Parasha Tetsavé: quando la Torah censura Mosé

Dopo la nascita di Mosè, la Torah cita il suo nome in ogni parashah sezione, eccetto per Tzaveh (Esodo 27:20-30:10) ; con l’aiuto del Ba’al Haturim possiamo scoprire l’origine di questa anomalia.

In Ki-Tissa, la parasha della prossima settimana, Mosè implora D.i.o di perdonare il popolo d’Israele per la colpa del Vitello d’oro e, poiché Egli Rifiuta, Mosè aggiunge alla sua supplica di cancellare il suo nome dall’intera Torah ma di non cancellare il Suo popolo.

Fare attenzione alle parole che si pronunciano

Oggi sappiamo che D.i.o Ha perdonato il popolo ebraico, ma esiste il principio seguente: se una persona importante pronuncia una maledizione condizionata, essa viene comunque adempiuta in qualche modo, anche se la condizione non viene soddisfatta (un esempio simile, seppur diverso, riguardano le parole nefaste di Giacobbe verso un ladro, causando la morte di Rachele la sua moglie amata) Nel nostro caso, il nome di Moshe non fu cancellato dall’intera Torah ma da una parashah: Tzaveh.

Capitolo 28 gli indimenti del Cohen Gadol

Il Ba’al Haturim spiega perché il nome di Mosè viene omesso proprio in Tzaveh

Quando D.i.o si Rivelò nel cespuglio ardente, ordinò a Mosè di liberare il popolo ebraico ma Mosè rifiutò ostinatamente (per un’intera settimana, vedere Or HaHaïm HaKadosh) e la Torah precisa che D.i.o ‘si arrabbiò’ con lui. Normalmente ci sarebbe stata una punizione, ma i versi continuano senza menzionarne alcuna; piuttosto viene detto esplicitamente che “Tuo fratello Aharon, il Levi, ti verrà incontro, accogliendoti” .

Nel Talmud é spiegato che Mosè doveva essere Il Cohen Gadol, il Gran Sacerdote, mentre Aharon un Levi, ma l’ostinazione di Mosè (anche se presente per modestia ed amore di suo fratello) gli tolse quest’onore. Questa interpretazione del Ba’al Haturim implica che l’omissione del nome di Moshe sia una specie di punizione, il che è molto difficile da capire. Moshe ha mostrato un incredibile Messirut Nefesh accettando di far rimuovere il suo nome dalla Torah affinché tutto il popolo d’Israele fosse risparmiato… Perché punirlo ? La risposta è che non era una punizione in sé, ma la testimonianza della sua dedizione.

Le Tre sezioni di Mosè

La Torah loda esplicitamente Mosè in due sezioni: in Beha’alotekha Hashem Testimonia della sua grande umiltà ed in Vezot Habrakha (Deut. 33:1 – 34:12) si raccontano i suoi successi (insegnamento di Rav Issakhar Frand). Il Ba’al Haturim c’insegna che vi è un terzo passaggio, nella nostra sezione, in cui si parla delle qualità di Moshe Rabbenu: rimuovere il suo nome dall’intera sezione é una lode, un omaggio alla sua grande Messirut Nefech sacrificio di sè, poiché Mosè era disposto a rinunciare a tutt per il bene del popolo ebraico.

Avere un nome ci separa dal Creatore ?

Rav Gedaliah Schorr porta il raggionamento oltre, afftermando che l’omissione del nome di Mosè rappresenta un alto livello d’amore tra Mosè ed Il Creatore. Secondo i nostri saggi, il fatto che la sezioni inizi con un Vaw “e” mostra un allusione di D.i.o verso Mosè, dicendogli:

“Io e te siamo uniti, insieme, poiché il nome procura l’identità di una persona (…) ma tu hai raggiunto un tale livello di sacrificio da (riuscire ad) omettere ogni barriera presente tra te e Me”

Sappiamo che il livello di Mosè è irraggiungibile per una persona qualunque, al di là della discessa delle anime, tuttavia ognuno può cercare un modo (al proprio livello) per far dono di sè, che sia donando un pò del proprio tempo, facendo degli sforzi o dando la beneficienza per aiutare gli altri. Moshe Rabbenu, il nostro Maestro, ci ha dimostrato che questa condotta (momentanea rinuncia) porta l’individuo a guadagne una ricompensa incommensurabile : una maggiore vicinanza a D.I.O.

Commento de Lo Sforno su Tetsavé, Estratto PDF

Qui trovate la diretta di Rav Somekh in cui ci spiega la realtà italiana del XV-XVI secolo, in cui Rav Ovadia Sforno scrisse il commento (pubblicato dal fratello), seguito dal PDF estratto dalla collana ‘Lo Sforno sulla Torah‘ tradotta e curata da Raziel Sefarim (pubblicazione estate 2022 ev)

Alla tavola di Shlomo, lo Tzadik Yanuka

Lettera di Shabbat con i commenti dello Tzadik Yanuka, Rav Shlomo Yehuda Beeri, sulla parashà di Reeh (Devarim/Deuteronomio). Traduzione in italiano, con orari di Shabbat per Milano e Roma.

Oggi ricordiamo Il Beltzer Rebbe : R. Aharon Rokea’h di Belz

Amici, In occasione della Hiloulà (anniversario del decesso), oggi, del nostro maestro Rabbi Aharon di Belz, con emozione vilieto di farvi scoprire, in breve, il suo percorso di vita. Chi parla del Tzaddik nel giorno della sua Hiloulà, costui pregherà per lui! Accendete una candela e dite: «Likhvod haRabbi mi-Belz, zékhouto taguèn ‘alénou» quindi pregate…


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