Amici del Giardino, vi proponiamo l’articolo inerente al corso sul Rav ‘Haïm ben Attar, un Santo conosciuto come Or HaHaïm HaKadoch, La Luce della Vita o La Luce di ‘Haïm, il suo nome in ebraico significa Vita. Grande cabbalista, famoso per il suo prezioso commento a tutta la Torah, intitolato appunto Or Hahaim, è uno dei quattro uomini della storia Ebraica ad avere il titolo di Kadoch.

Rav Haim era un orefice, viveva in Marocco e dedicava quattro ore alla settimana alla scrittura del suo commento. Per lui il tempo era prezioso, proprio perché lo destinava a santificare ogni aspetto della sua vita. Un giorno accadde che, in prossimità di Shabbat, il re gli commissionasse un prezioso anello di fidanzamento per sua figlia, ma egli si rifiutò di accontentarlo, facendolo infuriare tanto che questi lo fece gettare in una fossa di Leoni.

Qui rimase tre giorni senza che i leoni gli facessero alcunché. Essendosi egli santificato, infatti, gli animali non ne riconoscevano la natura animale e lo lasciarono tranquillo. Ancora oggi in Marocco questa storia viene raccontata.
Nei suoi tanti viaggi si recò anche a Livorno, di cui raccontava ai suoi discepoli meraviglie per come era stato accolto dalla ricca comunità del luogo, che si era messa a sua disposizione offrendosi di pubblicare le sue opere. Quando egli viveva in Marocco la comunità era stata colpita da una dura tassazione da parte ottomana, in più i delatori facevano il resto. Dalle corrispondenze del Rav si evince che nonostante fosse stato privato di tutti i suoi beni, gli Ottomani continuavano a vessarlo. Per questo l’opulenta accoglienza ricevuta a Livorno, ma soprattutto la gioia manifestata dalla comunità lo avevano folgorato, spingendolo a consigliare ai discepoli della sua Yeshiva a Gerusalemme, di visitare la città italiana. Il suo discepolo Haim Yossef David Azulai, conosciuto come l’Hidà, seguì il suo consiglio, tanto da divenire Rabbino di Livorno e da essere sepolto in quella città.
Oggi visitare la tomba di Rav Haim Ben Attar sul Monte degli Ulivi, è estremamente indicativo.
Egli, essendo marocchino, era un Ebreo Sfarad, eppure l’80% dei visitatori della sua tomba sono Hassidim, cioè Ashkenaz. Questo perché un giorno il Baàl Shem Tov, l’ispiratore del movimento Hassidico, durante il pasto di Shabbat, dopo aver meditato, si rivolse ai suoi discepoli, annunciando loro che il Leone d’Oriente si era addormentato. Non capendo a cosa si riferisse, i discepoli gli chiesero spiegazioni e allora il Baàl Shem spiegò loro che il Rav Or Hahaim Hacadoch era morto.

Lui lo sapeva in virtù del fatto che esisteva un segreto riguardo il netylàt yadàyim, il lavaggio delle mani, che poteva essere conosciuto solo da un uomo per volta a generazione. Quel segreto era conosciuto dal Rav Haim Ben Attar Or Hahaim Hakadoch, almeno fino al momento in cui, morendo, era passato in eredità al Baàl Shem. Entrambi questi grandi uomini avevano cercato di incontrarsi, a Costantinopoli, ma ogni volta tempeste e accidenti naturali avevano impedito questo incontro dell’Ebraismo Mediterraneo con quello dell’Europa Orientale.
Un’altra storia particolare che riguarda Rav Haim riguarda il suo tentativo di trovare un dialogo con i Caraiti, gli ebrei di origine turca, assimilati. Un giorno discendendo per una scalinata a Gerusalemme, proprio mentre si recava in visita da loro, incespicò in un gradino ruzzolando di sotto. La santità di Or Hahaim lo spinse a indagare questo evento, sicché chiese ai suoi discepoli di scavare sotto quel gradino. Proprio sotto la pietra di inciampo i discepoli fecero una straordinaria scoperta: i libri di RaMBaM, cioè di Rabbi Mosheh Ben Maymon, conosciuto dagli occidentali come Maimonide.

Rav Haim allora decise di interrompere qualsiasi tentativo di mediazione con i Caraiti, preconizzando loro che non avrebbero più potuto radunare un Minian.
Dopo la discesa delle generazioni, per cui non ci sono più così tante grandi menti atte a penetrare i segreti dello Zohar, l’unico commento che porta una Luce accessibile a tutti è proprio l’ Or Hahaim. Questa sua luce assieme alla santità del Rav, ci permettono di essere trasportati sulle sue spalle verso le vette della Santità di Hashem che altrimenti ci sarebbero precluse.

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