Il RaShaSh: il padre dei cabalisti, dallo Yemen a Gerusalemme

1720 – 1777 Il Rashash è considerato il padre di tutti i cabalisti sefarditi contemporanei. Il rabbino Sar-Shalom Mizrachi Didia ben Yitzchak Sharabi, noto come il “Rashash” nacque nel 5480 (1720) a Sana’a, la capitale dello Yemen. Dopo essere stato miracolosamente salvato da una situazione difficile, ha adempiuto al suo voto di andare in Terra Santa di Israele per vivere a Gerusalemme. Dopo un viaggio che lo condusse attraverso l’India, Baghdad e Damasco, arrivò a Gerusalemme.

Sebbene si fosse già affermato nei suoi precedenti paesi di residenza come significativo studioso e cabalista della Torah, era determinato a mantenere nascoste le sue abilità in Terra Santa. Si avvicinò al rabbino Gedalia ‘Hayon, capo di Beit El Yeshiva, il principale centro di studio della Kabbalah, e fece domanda per il lavoro di Shammash custode in cambio di vitto ed alloggio… Il preside ebbe pietà del giovane orfano e gli diede il lavoro.

Umilta’ ed anonimato

In questo modo è stato in grado di rimanere anonimo ma dissetarsi per la Torah. Il suo compito ufficiale era quello di svegliare gli studenti per la preghiera di rettifica di mezzanotte, tenere in ordine gli scaffali dei libri sacri, portare l’acqua e servire il tè caldo. Ciò gli ha permesso di stare innocentemente in un angolo durante le lezioni come se non facesse parte del gruppo privilegiato di studenti tra cui anche il famoso ‘HIDA, Rav ‘Haim Yossef David Azulai che poi divenne anche Rabbino a Livorno.

Nessuno sognava che questo semplice shammash fosse in realtà un grande saggio e, quando sorse una domanda estremamente difficile che nessuno poteva risolvere, il giovane Shalom notò la delusione del Rav Gedalya e quella sera scrisse quella che sapeva essere la risposta e inserì la nota in uno dei libri di Rosh Yeshiva.

Il giorno dopo il rabbino Gedalya era felice: “Un biglietto di Dio,” pensò. Ma dopo che questo atto è stato ripetuto alcune volte, il rabbino Gedalya ha capito che doveva essere uno dei suoi studenti. Ha proclamato: “Decido che lo scrittore di queste note dovrebbe rivelarsi e che gli assegneremo il rispetto che merita“. Per motivi di modestia non si manifesto’ e nella Yeshiva rimase il mistero

Una donna ci mese lo zampino…

Shana la figlia del Rosh Yeshiva si rese conto di quanto suo padre volesse scoprire chi era l’individuo che lasciava gli appunti… Cosi’ decise di spiare di notte dalla finestra e vide il Rashash attaccare un foglio di carta all’interno di un libro sulla scrivania di Rosh Yeshiva. Ha immediatamente informato suo padre ed il Rashash fu costretto a riverlarsi, nonostante volesse ancora rimanere nascosto, ma il Rav Gedalia prese la scoperta di sua figlia come un segno dal Cielo che era giunto il momento d’uscire allo scoperto. Il RaShaSh e Shana si sposarono ed ebbero un figlio chiamato Yitzchak Isacco.

Dopo la morte di Rav Gedalia nel 5507 (1747), il Rashash a soli 27 anni fu nominato Rosh Yeshiva secondo le ultime volonta’ del Rav. Era Tra i suoi studenti c’erano il Chidah e il Maharit Algazi che divenne il Rosh Yeshiva dopo la morte del Rashash.

Gli scritti del Rashash e come viene ricordato oggi

Ha scritto un commento sull’Etz ‘Haim e tra i suoi scritti più famosi c’è il Siddur HaRashash, noto libro di liturgia per le sue kavanot speciali intenzioni cabalistiche per la preghiera, oggi è diventato lo standard per tutti i cabalisti sefarditi.

Chiunque impari Etz Chaim senza il commento del Rashash è come un cieco che si fa strada nell’oscurità.

Rav Yeddiya Abulafia
Tomba a Gerusalemme

Il Rashash lascio’ questo mondo il decimo giorno del mese ebraico di Shevat, nell’anno 5537 (1777) all’età di 57 anni, a Gerusalemme. È sepolto sul Monte degli Ulivi, dove la sua tomba è un luogo di pellegrinaggio fino ad oggi.

Il grande cabalista, Rav ‘Haim Pelaji ha testimoniato che l’anima del rabbino Shalom Sharabi era una reincarnazione quella del santo Ari di Tzfat Safed.

Il rabbino Yitzhak Kaduri era solito dire: “Uno può aver memorizzato tutti gli insegnamenti scritti dell’Ari, e averli studiati e i commenti su di essi in modo molto approfondito, ma se non hai imparato le opere del Rashash, non hai ancora è entrato nello studio della Kabbalah.”

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Pubblicato da Rebecca

Ebrea ortodossa, nata in Italia, cresciuta in Francia ed israeliana da poco, desidero far conoscere il pensiero e le tradizioni ebraiche, dialogando con rispetto.

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