Il Mese di Iyar : Tra Guarigione e Rinnovamento
Toro – Chor (Shor) in ebraico – è il segno zodiacale associato al mese di Iyar, che corrisponde circa a maggio nel calendario gregoriano.
Dati Essenziali
- Segno: Toro / Chor
- Mese ebraico: Iyar
- Pianeta dominante: Venere
- Pietra: Pitedah / Topazio
- Tribù corrispondente: Shimon (secondo alcuni, Issakhar)
- Elemento: Terra
- Attributo: Gevura / Potere
Iyar, un Sole Ristoratore
Iyar è il secondo mese dell’anno secondo il computo della Torah (che parte da Nissan). È anche chiamato Ziv, ovvero “splendore” o “bellezza”, in riferimento alla luce intensa del sole in questo periodo.
Situato tra l’inverno e i mesi più caldi, Iyar offre un clima favorevole alla rigenerazione del corpo e dell’anima. Non a caso, in questo mese si conta l’Omer, un periodo che invita alla trasformazione personale quotidiana, preparando alla ricezione della Torah.
Come i tori che in primavera si nutrono abbondantemente e recuperano forza, anche il popolo ebraico in Iyar ha sperimentato guarigione. Dopo l’uscita dall’Egitto, Hashem guarì tutti gli ammalati in questo mese. Non è un caso che il nome Iyar sia formato dalle iniziali della frase Ani Hashem Rofecha – “Io sono Hashem il tuo guaritore” (Shemot 15:26).
Durante Iyar, fu donato anche il pozzo di Miriam, fonte miracolosa di guarigione. Inoltre, contiene la festività di Pesach Sheni, che rappresenta un’opportunità di recupero spirituale unica: chi non era puro nel mese precedente ha la possibilità di portare comunque il Korban Pesach.
È anche il mese in cui fu rivelato lo Zohar, opera di luce profonda di Rabbi Shimon Bar Yochai, allievo di Rabbi Akiva. Questo testo garantì la trasmissione della dimensione nascosta della Torah dopo la perdita dei 24.000 studenti di Rabbi Akiva.
Iyar è dunque il mese del risveglio, della guarigione e del rinnovamento spirituale.
Il Toro: Forza, Regalità e Perseveranza
Il Toro – Shor in ebraico – è una delle quattro figure che appaiono nel Merkavà, il Carro Celeste: il toro (re del bestiame), il leone (re degli animali), l’aquila (re dei volatili) e l’uomo (corona della creazione).
Naturalmente pacifico e calmo, il toro tende però all’ira se provocato. Le sue corna rappresentano un’arma potente, che può usare per proteggere il proprio territorio. Tuttavia, spesso non ha piena consapevolezza della forza che possiede, e può fare danni senza volerlo.
Nel mondo antico, il toro veniva usato per lavorare la terra – tracciando solchi per la semina – e per trasportare carichi pesanti grazie alla sua forza. Al di fuori del lavoro, il toro preferisce il pascolo tranquillo, e tende a evitare il trambusto.
È anche noto per la sua testardaggine: una volta fissato un obiettivo, persevera con forza fino in fondo, anche a costo della vita.
Toro: Un Grande Potenziale… da Coltivare
Nato nel mese dell’Omer, il Toro possiede grandi potenzialità spirituali. Forte, gentile, maestoso, può diventare un vero leader, capace di preparare il terreno alla crescita, come il toro che lavora la terra per la semina.
Ma la grande forza del Toro richiede disciplina. L’elemento della terra gli dona stabilità, ma lo rende anche incline ai piaceri materiali: gola, pigrizia, lussuria, comodità. Il rischio è quello di restare impantanati in una vita passiva.
Se però il Toro sceglie di coltivare il proprio mondo interiore, diventa capace di elevare se stesso e chi lo circonda, proprio come chi, arando la terra, permette al seme di fiorire.
Chor tra Potere e Dolcezza: Un Invito alla Comprensione e alla Crescita
Comprendere il segno del Chor (Toro) alla luce della Torah e della saggezza ebraica ci offre una chiave preziosa per relazionarci con chi nasce in questo mese tanto speciale.
Se hai nella tua vita un Toro – o meglio, un Chor – ricorda che dietro la sua calma forza e determinazione si nasconde una grande dolcezza, un’anima capace di portare guarigione e stabilità, e un cuore che anela a crescere.
Invitiamoli con amore a non cadere nella rigidità o nell’inerzia, ma a usare la loro tenacia per costruire, per proteggere, per servire. Aiutiamoli a diventare consapevoli della loro influenza, a risvegliare la loro spiritualità, a coltivare le proprie midot (qualità interiori) con pazienza, determinazione e umiltà.
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Un caro saluto,
Rebecca
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