Apollonia: la portinaia che non restò indifferente

Questa é la storia narrata in tre piccoli libri digitali, realizzati dai ragazzi delle tre I^e della Venisti, Istituto Comprensivo Pugliese.
La buona portinaia – I^A
La brava portinaia Apollonia – Classe I^B
La portinaia Apollonia non rimase indifferente – I^C

I ragazzi hanno contribuito a ricordare una data chiave della nostra Storia: il Rastrellamento del Ghetto di Roma il 16 Ottobre del 1943 in cui oltre 1024 persone vennero inviate nell’orrore dei Campi. Di esse tornarono solo in 16, 15 uomini ed una donna; dei 207 bambini non si salvò nessuno. Oggi questa generazione racconta l’accaduto, rielaborando “La Portinaia Apollonia” di Lia Levi

Focalizzano così la loro attenzione sul valore umano e civile della responsabilità di ciascuno nel  salvare il prossimo. La Portinaia Apollonia non restò indifferente e salvò la vita del piccolo protagonista della storia e della sua mamma, rischiando la propria. Ciascuna classe ha rielaborato, con un laboratorio di scrittura creativa e uno artistico, la storia che ha visto drammatizzata in scena da tre insegnanti di Lettere.

Chi salva una Vita salva il Mondo

Talmud

Questa frase, erroneamente attribuita a testi estranei al Popolo d’Israele, trova le sue origini nel Talmud: saggezza ebraica messa per iscritto 1700 anni fà, a causa delle violente persecuzioni romane verso i maestri.

Ogni libricino racconta la storia rispecchiando le caratteristiche degli alunni delle tre diverse classi, convinti che la Memoria sia patrimonio di ciascuno che diventa competenza di vita per tutti. Anche per gli alunni più piccoli del Compresivo, cui i fratelli maggiori dedicano il loro lavoro, in un percorso di continuità educativa nel curricolo verticale. In ognuno dei libricini i ragazzi sono stati colpiti da alcuni particolari della narrazione e su quelli hanno incentrato i loro racconti. Disegni e parole sono il tentativo, da parte dei più piccoli, di avvicinarsi all’immane che si cela dietro il racconto della Levi, nella consapevolezza che l’indifferenza è stato il sostrato ideale perché la tragedia potesse compiersi. Questo il fulcro su cui si è inteso costruire il lavoro con i ragazzi, per sensibilizzarli alla responsabilità individuale.

Buona lettura e buona riflessione  a tutti!

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