Amici,
In occasione della Hiloulà (anniversario del decesso), oggi, del nostro maestro Rabbi Aharon di Belz, con emozione vilieto di farvi scoprire, in breve, il suo percorso di vita.
Chi parla del Tzaddik nel giorno della sua Hiloulà, costui pregherà per lui! Accendete una candela e dite: «Likhvod haRabbi mi-Belz, zékhouto taguèn ‘alénou» quindi pregate Hashem per la misericordia e che Che il suo merito protegga tutto Israël, Amen.

L’Admur di Beltz era solito poggiare un asciugamano sul braccio quando gli ebrei pii volevano salutarlo… Poichè lo Yetzer Hara colpisce anche gli uomini osservanti !
Sapete quando tolse l’asciugamano negli anni 30 a Berlino ? Quando un giovane ed anonimo Rebbe di Lubavitch fece la fila per salutarlo… Come faceva a sapere che era “shomer habrit” ? Il miglior modo per santificarsi ? L’azione e la preghiera.

Cenni biografici
Lo Tzaddik e santo, Rabbi Aharon Rokéaḥ, è stato il quarto Admour della dinastia ḥassidica di Belz, e il fondatore di questa ḥassidut in Israele dopo la Shoah.
Nacque nel mese di Eloul 1880 (5640). Suo padre era l’Admour Rabbi Issakhar Dov Rokéaḥ di Belz, che lo chiamò Aharon in onore del suo bisnonno, l’Admour di Tchernobyl, e dell’Admour Rabbi Aharon di Karlin. Sua madre morì giovane, e il piccolo Aharon crebbe presso suo nonno, l’Admour Rabbi Yehoshua Rokéaḥ.
I primi anni come Admour
Il 2 Adar 5658 (1898), a soli 14 anni, si sposò. Dopo il matrimonio si dedicò completamente allo studio della Torah e al servizio divino, distaccandosi dalle questioni materiali e dormendo poco. Scelse la via dell’umiltà e rifuggì gli onori.
Dopo la morte di suo padre, il 22 Ḥeshvan 5687 (1926), fu nominato Admour e Rav della cittadina di Belz.
Durante il suo periodo, il numero dei suoi ḥassidim crebbe fino a migliaia e la sua influenza si estese. Era noto come Gaon in tutte le parti della Torah, sia rivelata che esoterica, e possedeva spirito profetico. Ricoprì il ruolo di Admour a Belz per 13 anni, finché la Seconda Guerra Mondiale lo costrinse alla fuga dopo aver perso tutta la sua famiglia e rischiato egli stesso la vita.
3 minuti per parlarvi del suo incontro con un giovane ed anonimo Rebbe di Lubavitch
La fuga durante la Seconda Guerra Mondiale
Belz fu occupata dai tedeschi circa due settimane dopo l’inizio della guerra, ma passò sotto controllo sovietico in base al patto Ribbentrop-Molotov. I ḥassidim ritennero che la vita del Rabbi fosse in pericolo sotto i russi e lo aiutarono a fuggire, insieme a suo fratello, il Rabbi di Bilgoria, in villaggi sotto dominio tedesco.
Dopo vari spostamenti tra Sokal e Premichlan, la situazione precipitò: la sinagoga di Premichlan fu incendiata dai nazisti e suo figlio morì bruciato vivo, insieme a gran parte della famiglia.
Seguì una fuga complessa tra ghetti e nascondigli, sotto false identità, fino a Bochnia, dove il Rabbi e suo fratello lavorarono come sarti sotto il nome di Aharon Singer. Alla fine, grazie all’intervento di un ex ufficiale ungherese e a una grossa somma di denaro, furono trasferiti a Budapest.
Aliyah in Eretz Israel
Il 21 Tevet 5704 (1943), il Rabbi e suo fratello lasciarono i loro ḥassidim e intrapresero un lungo viaggio verso Eretz Israel, passando per Romania, Bulgaria, Grecia, Istanbul e Beirut. Arrivarono il 9 Shevat 5705 (1945).
L’arrivo del Rabbi segnò l’inizio della rinascita della ḥassidut di Belz in Israele. Egli pose le basi per il suo sviluppo, che la portarono a diventare una delle più grandi e influenti del Paese.
Nel 5709 (1949) si risposò con la Rabbanit Ḥanna, vedova dell’Admour di Bergsaz, assassinato nella Shoah.
Una condotta di santità
Rabbi Aharon di Belz diceva di sé: «Un uomo può essere orgoglioso della qualità con cui è nato. Io sono nato con la qualità della compassione».
Non sopportava di sentire parole negative su un ebreo e giudicava sempre con misericordia. Non usava mai l’espressione “meḥalel Shabbat” (profanatore dello Shabbat), ma diceva “un ebreo che dimentica l’essenza dello Shabbat” o “un ebreo che pensa che sia venerdì”.
Se vedeva un’auto di Shabbat, esclamava: «Mazal Tov, Mazal Tov!», convinto che trasportasse una partoriente verso l’ospedale.
Celebre anche la sua scrupolosità nella mitsvà di onorare i genitori: obbediva alle istruzioni del padre anche quando gli ordinò di non andare al mikvè per un certo periodo, arrivando perfino a recarsi fino alla soglia dell’acqua solo per dichiarare che stava adempiendo al comando paterno… per poi rivestirsi e tornare a casa.
La sua dipartita
La sera di Shabbat della parashà Ekev, il 10 Av 5717 (1957), dopo aver tenuto un discorso ai suoi ḥassidim in cui disse che i figli e gli allievi che seguono le vie del loro maestro accrescono il suo merito nei mondi superiori, si sentì male.
Fu ricoverato allo Sha’aré Tzedek, ma morì alla fine di Shabbat del 21 Av 5717 (1957). Ai funerali, al cimitero di Har HaMenu’hot, parteciparono migliaia di ebrei di ogni estrazione.
Non avendo figli, fu succeduto dal nipote, Rabbi Issakhar Dov Rokéaḥ, figlio di suo fratello, che all’epoca era ancora bambino.
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