Mosab Hassan Yousef: “Il Principe Verde”

Shalom amici.

Ricordate l’articolo Sei figlio di redella rubrica hassidica ?
L’attualità ha generato il bisogno dedicare un angolo agli eroi, poiché parlavano di scelte radicali, di anime nobili che rinunciano a una corona pur di servire la verità

Mosab Hassan Yousef era un principe. Figlio dello sceicco Hassan Yousefcofondatore di Hamas. Cresciuto nel lusso e nel potere, con una posizione assicurata nel partito del padre.

Ma come la principessa Ruth, Mosab ha voltato le spalle al proprio mondo. Non per odio, ma per amore del vero. Ha rischiato la vita, ha perso ogni diritto, ha spezzato il cuore a suo padre. E ha scelto di salvare vite, e con esse, come insegna il Talmud, di salvare il mondo intero.

Non può più tornare indietro. E noi non possiamo dimenticarlo. Oggi, in esilio sotto protezione negli Stati Uniti, Mosab continua a testimoniare. Grida la verità su Hamas, Gaza e Ramallah, mentre l’Occidente spesso tace. È una voce limpidacoraggiosasolitaria. E necessaria

Vita tra Hamas e Shin Beth

Mosab Hassan Yousef, nato a Ramallah nel 1978, è il figlio primogenito dello sceicco Hassan Yousef, uno dei fondatori di Hamas, organizzazione dichiaratamente jihadista e responsabile di numerosi attacchi terroristici contro civili israeliani. Cresciuto nel cuore della Cisgiordania a Ramallah, Mosab fu educato fin da giovane all’odio verso Israele, diventando un attivista durante la Prima Intifada.

Arrestato più volte, fu detenuto in carceri israeliane dove, nel 1996, venne avvicinato dallo Shin Bet, il servizio segreto interno dello Stato ebraico. Accettò di collaborare, convinto che i veri nemici del suo popolo non fossero gli israeliani, ma la corruzione e la violenza interna di Hamas. Venne soprannominato “Il Principe Verde”, in riferimento al colore dell’islam politico e alla sua posizione di “principe” come figlio di un leader.

La svolta: da infiltrato a dissidente

Fermare il sangue

Per quasi dieci anni, Mosab collaborò segretamente con Israele, sventando decine di attentati e contribuendo all’arresto di importanti figure di Hamas, come Ibrahim Hamid e Marwan Barghouti. Più volte si oppose all’eliminazione fisica dei bersagli, insistendo su operazioni mirate che risparmiassero civili e innocenti.

“Non ho tradito mio padre. Ho tradito la sua ideologia. Ho salvato vite, sia israeliane che palestinesi.”

Mosab Hassan Yousef

Nel 2005, deluso e distrutto interiormente da ciò che aveva visto, Mosab abbandonò l’islam e si convertì al cristianesimo. Fuggì negli Stati Uniti nel 2007, dove ottenne asilo politico nel 2010.

Gaza e Cisgiordania: il contesto che lo ha formato

Gaza: una prigione costruita da Hamas

Contrariamente alla narrativa occidentale più diffusa, Gaza non è una vittima passiva di Israele. Dopo il ritiro israeliano del 2005, Hamas prese il controllo della Striscia con un colpo di Stato sanguinoso nel 2007, instaurando un regime repressivo, violento, e teocratico.

“Hamas uccide più palestinesi di quanti ne abbiano mai uccisi gli israeliani.”

Mosab Hassan Yousef, al Consiglio ONU (2017)

Gaza è oggi governata da un’élite jihadista che utilizza scuole, ospedali e moschee come basi militari, mettendo a rischio i suoi stessi civili per mantenere la propaganda vittimista internazionale.

Cisgiordania: l’odio istituzionalizzato

Mosab ha denunciato anche l’Autorità Palestinese, accusandola di corruzione, arresti arbitrari, e soprattutto di incitare all’odio contro gli ebrei e Israele fin dall’infanzia, attraverso scuole e media. Nel 2017, parlando all’ONU (intervento a fine articolo, sottotitolato in italiano) dichiarò:

“L’AP (autorità palestinese) non è la soluzione, è il cuore del problema. Non rappresenta il mio popolo. Rappresenta solo se stessa, e il mantenimento di potere.”

Il “Principe Verde”: dal libro al documentario

Nel 2010 Mosab pubblica la sua autobiografia “Il figlio di Hamas” (The Son of Hamas), dove racconta in dettaglio la sua infanzia, la radicalizzazione, la collaborazione con lo Shin Bet (servizi segreti israeliani) e la sua fuga.

Nel 2014 il regista Raz Degan dirige “The Green Prince”, documentario tratto dal libro, presentato con successo al Sundance Film Festival. Il film, avvincente e toccante, mostra il dramma umano di chi ha scelto la verità a costo della solitudine, della persecuzione e dell’esilio.

Scopri la sua storia e questo volto del conflitto

Leggi il libro “Il figlio di Hamas”: un’autobiografia sconvolgente e necessaria

Guarda il documentario “The Green Prince”, diretto da Raz Degan: una testimonianza unica sulla guerra, la fede e il coraggio

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