Aronne è descritto nella Torah e nella tradizione rabbinica come un uomo profondamente legato alla pace. Già nel Talmud (Yevamot 65b), viene definito “ish shalom, uomo della pace“. Questo non era solo un tratto personale, ma una vera e propria missione spirituale e sociale. Come Sommo Sacerdote, Aronne incarnava la capacità di mediare tra Dio e il popolo, tra i membri della comunità, tra conflitti e riconciliazione.
Quando Mosè ritorna in Egitto, Aronne lo accoglie senza alcuna rivalità, con affetto e rispetto (Shemot Rabbah 1:26, Sotah 13a). Anche durante la ribellione di Qorach (Numeri 16), Aronne mantiene la calma, cercando l’unità. Il Midrash Tanchuma lo loda come figura che riporta pace, anche in contesti tesi. Il Ramban sottolinea la sua attitudine alla riconciliazione, anche dopo il peccato del vitello d’oro (Esodo 32). Mentre Mosè rappresenta la forza, Aronne è la tenerezza: un binomio indispensabile per guidare Israele.
La moglie di Aronne e il suo ruolo secondo la tradizione ebraica
Elisheva bat Aminadav, moglie di Aronne (Numeri 26:59), proveniva dalla tribù di Giuda. Pur non essendo molto presente nel testo, la tradizione rabbinica ne esalta il ruolo. Il Midrash Tanchuma (Tazria 12) la descrive come donna saggia e pacifica, che influenzò positivamente il carattere conciliante del marito.
Durante la ribellione di Qorach, Elisheva viene spesso contrapposta alla moglie di Qorach, la quale avrebbe istigato il marito alla ribellione (Midrash Tanchuma, Korach 3). Elisheva invece sarebbe stata fonte di stabilità, sostenendo moralmente Aronne. Ramban e il Chafetz Chaim vedono in lei un modello di armonia familiare e di sostegno spirituale al sacerdozio.
La Prova Silenziosa di Aronne, la Perdita di Nadav e Avihu
In Levitico 10:1-2, Aronne perde i suoi due figli, Nadav e Avihu, nello stesso giorno. Avevano offerto “un fuoco estraneo” davanti a Dio. Invece di protestare o piangere pubblicamente, Aronne tace:
Vayidom Aharon, ed Aronne tacque
(Levitico 10:3)
Questo silenzio è lettura di forza e accettazione.
Malgrado il lutto, Aronne prosegue il suo servizio sacerdotale e benedice il popolo con la Birkat Cohanim (Numeri 6:23-27). Il Ramban loda questo gesto come esempio di devozione. Il Talmud (Sotah 33a) lo riconosce come un modello di leadership spirituale: Aronne mette il bene del popolo e il servizio a Dio sopra al proprio dolore.

Aronne, Vita, Servizio, Cadute, Partenza
Primogenito di Amram e Iochebed, Aronne nasce in Egitto durante la schiavitù. Fratello maggiore di Mosè, viene scelto da Dio come portavoce del fratello (Esodo 4:14-16), perché Mosè aveva difficoltà a parlare. Accetta con umiltà, come spiega il Ramban, e lo accompagna nel liberare Israele.
Consacrato come primo Kohen Gadol (Esodo 28), Aronne diventa simbolo di servizio e santità. Le sue vesti sacerdotali rappresentano purezza e autorità spirituale. Tuttavia, anche lui affronta momenti difficili. Durante l’assenza di Mosè, cede alla pressione del popolo e costruisce il vitello d’oro (Esodo 32). Il Rambam, nella Guida dei Perplessi, lo scusa in parte, attribuendo l’atto al desiderio di evitare il caos.
Un’altra caduta avviene a Mei Merivah (Numeri 20): Mosè colpisce la roccia, e Aronne è coinvolto. Per questo, nessuno dei due entrerà nella Terra Promessa. Il Midrash e il Ramban leggono qui una frattura profonda con la volontà divina.
Aronne muore sul Monte Hor, a 123 anni. La sua morte è descritta con solennità e pace (Numeri 20:25-29). Rashi parla di una morte “al bacio” di Dio. L’intero popolo lo piange per 30 giorni (Numeri 20:29 !!!), un onore che secondo il Talmud non fu nemmeno concesso a Mosè. La sua morte simboleggia la fine di un’epoca e il passaggio della guida sacerdotale al figlio Eleazaro.
Prima di salutarci
Aronne è una figura complessa, capace di accogliere e mediare, di cadere e rialzarsi. Uomo della pace, della responsabilità, del dolore e del silenzio. In occasione della sua hilulà (ieri, Shabbat Rosh ‘Hodesh Mena’hem Av, era il Primo Giorno del Quinto mese : Av, giorno eplicitato in Num. 36:38) ricordiamo non solo il fondatore del sacerdozio, ma anche il modello di leader che unisce fermezza e tenerezza, autorità e umiltà.
Un caro saluto e ‘Hodesh Mena’hem Av tov,
Rebecca
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