Il periodo di lutto “Ben Hametsarim” e la settimana della distruzione del Tempio

Ben haMetsarim significa letteralmente “il corridoio stretto” poichè la benedizione del Cielo scorre in un flusso più stretto per noi.

Queste tre settimane, che vanno dal 17 di Tamuz (4° mese, granchio al 9 di Av, 5° mese, leone) sono considerate un periodo buio nella storia del popolo ebraico, poiché in esse si verificarono molte sventure : inquisizione, guerre mondiali, pogrom, culminate poi con la distruzione dei Templi di Gerusalemme. Per questo motivo, durante questo periodo si osservano molte usanze di lutto.


Le Tre Settimane

Man mano che ci si avvicina al 9 di Av, l’intensità del lutto cresce. Le usanze variano tra Sefarditi e Ashkenaziti riguardo a quali segni di lutto adottare e quando. Alcune comunità sefardite, come quelle marocchine, seguono le usanze ashkenazite in queste leggi.

Dal 17 di Tamuz:

  • Si riducono le manifestazioni di gioia.
  • Si evita di cantare o ballare.
  • Si evita la benedizione Shehecheyanu su nuovi abiti o frutti stagionali.
  • Gli Ashkenaziti inoltre evitano matrimoni e tagli di capelli.

I primi nove giorni di Av

Dal Rosh ‘Hodesh Av (avvenuto Sabato) :

* Tutte le comunità vietano i matrimoni e il consumo di carne (e spesso anche vino), eccetto di Shabbat (e anche Rosh Chodesh, secondo alcune usanze sefardite).

*Gli Ashkenaziti vietano il lavaggio completo del corpo e degli abiti.
* I Sefarditi applicano queste restrizioni solo durante la settimana in cui cade il 9 di Av, dalla fine di Shabbat ‘Hazon fino al digiuno.

*Anche il taglio delle unghie viene evitato, tranne se le unghie sono eccessivamente lunghe.
* Il divieto di lavare i vestiti include stirarli e indossare abiti puliti. Per questo, si indossano solo vestiti già usati e questo vale anche per lenzuola e tovaglie.

* Per la biancheria intima, si consiglia di indossarla per circa mezz’ora prima dell’inizio della settimana del lutto, così da non considerarla più “pulita”; altrimenti, si possono sgualcire a terra prima di indossarle. Per i bambini sotto i 3 anni, si è meno rigidi.
* Il divieto di lavaggio vale anche per lavatrici, lavaggio a mano o fatto da non ebrei ; alcuni estendono il divieto anche al lavaggio del pavimento.

Da Rosh ‘Hodesh Av è vietato fare lavori di ristrutturazione o miglioramento destinati a incrementare il comfort domestico.


Shabbat ‘Hazon

Lo Shabbat prima del 9 di Av si chiama Shabbat ‘Hazon e le usanze di lutto non si applicano:

  • Si può mangiare carne e bere vino.
  • Si possono indossare abiti puliti.
    (Salvo alcune usanze ashkenazite più rigorose).
    Il giorno prima, chi segue l’usanza ashkenazita evita il bagno completo e si lava solo viso, mani e piedi.

La vigilia del 9 di Av (capita Shabbat)

Dal mezzogiorno (Chatzot), si evitano svaghi, passeggiate e attività che distolgano dalla tristezza.

Si evita anche lo studio della Torah da ‘hatzot mezzogiorno in poi, come nel giorno del digiuno ; si può studiare le Lamenzazioni (Ei‘ha) e dei testi di morale ed etica (Mussar).

Il pasto che precede il digiuno si chiama Seudat Hamafseket (pasto di interruzione) e capita alla Seudat Shlishit, il terzo pasto di Shabbat :

  • Vietato consumare più di due pietanze cotte.
  • Uno stesso cibo cucinato in due modi diversi vale come due pietanze.
  • Frutta e bevande sono permesse, se non cotti.

Quando il giorno non capita Shabbat : non si mangia in gruppo, ma ognuno separatamente e non si dice Zimun. È diffusa l’usanza di mangiare un uovo con cenere, seduti a terra (non a Shabbat).

Il digiuno inizia con il tramonto, non subito dopo il pasto, a meno che si abbia intenzione esplicita di iniziare subito.


Il 9 di Av

Durante il digiuno del 9 di Av, sono vietati:

  1. Mangiare e bere
  2. Lavarsi
  3. Ungersi il corpo (es. con olio, creme, saponi)
  4. Indossare scarpe in pelle
  5. Avere rapporti coniugali

In più:

  • Si sta seduti a terra,
  • Non ci si saluta,
  • Non si studia Torah (tranne testi legati al lutto, come Eikha, Geremia, Giobbe, racconti del Talmud sulla distruzione).

Anche il lavaggio delle mani è limitato a fino alle nocche ; per questioni d’igiene, si può lavare solo dove strettamente necessario.

Non si usano creme o saponi, tranne per igiene o ragioni mediche.

Molti poskim vietano scarpe comode anche se non di pelle, per non provare conforto ; alcuni camminano solo con calze (in casa). Per questo, molti non dicono la berakhà «she’asà li kol tzorki» (che mi ha provvisto di ogni mio bisogno).

Non si studia Torah perché “le parole della Torah rallegrano il cuore” (Salmi 19:9). È permesso solo studiare testi tristi o legati alla distruzione, con tono semplice e senza discussione.

Si abbassa la luce in sinagoga e a casa.

Molti non mettono Tefillin e Tallit gadol nella preghiera del mattino, come segno di lutto, ma li indossano solo a Min’hà. Alcuni Sefarditi seguono la Kabbalah e li indossano regolarmente al mattino.

È vietato svolgere lavori che distolgono dal lutto, specialmente fino a mezzogiorno. Anche dopo, si evita qualsiasi lavoro non necessario.


Dalla sera del 9 di Av fino al 10 di Av

  • Si sta seduti a terra fino a mezzogiorno del giorno successivo.
  • Si può usare un cuscino, una sedia bassa o altro, purché non superi i 24 cm di altezza dal suolo.
  • La notte si dorme senza cuscino, o con una pietra sotto la testa, o per terra. Le persone deboli sono esentate.

Poiché il Tempio bruciò anche il 10 di Av, molte comunità prolungano alcune restrizioni:

  • Niente carne o vino,
  • Niente bagni,
  • Niente tagli di capelli o bucato,
    fino almeno al mezzogiorno del 10 di Av.

Alcune comunità sefardite limitano questo solo alla carne e al vino, e solo la sera dopo il digiuno.

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Amici, In occasione della Hiloulà (anniversario del decesso), oggi, del nostro maestro Rabbi Aharon di Belz, con emozione vilieto di farvi scoprire, in breve, il suo percorso di vita. Chi parla del Tzaddik nel giorno della sua Hiloulà, costui pregherà per lui! Accendete una candela e dite: «Likhvod haRabbi mi-Belz, zékhouto taguèn ‘alénou» quindi pregate…


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