Quando tocca a noi cercare

Il nipote di Rabbi Baruch di Mesbiž, Jehiel, giocava un giorno a nascondino con un altro ragazzo. Egli si nascose ben bene e attese che il compagno lo cercasse. Dopo aver atteso a lungo uscì dal suo nascondiglio, chiedendosi dove fosse finito il suo compagno, ma l’altro non si vedeva. Jehiel si accorse allora che quello non lo aveva mai cercato. Questo lo ferì a tal punto che lo fece piangere e sempre piangendo corse nella stanza del nonno e si lamentò del cattivo compagno di gioco.

Gli occhi di Rabbi Baruch, il nipote del Baalshemtov, allora, si riempirono di lacrime ed egli disse:” Cosi dice anche D’-o... Io mi nascondo, ma nessuno mi vuole cercare

Quello a cui fa riferimento Rabbi Baruch non è il Deus Absconditus, l’ Ein Sof , il D’-o che è inafferrabile e che riposa inaccessibile nelle profondità del suo essere. Rabbi Baruch, e le sue lacrime lo dimostrano, intende il D’-o vivente dell Torah, quello che che dice di sé di essere geloso del suo popolo, in quanto lo ama di un amore onnipervasivo e per cui non lesina segni concreti intervenendo direttamente nella sua Storia, per portarla a compimento.

Questa storia hassidica ci mostra che D’-o ha bisogno non solo delle nostre preghiere, ma del nostro cuore come fenditura dal quale affacciarsi nel mondo per far trapelare la sua Luce e il suo Amore. Se le parole restano solo sulle labbra, ma non sgorgano dal cuore, ecco allora che D’-o , come Jehiel, soffre perché nessuno corre a cercarlo, quando invece il patto con Lui era proprio questo. Tante volte nella Torah D’-o necessita di questo atto di volontà da parte dell’uomo, che ne implica la responsabilità individuale della ricerca.

Senza questo slancio dell’uomo verso il Cielo l’umanità rimane orfana di ciò che più ha di prezioso nella sua essenza, farsi cioè squarcio nel muro della Storia perché possa palesarsi D’-o .

Alla tavola di Shlomo, lo Tzadik Yanuka

Lettera di Shabbat con i commenti dello Tzadik Yanuka, Rav Shlomo Yehuda Beeri, sulla parashà di Reeh (Devarim/Deuteronomio). Traduzione in italiano, con orari di Shabbat per Milano e Roma.

Oggi ricordiamo Il Beltzer Rebbe : R. Aharon Rokea’h di Belz

Amici, In occasione della Hiloulà (anniversario del decesso), oggi, del nostro maestro Rabbi Aharon di Belz, con emozione vilieto di farvi scoprire, in breve, il suo percorso di vita. Chi parla del Tzaddik nel giorno della sua Hiloulà, costui pregherà per lui! Accendete una candela e dite: «Likhvod haRabbi mi-Belz, zékhouto taguèn ‘alénou» quindi pregate…


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