Il Ligottaggio d’Isacco: affrontare gli ostacoli grazie alla Parola

Shalom amici del Giardino ! Prendiamo insieme qualche nozione evocata nel corso-audio su Rosh HaShana, il Capodanno ebraico, in cui celebriamo la Creazione dell’Essere Umano e riconosciamo la Sovranita’ di D-i-o Il Quale Si Manifesta con l’attributo di Giustizia: la Midat HaDin.

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Durante ogni festa, leggiamo un passaggio della Torah ed uno dei Profeti: a Rosh Hashana viene ricordata la Akedat Itzhak che non significa sacrificio ma la Legatura di Isacco. Prima di leggere il testo Gen. 22, facciamo un riepilogo di quando avviene questa prova:

Abrahamo ha 137 anni ed Isacco 37, D-I-O gli ha promesso che la sara’ il padre delle nazioni e che la sua discendenza non passera’ tramite il suo discepolo Elieseo, ne’ dal figlio Ishmael ma esclusivamente da Isacco. Ha lottato tutta la sua vita contro l’idolatria ed i sacrifici umani, parlando di un D-i-o Misericordioso, Creatore e dell’importanza dei figli come discendenza e vita (il primo comandamento della Torah dato ad Adam) spera di vedere presto Isacco fondare la sua famiglia.

LE 10 PROVE DI ABRAHAMO

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La Akedat Iz’hak e’ conosciuta per essere la 10a prova di Abrahamo; tra le altre 9 possiamo evocare l’esser stato gettato nella fornace da Nimrod, l’aver dovuto lasciare casa per una terra sconosciuta, i vari rapimenti di Sarah da Avimelekh e da Faraone, aver combattuto praticamente da solo contro gli eserciti dei 4 Re, assistere alla distruzione di Sodoma e Gomorra, scacciare Ishmael, effettuare il patto dei pezzi ecc.

Elo-ki-m l’attributo di giustizia si manifesta ad Abrahamo e gli dice Gen. 22

«Abrahamo!» egli rispose: «Eccomi». «Prendi ora tuo figlio (ne ho due, quale ?) il tuo unico (entrambi sono unici per le loro madri), colui che ami (amo entrambi), Isacco (!) e va’ nel paese di Moria, e הַעֲלֵהוּ fallo salire  – notiamo la stessa radice della parola Alyah, la Salita – sull’altare come olocausto».

Il peggior nemico dell’Uomo e’ il Safek : il Dubbio.

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Abrahamo avrebbe potuto urlare, rifiutare, chiedere a D-i-o come potesse chiedergli qualcosa di simile eppure notiamo che non ha discusso i piani del Creatore. Sia Abrahamo che Isacco, non hanno visto compiersi le profezie sulla loro discendenza eppure non hanno mai dubitato anche nei momenti piu’ difficili. Vedremo come in realta’, grazie alla parola ed alla profezia, ha preannunciato che non vi sarebbe stato un Sacrificio ma la Legatura e, nonostante tutto, abbia compiuto il comandamento nei minimi dettagli.

Abraamo si alzò la mattina di buon’ora (puntuale) sellò il suo asino (senza l’aiuto di servitori) prese con sé due suoi servi e suo figlio Isacco, spaccò della legna per l’olocausto, poi partì verso il luogo che Dio gli aveva indicato.

Il terzo giorno (Hashem gli ha dato tempo di tornare indietro, pregare, chiedere spiegazioni ecc.) …Allora Abraamo disse ai suoi servi: «Rimanete qui con l’asino; io e il ragazzo andremo fin là e adoreremo; poi torneremo da voi» …

IL SACRIFICIO DELL’ARIETE ED I DUE SHOFAR

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Le parole di Abrahamo si sono realizzate, perche’ questa e’ la forza dell’uomo: la parola e’ creatrice. – vedere il nostro articolo sul Mirash e la Genesi – Spesso gli ostacoli sono li non per essere sormontati ma perche’ Hashem vuole vedere COME intendiamo affrontarli e quale fiducia abbiamo in lui. Abbiamo parlato del Malocchio e della gelosia verso gli altri ma, senza rendercene conto, spesso la peggiore opinione e’ verso D-i-o: un giorno abbiamo un ostacolo, insultiamo il Cielo nel peggiore dei modi, qualche settimana dopo tutto si risolve per il meglio e… Dimentichiamo di ringraziare.

Isacco parlò «Ecco il fuoco e la legna; ma dov’è l’agnello per l’olocausto?» Abraamo rispose: «Figlio mio, Dio stesso si provvederà l’agnello per l’olocausto». E proseguirono tutti e due insieme.

A presentarsi non sara’ un agnello ma un Ariete e furono creati, da ogni corno, due Shofar: per tradizione sappiamo che il Secondo sara’ suonato per annunciare l’arrivo di Mashia’h.

Pubblicato da Rebecca

Ebrea ortodossa, nata in Italia, cresciuta in Francia ed israeliana da poco, desidero far conoscere il pensiero e le tradizioni ebraiche, dialogando con rispetto.

8 pensieri riguardo “Il Ligottaggio d’Isacco: affrontare gli ostacoli grazie alla Parola

      1. Aiutami a capire dalla traduzione originale se la richiesta di DIO fu “fallo salire” oppure come viene descritto in Genesi 22:2”…e la’ offrilo in olocausto sopra uno dei Monti che io ti dirò
        Grazie

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      2. Più che scriverti il verbo ebraico (verificabile su Google) e dirti che significa “salita” e non sacrificio, cosa posso fare di piú ? Isacco è considerato un Korban-Ola un sacrificio di suo vivente (l’unico Patriarca a non aver mai lasciato la Terra Santa, Eretz Israel) e questo riporta ad una Halakha del sacrifico del Tempio: quando un bovino saliva sull’altare-mizbea’h, anche se dopo il Cohen trovava una piccola imperfezione dell’animale che lo rendesse non-idoneo al Sacrificio, ormai andava sacrificato e considerato “santo” perchè sull’altare. Lo stesso per Isacco: ha avuto lo statuto di Sacrificio(Korban-Olà) semplicemente salendoci sopra.

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