5 racconti del XX secolo : da Bagdad a Gerusalemme

Shalom amici,

Come sapete, tra meno di sei giorni festeggeremo Pessa’h, la sera dei miracoli, della liberazioni, la notte in cui effettueremo fino a 64 mitzvot – precetti biblici !
Qual è lo scopo di compiere così tanti precetti, oltre che la trasmissione orale per la nostra famiglia ed i nostri cari ? Quello di avvicinarci a Dio.

Vi propongo la lettura di cinque storie trasmesse dal Ben Ish ‘Haï (PDF in italiano e francese) uno dei più illustri personaggi del popolo ebraico, R. Yossef ‘Haïm di Bagdad, (1833-1909) il quale intraprese tra i suoi numerosi progetti, la costruzione della Yeshiva Porat Yossef a Gerusalemme. La comunità ebraica di Bagdad era una delle più antiche, presenti non solo dall’epoca del Talmud di Babele, ma dai tempi appunto di Babele e di Nabuccodonosor, nel -2500 circa.

Ricordiamo che quando la Giordania invase illegalmente Gerusalemme, tutti gli ebrei della vecchia città furono scacciati : avevano un’ora per partire, altrimenti sarebbero stati fucilati. Era possibile osservare il Kotel, il Muro del Pianto, soltanto attraverso un binocolo, posizionato su una torretta, fuori dalle mura. Questo fino al 1967, quando la città fu liberata durante la Guerra dei Sei Giorni.

Sempre il Ben Ish ‘Haï, a soli 26 anni, riusciva a riunire ben 3000 persone durante i suoi discorsi del sabato pomeriggio nell’anfiteatro di Bagdad. Era amatissimo e le sue storie rendevano ardente l’anima del popolo ebraico in esilio. Ecco, cari amici ebrei e non ebrei, queste 5 storie le ho scelte e tradotte (anche se il testo merita la revisione) poiché toccano diversi argomenti : la fede, la preghiera, il matrimonio, la benedizione, gli ostacoli…

Augurandovi un Pessa’h Kasher veSamea’h, farò il possibile per uscire d’Egitto e ritrovarvi con tanti bei contenuti. Un caro saluto, Rebecca.

ISACCO E REBECCA : IL TEMPO E L’UNIONE

PS : Colgo l’occasione per condividere un’insegnamento che giunge da ponte tra due storie, quella della “Donna Sensibile (perspicace)” e quella de “La Tunica”, poiché vediamo il prima ed il dopo il matrimonio, fino al divorzio e – in un altro caso – alla rappacificazione. Come vedete, a volte si può scegliere di fare delle concezioni prima del matrimonio, poiché é il matrimonio é il primo precetto, il più fondamentale della Torah, ed i nostri maestri c’insegnano che fintanto che non si é sposati, un celibe non può essere completo. Al contrario, si ritrova fuori nella tempesta.

Cosa c’entrano Isacco e Rebecca in tutto ciò ? E bene, la Torah dice che rimasero per ben 20 anni senza figli, ma sappiamo che dopo 10 anni, se una coppia non ha figli, il marito ha quasi l’obbligo di divorziarla, poiché Dio Desidera le famiglie, e se Dio non manda figli, l’uomo deve far il possibile per averli (la stessa madre del Ben Ish ‘Haï non ebbe figli per 9 anni, ed intraprese un viaggio pericoloso alla ricerca di un miracolo, nb). Allora com’é possibile che Isacco, l’unico figlio di Abrahamo da cui Dio Volle Creare il suo popolo, rimase 20 anni con Rebecca ?

Il Midrash insegna (ed anche RambaN, Na’hmanide) che quanto Eliezer portò Rebecca ad Isacco, lei era troppo giovane per sposarsi ma decise di farla entrare in casa per evitare che fosse influenzata ulteriormente dalla casa idolatra del padre… Attesero così 10 anni prima di sposarsi. Inoltre quando Rebecca entrò nella casa d’Isacco, la Presenza Divina (partita dalla morte di Sarah) ritornò in casa ed Isacco fu consolato.

Cosa possiamo imparare da tutto questo, dai due racconti e dal nostro patriarca ? Impariamo diverse cose :

  • Non sposiamo la perfezione : il matrimonio é l’inizio per lavorare un cantiere, un cantiere che speso richiede almeno 10 anni di lavoro.
  • Isacco ha insegnato e protetto per 10 anni Rebecca, non l’ha lasciata fuori nella tempesta, in mezzo ai pericoli del mondo, aspettando che “si perfezionasse”
  • Certamente in due é più facile affrontare gli ostacoli, e sicuramente i sacrifici fanno parte integrante della vita dell’essere umano.

Tuttavia é importante voler migliorare e non bisogna credere che “quando mi sposerò rispetterò Shabbat”, “quando mi sposerò sarò onesto”, “quando avrò 40 anni studiero’ il Talmud” : no. Quello che si é oggi, lo si sarà anche domani. Nel racconto della “Donna Sensibile (perspicace)” lei era pronta ad accettare numerosi difetti, poiché sapeva che la moglie può sostenere e migliorare il marito. Ma lui era pronto a danneggiarla in numerosi modi, infischiandosene del suo perdono. Quanti uomini credono che la donna sia un carico, o una maledizione ? E poi, sempre questi uomini, cosa diventano ? Chi frequentano ? Poveri stolti perversi guidati dallo Yetzer Hara, che chiamano “libertà” luoghi di prostituzione, mentre ì più tirchi prendono quelle che si danno gratuitamente. Chissà se hanno abbastanza cervello per nascondere la loro immondizia ai loro figli, oppure se son fieri della loro perversione e consigliano alla loro progenie di sedurre le donne sposate ? Hashem Yishmor veRa’hem. Ma non credete, queste persone sono “esigenti”… Certo, esigenti.

MOGLIE E MARITO

Allora si, anche tra le coppie sposate vi son persone perverse, e vedrete che i perversi troveranno i perversi, poiché “Dio Guida i passi dell’uomo là dove vuol andare” per fortuna per noi tutti. Oltre al fatto che solo l’80% del popolo ebraico uscì d’Egitto, Dio organizza le coppie (le metà, i zivugim) : ad esempio, un editore avrà una libraia o una traduttrice, o un’artista.

Tuttavia, la coppia che era disposta a “vendersi” diventando serva per dare una possibilità al marito, rappresenta il sacrificio ultimo. Sapere che un uomo onesto, seppur povero, oppure un commerciante che cade in disgrazia, merita tutto il rispetto, sostegno e sacrificio rispetto all’uomo d’affari che ruba i suoi simili o prospera causando danni a terzi. L’unione, la santificazione del precetto divino crea “la squadra” e come dicono i nostri saggi “dopo la tempesta viene il bel tempo” : gli sforzi pagano, la coppia si ritrova, le anime solitarie ritrovano la loro metà… Che sia la metà destinata o la metà meritata : Dio Decide e Dio Sa. Dio Sa cosa fanno le persone davanti agli altri e cosa fanno di nascosto : Dio non lascia le sue colombe in pasto ai maiali, Barukh Hashem. Tuttavia, il 20% di Am Israel che uscirà d’Egitto ha un solo compito : pregare per l’80% sul bordo del dirupo, poiché non vi é più grande ‘Hessed, Bontà, che pregare per il prossimo, soprattutto per gli stolti ed i malvagi. Buona uscita d’Egitto e Shavua tov.

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