Shalom amici. In vista di Shavuot, il tempo della ricezione della Torah, voglio offrirvi una riflessione su Amaleq, nemico antico e sempre attuale, e sul significato profondo del ricordo, della resistenza e della fedeltà all’Alleanza. Troverete traduzioni inedite di Parabole del ‘HIDA nel suo Ahavat David del 1799. Buona lettura.
⸻
Amalek nella Torah e nel Talmud
Amalek è menzionato per la prima volta in Esodo 17:8-16, quando attacca Israele poco dopo l’uscita dall’Egitto. Un attacco vile e codardo, sferrato contro un popolo ancora stanco, spiritualmente fragile e impreparato.
In Deuteronomio 25:17-19, la Torah comanda:
Ricorda ciò che ti ha fatto Amaleq lungo il cammino, quando uscivate dall’Egitto: come ti attaccò per via, colpendo tutti i deboli che stavano dietro, mentre tu eri stanco e affaticato, e non temette Dio.
Il Hida (Rabbi Chaim Yosef David Azulai) sottolinea che Amaleq colpisce nei momenti in cui Israele è esausto, non solo fisicamente ma anche spiritualmente.
Proprio quando la nostra fede vacilla, si celano i pericoli maggiori.
Questa non è solo una memoria storica o morale, ma una promessa: la lotta contro Amaleq è anche cosmica. Ogni generazione ha il compito di ricordare, resistere e preparare la redenzione finale.
Inoltre, il Hida insegna che questa battaglia si svolge nella sfera spirituale: Amalek cerca di far dimenticare a Israele la sua missione, la sua alleanza con Dio, inducendolo alla confusione e alla caduta.
Per questo motivo, il ricordo deve essere un atto attivo, accompagnato da consapevolezza e rinnovamento dell’amore per la Torah.
⸻
La parabola del mercante, il Re e il Yetzer Ha-Ra
Nel libro Ahavat David, Parashat Zakhor, il Hida racconta una parabola:
Un mercante, persuaso da un nobile a trasportare merci proibite, viene poi denunciato dallo nobile stesso al Re ! Il Re, infuriato, dice:
Poiché sei discendente di una famiglia nobile e leale alla mia corte, ti perdono questa volta. Ma se verrai trovato ancora a contrabbandare beni che ho proibito, saranno inviati contro di te messaggeri malvagi per compiere giustizia.
Il mercante, tuttavia, continua a fidarsi del nobile, che torna a sedurlo. E così farà anche con altri che confidano in lui.
Applicazione spirituale
Così è l’inclinazione al male, il yetzer ha-ra, che si presenta come consigliere e seduttore.
L’uomo è come un mercante in questo mondo, mandato a “coltivare e custodire” (Genesi 2:15), guadagnando meriti tramite l’adempimento delle mitzvot e lo studio della Torah
perché migliore è il suo guadagno dell’argento. – Proverbi 3:14
I peccati, invece, sono come merci proibite che il Re, il Santo Benedetto Egli sia, ha vietato. Il yetzer ha-ra, allevato fin dalla giovinezza, lo persuade con argomentazioni ingannevoli.
“ובכל יום הוא מפתה את האדם ואחר כך מקטרגו…”
Ogni giorno [il yetzer ha-ra] seduce l’uomo, e poi lo accusa… – Ahavat David, 12
E dopo che l’uomo cade, è proprio il yetzer ha-ra ad accusarlo davanti al tribunale celeste.
Eppure, l’uomo continua a dargli ascolto, dimenticando le conseguenze passate. Non riflette su come è stato ingannato e su quali disgrazie lo abbiano colpito per causa sua.
Il ricordo, dunque, serve a rinforzare l’anima e a tenerla vigile. Non solo per una memoria intellettuale, ma per un impegno pratico di resistenza: chi ricorda Amalek deve sapersi difendere con le armi della Torah, della preghiera e delle mitzvot.
Il Hida spiega inoltre che il ricordo deve essere accompagnato da un’“azione di rinnovamento”(ḥiddush): non basta ricordare ciò che è stato, bisogna trasformare il ricordo in una forza che rinnova l’impegno spirituale, per rifiutare il male e scegliere il bene.
