbi Shimon ben Sheta’h restituì personalmente il diamante al mercante e spiegò agli allievi: “Il commerciante ha accettato di vendervi un asino, non un asino con un diamante.”

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Il mercante, sbalordito nel vedere il Rabbino restituire il diamante, esclamò: “Che sia benedetto Il D-i-o degli israeliti, Il Quale Ha ordinato di restituire gli oggetti perduti! Che siano benedetti coloro che rispettano Le Sue Leggi!”

Sulla strada del ritorno, Rabbi Shimon disse ai suoi discepoli: ascoltare quest’arabo lodare Dio, vale molto più di qualsiasi diamante!
** All’epoca del Rav, in Israele tutti studiavano la Torah e rispettavano la legge, quindi era possibile lavorare e studiare. Tuttavia, negli ultimi 15 secoli, le persecuzioni che il popolo ha ricevuto, hanno reso lo studio raro, pochi maestri hanno avuto la capacità di trasmettere gli insegnamenti (i testi erano imparati a memoria). Oggi il popolo ebraico ha lo statuto di “neonato rapito e cresciuto dagli idolatri” dato che é più facile avere accesso a Netflix o alla filosofia greca-latina, che non alla Torah.

Per chi non ha seguito il Caffè Torah in diretta sulla nostra pagina Facebook, può visualizzare la ridiffusione qui. Shavua tov!

Ben Ish ‘Haï: Psicologia femminile a Bagdad nel XIX secolo.

Uno degli argomenti più comuni degli antisionisti è considerare gli ebrei israeliani principalmente ex-europei, e quindi coloni. Quello che ignorano è che le più grandi comunità ebraiche sono Medio-Orientali: Iran Persia, Iraq Babele, Yemen, ed esistenti da circa 2500 anni. In altre religioni, il Clero è spesso sinonimo di censura e considera un vantaggio avereContinua a leggere “Ben Ish ‘Haï: Psicologia femminile a Bagdad nel XIX secolo.”

Rav Yishaya Horowitz – Shela HaKadosh: preghiera per ottenere una discendenza benedetta.

Shalom amici!
Questa sera inizierà un nuovo mese e quindi festeggeremo Rosh ‘Hodesh SIVAN, il terzo mese. E’ un momento propizio per chiedere di sposarsi, fondare una famigia ed ottenere dei figli saggi e giusti, una famiglia acquisita con cui andare d’accordo e tanto altro.

La Preghiera dello Shela, uno dei 3 uomini d’Israele ad esser chiamato Santo

Dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme e la perdita della profezia; solamente tre uomini sono chiamati “HaKadosh-Santo”:

  • Rabbi Yehuda HaNassi, il Principe d’Israele ed autore della Misha
  • Rav Yeshaya Horowitz conosciuto come Shela (Domanda) acronimo del suo commento  Shnei Lou’hot HaBrit 
  • Rav ‘Haïm Ben Attar, conosciuto col nome del suo commento sulla Torah Or Ha’Haïm

Testo in ebraico, italiano e translitterato, intraparagrafo

Non esitate a scaricare il file e condividerlo a chi ne ha bisogno !
Sperando che possiate annunciarmi presto belle notizie 🙂