L’Ottava Luce di Hannucha nella antica Sinagoga di Trani

Nella splendida cornice di Trani, in una serata sferzata da un gelido maestrale, alcuni membri della piccola Comunità tranese, che dipende dalla Comunità Ebraica di Napoli, si sono riuniti nella Sinagoga Scolanova per accendere l’ottava luce di Hannucha e celebrare la fine della festa delle Luci.

La piccola Sinagoga, una delle quattro , di cui due andate distrutte nel 1700, che rendevano fiorente la comunità di Trani, è con buona probabilità la più antica d’Europa. Fu edificata nel XIII secolo, interamente in pietra calcarea e presenta una facciata con quattro monofore ad arco e portale unico. A completare il piccolo gioiello architettonico un campanile a vela, sormontato da una Stella di David in ferro battuto che domina l’intero edificio. L’accesso si guadagna grazie a una scalinata posta sul lato occidentale, protetta da un piccolo cancello intarsiato col Maghen David .

Dopo il decreto dell’Alhambra, noto anche come Editto di Granada, emanato il 31 marzo 1492 dai re cattolici di Spagna, Isabella di Castiglia e Ferdinando II d’Aragona , con il quale si decretava l’espulsione delle comunità ebraiche dai regni spagnoli e dai loro possedimenti a partire dal 31 luglio di quello stesso anno, la Scolanova, così come le altre tre sinagoghe presenti nella Giudecca tranese, venne trasformata nella chiesa di S. Maria di Scolanova. Sono occorsi 466 anni perché fosse restituita alla sua identità ebraica, quando nel 2005 è stata riconsegnata alla comunutà ebraica di Napoli. Da allora, tornata alla sua originaria funzione di luogo di culto, ospita alcune delle funzioni della liturgia ebraica.

Come nell’ultima sera della festa di Hannucha di quest’anno, in cui Michele Parisi, delegato dal Rabbino Finzi che guida la comunità napoletana, ha acceso le otto luci della Hannuchia, dopo le consuete benedizioni dei lumi. Una emozione indicibile per i pochi irriducibili presenti che tengono viva la Luce della Speranza che la Puglia ritrovi gli antichi splendori delle comunità ebraiche disperse. Una speranza che si rispecchia nella meravigliosa storia di Hannucha, con tutti i significati di resilienza e fiducia in Hashem che essa rappresenta.

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