Solo così si può garantire che il male non prenda mai il sopravvento, perché l’anima è illuminata dalla luce della Torah e dall’amore per Dio.
⸻
Uscire dall’Egitto: non ripetere gli stessi errori
L’Egitto rappresenta ogni forma di schiavitù spirituale. Uscirne significa liberarsi dalle catene del peccato, dalle illusioni e dal conformismo.
Ricordare Amalek è un invito a vigilare, a rimanere saldi, a non lasciarsi prendere dalla stanchezza o dallo scoraggiamento.
Ogni giorno è un’opportunità per rinnovare il nostro patto con il Santo Benedetto e vivere con fede consapevole.
⸻
Amalek nella storia e nella contemporaneità
Amalek è discendente di Esav (Esaù), fratello di Giacobbe. Da lui discende Haman, l’agaghita, nemico di Israele nel Libro di Ester.
Nel XX secolo, durante il nazismo, l’Iran cambiò il proprio nome da Persia a Iran, ovvero “terra degli ariani”, cercando una certa affinità con l’ideologia ariana del Terzo Reich.
Nel 1935, Reza Shah volle rafforzare l’identità nazionale iraniana e il richiamo alle radici comuni con le civiltà antiche del nord, favorendo anche un’allusione razziale all’Europa ariana.
[Fonte: encyclopedia.ushmm.org]
Ancora oggi, l’attuale regime iraniano continua a evocare apertamente la distruzione di Israele come obiettivo. La maschera cambia, ma la voce di Amalek resta la stessa: “Cancellare Israele dalla faccia della Terra” che Hashem Ci Protegga e lo Impedisca.
⸻
La promessa messianica
La Torah promette che Amalek sarà cancellato alla fine dei tempi:
Quando il Signore tuo Dio ti avrà dato riposo da tutti i tuoi nemici… cancellerai la memoria di Amalek da sotto il cielo. Non dimenticare!”
– Deuteronomio 25:19
Il Talmud (Bavà Batrà 123b) e i Maestri insegnano che sarà il Messia a compiere questa missione, portando giustizia e redenzione.
⸻
Prepararsi per Shavuot
In questo mese di Sivan ed a qualche ora da Shavuot, ci prepariamo a ricevere la Torah. È il tempo di uscire dall’Egitto personale, di vigilare contro le seduzioni di Amalek, e di rinnovare la nostra fedeltà all’Alleanza.
Chiediamoci : come possiamo riconoscere e combattere il nostro Amalek interiore? Come possiamo rafforzare la nostra fede e il nostro impegno nella Torah?”
Facciamo che il nostro ricordo sia attivo, che porti luce e consapevolezza. Che ogni nostra azione diventi resistenza, amore, e verità.
Shabbat Shalom Kala uMevorakh,
Rebecca
Alla tavola di Shlomo, lo Tzadik Yanuka
Lettera di Shabbat con i commenti dello Tzadik Yanuka, Rav Shlomo Yehuda Beeri, sulla parashà di Reeh (Devarim/Deuteronomio). Traduzione in italiano, con orari di Shabbat per Milano e Roma.
Oggi ricordiamo Il Beltzer Rebbe : R. Aharon Rokea’h di Belz
Amici, In occasione della Hiloulà (anniversario del decesso), oggi, del nostro maestro Rabbi Aharon di Belz, con emozione vilieto di farvi scoprire, in breve, il suo percorso di vita. Chi parla del Tzaddik nel giorno della sua Hiloulà, costui pregherà per lui! Accendete una candela e dite: «Likhvod haRabbi mi-Belz, zékhouto taguèn ‘alénou» quindi pregate…
24 ore per lo Yannuka : sosteniamo Rabbi Shlomo Yehuda Beeri
Scopri chi è il potenziale Messia della nostra generazione : lo Yannuka, Rabbi Shlomo Yehuda Beeri. Una luce d’Israele prega ogni giorno per chi lo sostiene.

Lascia un commento