Shavuot : 5 lezioni di Gratitudine e Ricezione con la Pentecoste Ebraica

Shalom amici.

In questo tempo speciale del mese di Sivan, ci troviamo immersi in un periodo di grande profondità spirituale. È il momento in cui ricordiamo il dono della Torah e riflettiamo sul significato di ricevere – non solo con la mente, ma con il cuore aperto e pieno di gratitudine.

In questo articolo esploreremo insieme alcune delle lezioni più potenti legate a Shavuot, tra cui il concetto dei bikurim, la forza trasformativa della riconoscenza e il mistero della ricompensa spirituale che giunge dopo un sincero lavoro interiore.

1. Il concetto di Bikurim (primi frutti offerti a Dio)

Nel mese di Sivan, in particolare durante la festa di Shavuot, la Torah ci parla del dono speciale dei bikurim – i primi frutti del raccolto che i contadini portavano al Kohen (sacerdote) come segno di ringraziamento a Dio ( Deuteronomio 26:1-11).

Questo gesto non è solo materiale ma profondamente spirituale: rappresenta il riconoscimento che tutto ciò che possediamo è dono divino e che la nostra vita stessa è un regalo da accogliere con gratitudine.

Il concetto di bikurim insegna a portare prima a Dio la nostra offerta, a non trattenere nulla per noi stessi, ma a riconoscere la sovranità divina su ogni aspetto della nostra esistenza.

2. Come la gratitudine apre il cuore e la mente

La gratitudine non è solo un sentimento: è una forza spirituale che apre il cuore e la mente. Nel Talmud (Berakhot 54a), si afferma che chi non esprime gratitudine manca di apertura verso la realtà divina. Al contrario, la persona grata si dispone a ricevere la luce spirituale, perché il cuore grato è un vaso più grande.

Il mese di Sivan è tempo di ringraziare e di imparare a ricevere con il cuore aperto, dopo aver fatto il lavoro interiore. È la fase in cui “ci sediamo e riceviamo il premio”, riconoscendo che il dono della Torah e della crescita spirituale non è qualcosa che si guadagna solo con l’intelletto, ma con la fede e la sottomissione a Dio.

3. Differenza tra “fare il lavoro” e “ricevere la ricompensa”

Uno degli insegnamenti più profondi di Shavuot è la distinzione tra fare il lavoro (la preparazione spirituale e l’impegno quotidiano) e ricevere la ricompensa (la luce e la consapevolezza che ci vengono donate).

La Parashat Emor (Levitico 23:15-22) parla del conteggio dell’Omer, i 49 giorni che conducono a Shavuot, periodo in cui l’uomo compie uno sforzo interiore, fino al momento in cui riceve la Torah – la più grande ricompensa spirituale.

“Abbiamo fatto il cammino, abbiamo lavorato la nostra anima, ora è il momento di aprirsi e di accogliere ciò che Dio ha preparato per noi.”

4. Come si “riceve” spiritualmente (non con l’intelletto, ma con la fede)

Non è l’intelletto che ci rende più saggi, ma la nostra capacità di credere e di aprirci. È quando ci affidiamo a Dio, con umiltà e fede, che Egli “apre la nostra mente” e ci permette di vedere la realtà più profondamente.

Nel Talmud Bavli (Chagigah 3b) si discute di come la vera ricezione della Torah sia possibile solo quando il cuore è aperto e umile, perché la saggezza divina non può essere afferrata solo con la mente razionale.

5. L’esempio di Hagar e il pozzo: la realtà già esistente che si rivela

Un’immagine potente è quella di Hagar (Genesi 21:19), la serva di Abramo che, disperata nel deserto, si rivolge a Dio e improvvisamente vede un pozzo d’acqua – la salvezza era lì, presente, ma invisibile finché il suo cuore non si è aperto.

Questo racconto simboleggia come, nel percorso spirituale, spesso le soluzioni e le benedizionisiano già intorno a noi. Il segreto è saper ricevere, cioè vedere con occhi nuovi grazie alla fede.

Saper ricevere è parte del cammino spirituale

Il cammino spirituale non è solo fatica e impegno: è anche saper ricevere. Come dice il detto ebraico, Naaseh v’Nishma – “prima faremo e poi capiremo”. Prima ci apriamo con fede, e solo dopo la mente si illumina.

Il mese di Sivan e la festa di Shavuot ci insegnano a coltivare la gratitudine, a portare i nostri bikurim a Dio e ad aprirci per ricevere la Sua luce. Solo così possiamo accedere a una consapevolezza più alta e diventare davvero più saggi.

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Un caro saluto,

Rebecca

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