Shalom amici 🪴
“Ve-safartem lakhem… fino al giorno dopo il settimo Shabbat.” (Vayikrà 23:15)
Quaranta giorni. Quaranta passi. Quaranta trasformazioni.
Il 40º giorno dell’Omer non è un giorno qualunque. Nella Torah, il numero 40 è sempre un numero di passaggio, purificazione e preparazione.

⏳ Il numero 40 nella Torah: un tempo di formazione
- 40 giorni durò il Diluvio, che purificò la terra (Bereshit 7:12);
- 40 giorni Moshe salì sul Sinai per ricevere la Torah (Shemot 24:18);
- 40 anni vagò Israele nel deserto per purificarsi prima di entrare nella Terra Promessa (Bamidbar 14:33).
Come scrive il Ramhal nel Derekh Hashem (Parte IV, cap. 5)
La rivelazione della verità richiede uno spazio di transizione, affinché la creatura possa essere pronta a ricevere la luce.
Il quarantesimo giorno dell’Omer è quindi una soglia sacra : non siamo più nella partenza, ma quasi giunti alla vetta.
🌿 Dal corpo all’anima: Il cammino della trasformazione
Durante l’Omer contiamo non solo il tempo, ma noi stessi. È una sefirah, un’affinazione. Ogni settimana e ogni giorno ha una qualità spirituale (‘Hessed, Gevurah, Tifferet…) da interiorizzare.
Il 40º giorno dell’Omer corrisponde a Yesod she-be-Yesod: il fondamento nel fondamento.
Secondo il Ben Ish ‘Hai, “Yesod è il canale attraverso cui la santità fluisce nel mondo.” E quando Yesod si riflette in sé stesso, ci invita a una totale sincerità, purezza e centratura dell’anima. È il giorno dell’integrazione, in cui corpo, mente e spirito possono finalmente allinearsi verso la meta.
📖 Rav ‘Haim Kanievsky z’l: Torah come fondamenta
Rav Kanievsky sottolineava spesso che Yesod è la qualità che permette alla Torah di radicarsi in una persona.
La Torah è come acqua: penetra solo dove il terreno è aperto e accogliente.
~ parafrasato da Or’hot Yosher
Il 40º giorno è quindi una verifica del nostro “contenitore” : quanto siamo davvero pronti a ricevere la luce della Torah ? Quanto il nostro “Yesod” è limpido, stabile, forte ?
🌳 Come Ruth, anche noi saliamo

In questi giorni leggiamo e meditiamo su Ruth, l’emblema della sincerità e del radicamento nella verità. Anche lei ha fatto un percorso : dal lutto alla speranza, dall’estraneità all’intimità con la Qedushah.
Il 40º giorno dell’Omer è come il momento in cui Ruth guarda verso Betlemme (Ruth 1:19) – la terra promessa – e non torna indietro. È il punto di non ritorno spirituale, dove si è già scelto, e ora si custodisce quella scelta.
🌸 Meditazione per il 40º giorno: il Fondamento della Vita
Prova a porti oggi queste domande:
- Qual è il mio fondamento? Cosa regge la mia vita spirituale?
- Sto costruendo su roccia o su sabbia?
- La mia connessione con la Torah è superficiale o radicata?
Come scrive il Ramhal (Mesilat Yesharim, cap. 26), “L’autenticità è il fondamento dell’intimità con il Creatore.” Il 40º giorno ci chiede autenticità radicale.
🌾 Il futuro si prepara oggi

Non c’è Shavuot senza questi giorni. Ogni passo dell’Omer è un mattone nella casa dove la Torah potrà dimorare.
Yesod è anche il giorno della disciplina interiore, del silenzio creativo, della preghiera silenziosa e continua che accompagna la costruzione del nostro sé più profondo. E come scrive il Ben Ish ’Haï :
Yesod è il luogo dove il cielo tocca la terra – e l’uomo si fa canale della luce divina.
📘 In conclusione : Compiere il quarantesimo passo
Il 40º giorno dell’Omer è come il 40º giorno di Moshe sul Sinai: un momento carico di potenziale, sospeso tra terra e cielo. Non siamo più nel deserto… ma non siamo ancora al Sinai. E proprio qui, nel mezzo, possiamo scegliere di radicarci con piena coscienza nella luce che verrà.
Abbiamo contato, ci siamo affinati, abbiamo scelto : davvero ci chiediamo ancora se siamo pronti ? O è tempo di accogliere, con cuore fermo, la luce che già ci abita ? Shabbat Shalom

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