Derekh HaShem: La Via di D’O Fondamentali IV. L’Uomo, L’Anima e La Vita Ultraterrena 2/2

Rubrica a cura di Rita La Rosa, articolo basato sul corso di T. Rebecca Speranza del Martedì alle 20.30 Libro disponibile in edizione tascabile Inglese-Italiano

L’elevazione dell’anima e la preghiera

Pregare per i defunti non è solo un modo di ricordarne la vita terrena, ma anche “una spinta” affinché la loro Anima possa oltrepassare uno stato di “limbo” verso una realtà spirituale superiore.

Cosa significa? Nei capitoli precedenti abbiamo posto l’accento sul tempo qui e ora. Il tempo terreno necessario per imparare é effimero (la nostra vita), sprecandolo si vanifica la nostra sola occasione vita ultraterrena. È tramite lo studio e praticando buone azioni terrene che la nostra Anima riceverà la perfezione e l’eccellenza. Tale eccellenza brillerà solo nel mondo a venire.

Coloro che usano il loro tempo terreno in modo coerente e per fare del bene, sono riconoscibili anche durante la loro vita terrena.

Pertanto, non è necessario morire per comprendere che la morale e l’etica hanno un impatto sul corpo.

A buoni comportamenti corrispondono un corpo ed una mente sani

Il corpo è il primo a soffrire dei nostri comportamenti poco attenti, verso noi e l’ambiente circostante. Non a caso, l’attuale società è caratterizzata da una depressione diffusa, male e bene sono diventati relativi, vige l’individualismo, il consumismo imperversa e l’insoddisfazione la fa da padrona.

Se dipendesse solo dall’Anima, che come già abbiamo detto somiglia al suo Creatore, lei stessa si occuperebbe solo di fare del bene. Divulgherebbe la perfezione verso gli altri.

In ebraico questo sentire si traduce: “Va’hased mishlemut col shmal shelo ifhalehu” (בחסד משלמות כל שמעל אפהלהו) ovvero Con la grazia di chi lassù ha sofferto.

Moderare ed Affinare i lati del carattere

Qui un inciso è doveroso per chiarire cosa significa ortodossia nell’ebraismo. Innanzi tutto non c’entra con l’estremismo mentre viceversa, e parliamo anche di movimenti ‘hassid, vuole significare non solo l’essere pii ma andare oltre, sforzarsi nella non omologazione, ovvero resistere alle cattiverie, agli insulti, ai torti e non vendicarsi rispondendo alla stessa maniera; è il “porgi l’altra guancia”. Tale modo di dire, insieme ad “ama il prossimo tuo come te stesso”, ben conosciuti anche nel credo Cristiano, sono citati in Isaia (il primo) e in Levitico (il secondo). Ciò per sottolineare che il “moderare”, “affinare” i lati del carattere è molto ebraico.

Scopo e perfezione della nostra Vita

In quale modo perdiamo perfezione se facciamo soffrire il corpo? Semplice, non compiendo l’obiettivo per il quale siamo qui e ora. Non è necessario diventare santi o rabbini, ma è necessario riflettere sul proprio potenziale, quali armi (metaforicamente parlando) abbiamo per giungere a tale obiettivo. E le armi sono i propri talenti: se rispettano le regole del buon vivere sono sempre utili alla società.

É molto ebraico dire “non sei il tuo mestiere”. Un mestiere è utile solo per sopravvivere, ma non denota chi siamo. Sono i talenti che denotano il nostro Essere e qualunque sia il nostro mestiere dobbiamo coltivarli.

Per fare un esempio banale, potremmo prendere chi per vivere si cura di un anziano. Se questa persona ha attitudine per la lettura può, attraverso tale capacità, far apprezzare all’anziano, che magari non vede più, un buon libro.

L’Anima e il suo alto livello di purificazione

Prima di entrare nel corpo l’Anima ha un alto livello di capacità di purificazione; se l’Anima potesse esprimersi qual è, l’uomo non sarebbe mortale. Ma il Corpo, dopo la resurrezione dei morti, si ritroverà con l’Anima e anche se la ricompensa che si riceverà sarà proporzionale al lavoro fatto sulla terra (come esseri mortali), comunque ci sarà ancora la possibilità di elevarsi fino a giungere a D-O. Il livello di luce dell’Anima dipende dal bene che ha divulgato in questo mondo e quindi meglio lavoriamo più raggiungeremo la perfezione. E il cerchio si chiude con quella prima frase:

Pregare per i defunti non è solo un modo di ricordarne la vita terrena, ma anche “una spinta” affinché la loro Anima possa oltrepassare uno stato di “limbo” verso una realtà spirituale superiore.

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