Shalom amici.
Il 28 Iyar, secondo mese biblico unisce storia e profezia : è il giorno in cui, nel 1967, il popolo ebraico tornò a Gerusalemme. Lo stesso giorno della Hilulà, anniversario del decesso del Profeta Samuele, Shmuel haNavi. Coincidenze ? O segnali per chi sa ascoltare ?
L’occupazione giordana : una ferita aperta
Dopo la dichiarazione d’indipendenza di Israele nel 1948, la parte orientale di Gerusalemme – inclusa la Città Vecchia e il Kotel – fu occupata illegalmente dalla Giordania. Nonostante l’ONU avesse previsto uno statuto internazionale per la città, l’esercito giordano espulse con la forza tutte le famiglie ebree che vivevano lì da secoli — alcune risalenti persino all’epoca delle crociate.

Fu dato loro un ultimatum di appena un’ora per lasciare le proprie case.
Nessuna possibilità di portare con sé mobili, libri, oggetti sacri. Tutto fu saccheggiato o distrutto. Sinagoghe storiche furono bruciate o trasformate in stalle, le lapidi del cimitero ebraico sul Monte degli Ulivi usate per lastricare strade e orinatoi pubblici.
Per 19 anni, gli ebrei non poterono avvicinarsi al Kotel, il Muro del Pianto, lo osservavano da binocoli, fuori dalle mura. Nessuna preghiera. Solo assenza.
Yerushalayim shel Zahav : il canto che ruppe il silenzio

Nel 1967, pochi giorni prima della guerra, Yerushalayim shel Zahav incanta l’Eurovisione infrangendo il tabù : si può piangere Gerusalemme.
(Precisiamo che “D’oro” é perché al tramonto, le pietre di Gerusalemme diventano rosa e poi dorate… Nulla a che vedere con la cupola della moschea dorata, Al-Aqsa)

“Almeno abbiamo Tel Aviv,” si diceva. Ma quella canzone trasformò le lacrime represse in parole, e le parole riaprirono le preghiere silenziose, rimaste dentro il cuore del sabra.
Fu più di una melodia: fu profezia. Pochi giorni dopo, i paracadutisti entrarono nella Città Vecchia, gridando:
“Il Monte del Tempio è nelle nostre mani!”
Il miracolo del ritorno: 28 Iyar 5727 (1967)

Il comandante Motta Gur annunciò via radio:
“Har HaBayit BeYadenu!” “Il Monte del Tempio (letteralmente de “La Casa” di Dio è nelle nostre mani)
Lo stesso giorno della Hilulà di Shmuel haNavi, Samuele, il profeta che unse il primo re d’Israele Shaul e Re Davide. Non è solo storia, ma un segno dal Cielo, tra politica e profezia.
Shmuel, Il Profeta Samuele : guida eterna
Profeta, giudice, uomo giusto. La sua tomba, vicino a Ramah, è oggi tra le più pellegrinate. Shmuel non cedette mai al consenso:
Chi guida davvero il popolo?
A chi appartiene la voce finale?
Gematria, Valore Numerico 28 : la forza spirituale

In gematria, 28 è כ”ח — Koa’h, forza, ma non militare.
La vera forza è sapere ascoltare la voce di Dio nella Storia. È restare connessi al ritmo sacro del tempo. Koa’h è anche l’antenato di Samuele, (Talmud Sanhédrin 110a) discendente della tribù di Levi, ma la sua ambizione politica lo porta a contestare l’ordine spirituale stabilito da Dio. Contrariamente a lui, Samuele ripara quell’errore e si annulla dinanzi alla volontà divina.
É quindi con forza che il popolo ebraico recupera la sua capitale eterna con dignità, memoria e identità.
Cosa insegna il 28 Iyar?
- La storia ha un disegno divino
- Gerusalemme non è simbolo politico, ma vocazione eterna
- La vera sovranità è responsabilità davanti a Dio
Verso la Gerusalemme futura
Il ritorno a Gerusalemme è anche inizio della Redenzione. Il Mashia‘h ricostruirà il Terzo Tempio Eterno di Gerusalemme, il Beit HaMikdash, con un cortile aperto a tutte le nazioni, come profetizzato: כִּי בֵיתִי בֵּית תְּפִלָּה יִקָּרֵא לְכָל הָעַמִּים
La Mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le nazioni – Isaia 56:7
A tutti i popoli sarà chiesto solo di seguire i Sette Precetti di Noa’h, fondamento morale universale.
Preghiera finale
Che possiamo meritare di vedere Yerushalayim ricostruita nella sua interezza, come promesso:
“Rallegratevi con Gerusalemme ed esultate per essa” Isaia 66:10
E che i nostri occhi vedano il giorno in cui la voce del profeta Shmuel si unirà a quella del Mashiah, figlio di David (da parte di padre, vedere la sezione di questa settimana Bamidbar-Numeri 1:2) per portare giustizia e pace su tutta la Terra.
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