Il segno del Cancro (in ebraico “Sartan”) corrisponde al mese di Tamuz (circa luglio). Scopri tutte le particolarità di questo segno, caratterizzato da una sensibilità fuori dal comune !
Cancro – Sartan
Mese: Tamuz (circa luglio)
Sfera: Nétsa’h – l’eternità
Tribu: Réouven
Pietra: Nofekh – la turchese
Elemento fondamentale: acqua
Tamuz : un corridoio stretto
Il mese di Tamuz è, come noto, un periodo difficile del calendario ebraico. Segna l’inizio del tempo detto Ben HaMetsarim, durante il quale si verificarono gravi tragedie: le Tavole della Legge furono infrante, i sacrifici quotidiani nel Tempio interrotti, le mura di Gerusalemme violate dall’esercito romano di Tito, un Sefer Torah fu bruciato e un idolo venne innalzato nel Tempio.
È un mese caldo, segnato da una perdita di pudore e dall’abbandono ai piaceri: è in Tamuz che gli esploratori osservarono con cattivo occhio la Terra d’Israele, provocando la decadenza e l’esilio dell’intero popolo. Sempre in questo mese gli Israeliti costruirono il Vitello d’oro, manifestazione di un desiderio di lussuria più che di idolatria.
Eppure, nella Torah ogni crisi racchiude un potenziale di elevazione: Tamuz è un passaggio stretto, ma proprio per questo l’abbondanza divina vi scorre in forma più concentrata. È responsabilità dell’uomo trasformare la relazione con il Creatore e far fiorire la propria luce anche nell’oscurità.
Il Cancro: un animale vulnerabile
Il cancro è un crostaceo d’acqua capace anche di sopravvivere fuori da essa. Timoroso e spesso minacciato, si rifugia sotto le rocce, dove resta immobile. Nonostante le sue tenaglie, non è aggressivo: vive nascosto, cercando quiete e sicurezza. La sua corazza dura è la sua miglior difesa.
L’acqua in cui vive rappresenta passioni e desideri: ecco perché si nasconde, così come l’essere umano deve proteggere il proprio sguardo e custodire modestia e riservatezza. I suoi occhi, fissati su orbite laterali, gli offrono una visione ampia per anticipare i pericoli. Tutte queste caratteristiche si riflettono nei nativi del Mazal Sartan.
Una sensibilità a fior di pelle… e di corazza
I nati sotto il segno del Cancro si muovono in acque turbolente, piene di insidie morali e spirituali. Sono vulnerabili, emotivi, riservati. Si sentono facilmente in pericolo, e la loro spiccata sensibilità li rende fragili alle critiche, che vivono come ferite profonde. Si rifugiano allora nella loro corazza, cercando protezione.
Ma proprio questa sensibilità li rende empatici, intuitivi, capaci di leggere i bisogni degli altri e di offrire il loro aiuto con generosità. Ripudiano ogni forma di violenza, desiderano una vita tranquilla, lontana dai clamori e dalla superficialità.
Famiglia, tradizione, discrezione: sono i valori in cui credono. Proteggono con forza la propria privacy, non amano mettersi in mostra. Spesso incompresi o sottovalutati, sono ricchi di bontà e immaginazione. Sognano un mondo armonioso e pacifico.
Gli occhi: punto nevralgico del segno
Come Réouven, la tribù cui sono associati, anche i nati del Cancro possono cadere preda dell’ira, soprattutto per via del rapporto complesso che hanno con il loro sguardo. Una visione distorta della vita – dove ogni ostacolo sembra una minaccia – può condurli alla rovina. Ma se scelgono di guardare con occhi puri, rivolti verso il bene, la Torah e HaShem, possono elevarsi enormemente.
Réouven fu il primo uomo a compiere una Téchouvà completa. Il Cancerino, se si impegna a proteggere i propri occhi, può diventare visionario, quasi profetico, capace di vedere oltre le apparenze, riconoscere i bisogni dell’altro e offrire la propria luce. Guardando lontano, può liberarsi da ciò che lo incatena e scoprire il senso profondo della sua esistenza.
La corazza: forza e limite
La corazza del Cancro è la sua salvezza, ma anche il suo ostacolo. Lo difende, sì, ma lo isola. Per vivere appieno, deve imparare ad aprirsi, comunicare, condividere – senza perdere la propria indipendenza.
Deve smettere di vedere nell’altro un potenziale nemico, e iniziare a costruire fiducia. Solo così potrà far emergere tutto il bene e il calore che porta dentro di sé. È amorevole, e ha tanto da donare, ma deve smettere di inseguire illusioni e relazioni vuote.
Anche la pressione lo blocca: o si nasconde nella corazza o scappa, cambiando ambiente. Ma il vero salto lo farà quando imparerà a far prevalere la ragione sulle emozioni, lasciando che la mente guidi il cuore.
Mi miglioro
Il Cancro, essere sensibile e spirituale, può portare immense benedizioni nel mondo. Ma per non annegare nelle acque della contrarietà, deve imparare a :
Accettare le sfide della vita con gratitudine, imparando a riconoscere che anche la critica può essere una preziosa occasione di crescita personale e trasformazione interiore.
Lasciare andare le fantasie irrealistiche e vivere con maggiore consapevolezza la realtà voluta da HaShem, accogliendo il presente come spazio di verità e di missione spirituale.
Rafforzare la propria Emunà attraverso la preghiera, rendendo il dialogo con il divino un’àncora nei momenti difficili e uno strumento per ottenere risultati duraturi.
Tornare all’acqua, il proprio elemento primario, cioè alla Torah, nutrendosi di essa mediante lo studio e la pratica costante del Chessed – l’amore attivo, il bene fatto in silenzio.
Allontanarsi dai piaceri eccessivi, in particolare dal cibo, imparando a nutrire corpo e anima con equilibrio, rispetto e intenzionalità.
Tamuz tra Acqua e Corazza : Un Invito alla Protezione e alla Crescita
Comprendere il segno del Sartan (Cancro) nel mese di Tamuz alla luce della Torah e della saggezza ebraica ci invita a osservare con profonda empatia le persone nate in questo periodo complesso e intenso. Se hai nella tua vita un Cancro– o meglio, un Sartan – ricorda che dietro la loro corazza dura si cela un’anima sensibile, un cuore generoso e un desiderio profondo di sicurezza e amore.
Invitiamoli con dolcezza ad aprire la propria corazza senza paura, a coltivare la fiducia e la comunicazione, affinando le proprie midot (qualità interiori). Aiutiamoli a trasformare la vulnerabilità in forza, a navigare con saggezza le acque turbolente della vita, e a donare la loro luce con coraggio e autenticità.
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Un caro saluto,
Rebecca
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