Shalom amici !
Vi propongo quest’articolo sul capitolo 7 del Derekh Hashem, La Via di Dio, su Israele e Le Nazioni, che riprende ciò che ci siamo detti nella diretta di martedì scorso (su Facebook e Youtube).
Introduzione
Nel pensiero ebraico tradizionale, l’universo non è affidato al caso o al caos, ma a un ordine divino preciso. Il sistema della provvidenza rappresenta il “governo spirituale” che regola ogni evento del mondo, analogamente a un’amministrazione terrena organizzata da tribunali e istituzioni.
I Tribunali Celesti e la Giustizia Divina
Secondo l’insegnamento del Derekh HaShem del Ramchal, il mondo spirituale è ordinato come una corte, con livelli gerarchici di giudizio che corrispondono alle diverse sfere dell’esistenza divina. Il libro di Daniele descrive questa struttura dicendo che le decisioni vengono prese da osservatori celesti e che i santi pronunciano i decreti.
Allo stesso modo, la visione del trono divino nei testi profetici mostra il Creatore seduto in giudizio, circondato da angeli disposti secondo la funzione: a destra i meritevoli, a sinistra i colpevoli. I giudizi non sono emessi da una sola entità, ma dopo che ogni parte ha esposto la propria verità. Solo così si giunge a una sentenza definitiva.
Angeli e Testimonianza Celeste
Nella tradizione rabbinica, gli angeli sono considerati messaggeri divini (mal’akhim), incaricati di osservare e riportare ogni azione umana. Come in una corte giudiziaria, questi testimoni celesti accompagnano l’uomo e annotano il suo comportamento. Secondo alcuni insegnamenti, ogni persona è accompagnata da due angeli, uno buono e uno severo, che testimoniano i momenti della vita, in particolare durante il Sabato.
Anche le Scritture parlano degli “occhi del Signore” che percorrono la terra. Questi angeli sono inviati per raccogliere dati e presentare relazioni ai tribunali spirituali. Nulla sfugge alla sorveglianza del mondo celeste, e tutto ciò che accade viene trascritto e valutato secondo giustizia e verità.
Tempi del Giudizio e il Ruolo dell’Uomo
La tradizione insegna che l’universo è sottoposto a periodi fissi di giudizio: l’umanità a Rosh Hashanah, il grano a Pesach, i frutti a Shavuot, e le acque a Sukkot. Questi cicli stabiliscono un ritmo spirituale attraverso cui il mondo è valutato in modo costante e ordinato.
L’essere umano non è però solo oggetto del giudizio: egli è anche parte attiva nel sistema della provvidenza. La partecipazione umana, attraverso azioni morali, studio e preghiera, influenza il verdetto celeste. L’uomo è invitato a cooperare con la volontà divina, riconoscendo la responsabilità personale come elemento centrale del sistema spirituale.
In conclusione : un Sistema Educativo e Spirituale
Il sistema della provvidenza, così descritto nella tradizione ebraica e nella visione del Ramchal, non è un meccanismo arbitrario. È un sistema educativo, strutturato per rendere il mondo riconoscibile, ordinato e coerente.
Dio, pur essendo onnisciente, sceglie di non agire direttamente, ma attraverso un ordine di istituzioni celesti, affinché anche l’uomo possa comprendere e interiorizzare il senso della giustizia. Questo modello non diminuisce la divinità, ma eleva la dignità umana, invitandola a prendere parte all’ordine morale del cosmo.
Ogni azione ha un valore spirituale, ogni istante della vita è significativo. Comprendere questo sistema significa vivere con maggiore consapevolezza, sapendo che nulla è vano e che ogni scelta contribuisce al disegno divino.
Ci ritroviamo beezrat Hashem, per la lezione di martedì alle 20:30 (8:30 pm) in diretta su Facebook e Youtube.
Un caro caluto,
Rebecca
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