Derekh HaShem La Via di D’O: 2. L’Uomo in questo Mondo e la Prosperità dei Malvagi

Rubrica a cura di Rita La Rosa, articolo basato sul corso di T. Rebecca Speranza del Martedì alle 20.30 su Facebook e Youtube Libro disponibile in edizione tascabile Inglese-Italiano. Per chi desidera recuperare le lezioni precedenti, qui trovate gli articoli con video in ordine cronologico.

L’imperfezione dell’Uomo

Fintanto che respiri HaShem pensa che il Mondo abbia bisogno di te (Cit…….)

Teniamo ben a mente che: non si può agire male e subito morirne, così come non é possibile essere ricompensati nell’immediato se facciamo del bene. É nella storia di Adamo! Quando mangia il frutto che gli era stato proibito, Adamo acquisisce la consapevolezza che morirà ma, in effetti ciò accadrà dopo ben 930 anni. Esiste anche la certezza che ogni errore commesso potrà essere riparato. E, qualora si sbagli, considerata l’imperfezione dell’Uomo, non si dovrà cedere alla voglia di dubitare di noi stessi, perché é la sofferenza a purificarci. Finché avremo vita ci sarà data l’opportunità di migliorare e di riparare agli errori. Ma non bisogna pensare che fare del bene provvede all’ottenimento di una ricompensa futura.

Perché il male esiste?

Maimonide, detto anche RaMBaM (acronimo di Rabbi Moshe ben Maymon), nei tredici principi della fede ebraica annovera anche lo studio e la comprensione di ciò che si studia ( l’Uomo può capire alcune cose grazie allo studio e all’approfondimento) Ma é Luzzatto (RaMCHal, acronimo di Rabbi Moshe Chaim Luzzatto) a sostenere che fra questi tredici attributi di fede, quattro non possono essere compresi in questo mondo altrimenti non avremmo il libero arbitrio. Ad esempio non arriviamo al mistero della resurrezione dei morti o qual è il criterio per il quale una persona è uno Zaddiq (giusto) piuttosto che malvagio. Il non avere accesso a tali misteri non ci preclude però, in questa vita, di progredire, migliorare e di implementare la connessione con HaShem e, soprattutto, non deve portarci a pensare che il sopportare qualunque sofferenza ci regalerà una ricompensa in Paradiso. Questo non è il “sentire” ebraico!

Puliamoci delle cattive azioni

L’Uomo è dotato di libero arbitrio, di una parte materiale, il corpo, e di una parte spirituale, l’anima, suddivisa in cinque livelli di cui, qui, citiamo i primi tre: nefesh (נפש), la più vicina alla materia, ruach (רוח), il pensiero, e neshamà (נשמה), quella più elevata. Attraverso i pensieri, le azioni, le parole, creiamo una realtà personale che ci seguirà dopo la morte. Dunque, seppur in maniera “allegorica”, possiamo immaginare un’anima che dovendosi elevare, perché quello è il desiderio supremo di ogni anima, non può portarsi appresso il fardello di una parte di realtà poco edificante. Si ferma in una zona dove potersi purificare del peggio, nel Gheinom (Inferno), alfine di poter proseguire il viaggio di elevazione,verso i livelli superiori, con il solo carico di “bene”.

Quanto c’è in Terra esiste in Cielo. Noi, sulla Terra, con azioni, parole, pensieri, forgiamo una realtà che si specchierà in cielo.

Non dimentichiamo che tutto è D-O. Pertanto saremo sottoposti a una valutazione minuziosa di “quanto ha fruttato la nostra permanenza sulla Terra perché siamo qui, ora, per uno scopo di “costruzione”. Verrà valutato quanto bene e male abbiamo fatto, quanto bene e solo bene, o quanto male e solo male. E chi ha vissuto solo nel male e si è ravveduto sarà comunque ricompensato ma sulla Terra e non certo con beni materiali. La ricompensa per il bene prodigato, invece, sarà nel Mondo Futuro (perché è un Mondo Infinito). Ricordate dal capitolo precedente la costruzione di una comunità perfetta? Coloro che perseguono il male, possono sì prosperare sulla Terra ma la loro anima non riuscirà a ripulirsi delle nefandezze e sarà messa da parte: non collaborerà alla costruzione di una comunità perfetta. E quando si dice “fare del bene”, non si vuole sostenere che la vita deve essere sofferenza, eremitaggio, disperazione, privazione, bensì sapere distinguere il bene dal male, quali sono le azioni, le parole, i pensieri, che permettono l’elevazione ad un livello superiore più vicino ad HaShem. Seguire i precetti (per ebrei e non ebrei) aiuta a “camminare” in un percorso di luce che altrimenti resterebbe buio.

Alla tavola di Shlomo, lo Tzadik Yanuka

Lettera di Shabbat con i commenti dello Tzadik Yanuka, Rav Shlomo Yehuda Beeri, sulla parashà di Reeh (Devarim/Deuteronomio). Traduzione in italiano, con orari di Shabbat per Milano e Roma.

Oggi ricordiamo Il Beltzer Rebbe : R. Aharon Rokea’h di Belz

Amici, In occasione della Hiloulà (anniversario del decesso), oggi, del nostro maestro Rabbi Aharon di Belz, con emozione vilieto di farvi scoprire, in breve, il suo percorso di vita. Chi parla del Tzaddik nel giorno della sua Hiloulà, costui pregherà per lui! Accendete una candela e dite: «Likhvod haRabbi mi-Belz, zékhouto taguèn ‘alénou» quindi pregate…


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2 risposte a “Derekh HaShem La Via di D’O: 2. L’Uomo in questo Mondo e la Prosperità dei Malvagi”

  1. Avatar anacletobarsotti
    anacletobarsotti

    Shalom esiste il libro in italiano? Grazie mille Anacleto Barsotti anacobarsotti@libero.it

    Piace a 1 persona

  2. Avatar Rita La Rosa
    Rita La Rosa

    Anacleto, Shalom! Io ho trovato (attraverso Amazon) questa versione

    Derech-HaShem La Via di Dio tradotto da Fabrizio del Tin

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