Nel cuore della visione ebraica del mondo si trova un tema tanto profondo quanto delicato : la distinzione ontologica tra Israele e le Nazioni. Non si tratta di una differenza di cultura, lingua o territorio, ma di un differente livello dell’essere, come lo definisce il Derekh Hashem e come insegnano i Maestri della tradizione.
L’umanità prima della caduta
All’origine, Adamo possedeva una natura elevata, spirituale e trasparente alla luce divina. Era destinato a perfezionarsi sempre più, generando discendenti che avrebbero goduto di quella stessa luminosità, ognuno secondo la propria funzione : alcuni come radici, altri come rami, ma tutti nutriti da una sorgente unica e pura.
Questa condizione si spezzò con il peccato di Adamo, che trascinò tutta l’umanità in uno stato di oscurità e decadenza. Eppure, anche dopo la caduta, una scintilla rimase, e il Creatore lasciò aperta una finestra di elevazione morale e spirituale, accessibile a chi l’avesse voluta cercare.
Il tempo delle radici
Dopo la caduta, Dio concesse all’umanità un tempo definito per poter ristabilire una connessione con la luce originaria. Questo periodo, che si estende da Adamo fino alla Torre di Babele, fu una lunga prova. Chiunque, in quel tempo, avrebbe potuto elevarsi al punto da diventare una nuova radice spirituale per il mondo intero.
Vi furono giusti in quella generazione : Ḥanokh, Metushelaḥ, Shem, Ever. Uomini che cercarono di guidare l’umanità verso la verità. Ma la maggioranza ignorò il richiamo. E alla fine della generazione della Dispersione, il giudizio fu sigillato : la prova era terminata.
La scelta di Abramo
Fu allora che emerse Abramo. Solo lui si elevò con purezza e rettitudine, cercando il Creatore tra le rovine del mondo pagano. Fu scelto da Dio come nuova radice spirituale, capace di generare una discendenza distinta, santa e separata.
Da quel momento, il mondo si divise in due ordini :
- da un lato, le settanta nazioni, ciascuna con una propria radice spirituale fissa,
- dall’altro, Israele, nato da Abramo, portatore di una connessione superiore, destinato a illuminare e guidare l’umanità.
Israele come albero della rettificazione
Una volta fissate le radici, non era più possibile crearne di nuove. Tuttavia, in ogni epoca, ogni singolo individuo (se lo desidera sinceramente) può unirsi ad Abramo, attraverso la gherut autentica, ed entrare nell’albero di Israele.
Da allora, è iniziato il tempo dei rami. Le nazioni crescono e si sviluppano secondo la propria radice spirituale ricevuta in origine, mentre Israele continua a custodire la connessione con l’umanità nella sua forma originaria.
Una somiglianza solo apparente
Oggi, a occhio umano, Israele e le altre nazioni possono sembrare simili. Condividono lingua, forme culturali, scienza, tecnologia. Ma la Torah insegna che questa somiglianza è solo esterna.
Israele è stato scelto per una vocazione eterna : portare il mondo alla rettificazione, alla luce, alla riconciliazione con il suo Creatore. Non si tratta di un privilegio da vantare, ma di una responsabilità pesante, che implica impegno, disciplina e servizio.
Nelle nostre mani
Nel quadro della tradizione ebraica, Israele non è un popolo tra gli altri, ma un ordine distinto dell’umanità, chiamato a essere canale di benedizione per tutti. Come insegna il Derekh Hashem, l’umanità è ora nel tempo dei rami, e la missione di Israele è ancora in corso.
Se hai trovato valore in queste parole, condividile con chi, come te, cerca profondità e verità. Ogni anima risvegliata è un ramo che si riunisce alla radice.
Un caro saluto,
Rebecca
Alla tavola di Shlomo, lo Tzadik Yanuka
Lettera di Shabbat con i commenti dello Tzadik Yanuka, Rav Shlomo Yehuda Beeri, sulla parashà di Reeh (Devarim/Deuteronomio). Traduzione in italiano, con orari di Shabbat per Milano e Roma.
Oggi ricordiamo Il Beltzer Rebbe : R. Aharon Rokea’h di Belz
Amici, In occasione della Hiloulà (anniversario del decesso), oggi, del nostro maestro Rabbi Aharon di Belz, con emozione vilieto di farvi scoprire, in breve, il suo percorso di vita. Chi parla del Tzaddik nel giorno della sua Hiloulà, costui pregherà per lui! Accendete una candela e dite: «Likhvod haRabbi mi-Belz, zékhouto taguèn ‘alénou» quindi pregate…
24 ore per lo Yannuka : sosteniamo Rabbi Shlomo Yehuda Beeri
Scopri chi è il potenziale Messia della nostra generazione : lo Yannuka, Rabbi Shlomo Yehuda Beeri. Una luce d’Israele prega ogni giorno per chi lo sostiene.

Lascia un commento