Sentieri di Chassidismo: Parole sacre e parole profane

Parole sacre e parole profane: un insegnamento hassidico

Un giorno i Hassidim erano riuniti e bevevano, quando il Rabbi Israel di Rižin entrò. Il suo sguardo sembrò loro amichevole. Allora gli chiesero se gli recasse dispiacere che loro stessero bevendo, adducendo come motivazione che

“Quando i hassidim bevono in compagnia è come se studiassero la Torah”.

Senza scomporsi, il Rabbi rispose:

“Vi è nella Torah più di una parola che una volta è sacra e un’altra volta è profana. Così è scritto:
《E il Signore disse a Mosè: “Fatti due Tavole di Pietra”》, ma anche 《Non ti farai scultura alcuna》.

Da che dipende che la stessa parola lì è sacra e qui è profana? Dipende, vedete, dal fatto che la parola ‘ti’ (a te) lì segue e qui precede. Così è per ogni azione: dove ‘a te’ segue, tutto è sacro; dove precede, tutto è profano.”


Un messaggio per i tempi attuali

In questi tempi in cui siamo portati, per le contingenze storiche non proprio favorevoli, a rinchiuderci nella quarantena del nostro solipsismo per rifuggire il contagio, dovremmo rammentare che l’isolamento deve essere inteso come servizio alla comunità.

Esattamente come quel “a te” che segue e non precede, perché la messa a servizio del proprio io verso un ideale più alto, che non sia solo il confine di sé stessi, apre le porte al sacro.

Non dobbiamo gozzovigliare rinchiusi nelle nostre case, in preda alla paura dell’altro, ma ricordarci che siamo chiamati ad amare la nostra comunità anche nella distanza dal contatto, che tanto ci pesa.

Se sapremo rammentarci di essere radici dello stesso grande Albero, e che ciascuno è importante per portargli nutrimento, non ci sarà virus o crisi che potrà abbatterci.

Le parole sacre avranno vinto, coi loro significati, sul profano che ogni crisi inevitabilmente porta con sé.

Se sapremo rammentarci di essere radici dello stesso grande Albero, e che ciascuno è importante per portargli nutrimento, non ci sarà virus o crisi che possa abbatterci. E le parole sacre avranno vinto, coi loro significati, sul profano che ogni crisi, inevitabilmente, porta con sé.


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Alla tavola di Shlomo, lo Tzadik Yanuka

Lettera di Shabbat con i commenti dello Tzadik Yanuka, Rav Shlomo Yehuda Beeri, sulla parashà di Reeh (Devarim/Deuteronomio). Traduzione in italiano, con orari di Shabbat per Milano e Roma.

Oggi ricordiamo Il Beltzer Rebbe : R. Aharon Rokea’h di Belz

Amici, In occasione della Hiloulà (anniversario del decesso), oggi, del nostro maestro Rabbi Aharon di Belz, con emozione vilieto di farvi scoprire, in breve, il suo percorso di vita. Chi parla del Tzaddik nel giorno della sua Hiloulà, costui pregherà per lui! Accendete una candela e dite: «Likhvod haRabbi mi-Belz, zékhouto taguèn ‘alénou» quindi pregate…


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